Discarica di Serre, per il Comune ora è pericolosa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Il Comune di Lanciano s’è destato e ha, finalmente, deciso di intervenire. Si è accorto – speriamo non troppo tardi - che la discarica di contrada Serre, chiusa da almeno 15 anni e che per lunghissimo tempo è stato proprio l’impianto di smaltimento municipale, è pericolosa e a rischio per la salute.
Il sindaco, Filippo Paolini, ha, infatti, firmato un'ordinanza urgente che dispone il divieto di utilizzo delle acque dei pozzi e dei corsi superficiali nelle aree in prossimità e a valle della ex discarica di Serre.
L'indagine preliminare effettuata dai geologi Massimo Ranieri ed Enrico Lanti, incaricati dal Comune di verificare la qualità ambientale della zona, ha, infatti, rilevato il superamento della soglia di contaminazione per la presenza di arsenico, cromo totale, ferro, manganese, nichel, piombo, idrocarburi totali, nitriti e solfati.
Il provvedimento, «emesso in via cautelativa» e fatto recapitare anche a carabinieri, polizia e Comune di Mozzagrogna, che confina con le aree inquinate, resterà in vigore «finché l'emergenza non sarà rientrata».
Una vicenda che si trascina da un pezzo.
Nel corso degli anni, per quel deposito dimenticato, si sono susseguiti allarmi e appelli.
Ma non c'è stato alcun intervento: politici e autorità sono rimasti sordi e indifferenti, mentre “velenosi” reflui scendevano dalla collina di pattume -nascosta ormai da erbe e fiorellini gialli – trasformandosi in copiosi e nauseabondi rigagnoli, e si infilavano tra le colture.
Per poi gettarsi nei fossi che confluiscono, appena più in là, nel fiume Sangro.
Una vicenda che sta scatenando il putiferio. Domani mattina davanti all'ingresso della ex discarica ci sarà un sit-in di protesta per chiedere la bonifica dell'area.
L'iniziativa è promossa dall'associazione “Frentania Provincia”, il cui presidente, Pino Valente, assieme all'avvocato Errico Sacco, residente proprio a Serre, sta predisponendo una raccolta firme che verrà depositata presso la Procura.
«I cittadini - dice Valente - pretendono chiarezza su quello che sta accadendo in questa parte del territorio dove sono ospitate le discariche di Serre e di Cerratina nonché la celeberrima discarica Semataf, che racchiude materiali tossici e nocivi».
Sulla discarica di Serre e i “tesori” in essa custoditi c'è già un'inchiesta della Procura, che ha aperto un fascicolo.
Fu proprio la magistratura, anni addietro, a decretare la chiusura dell'impianto che era sovraccarico di immondizia e che attualmente potrebbe violare un cospiscuo numero di norme.
La discarica venne abbandonata dopo i sigilli fatti apporre dai giudici.
«L'ordinanza –sottolinea Valente - conferma la fondatezza delle denunce pubbliche, piovute da più parti, sullo stato di contaminazione della zona. Ma a questo punto non basta più bloccare i pozzi in quanto atto dovuto: occorre fare chiarezza riguardo a quella che è una minaccia concreta».
L'acqua di cui adesso si vieta l'uso, serve da sempre per innaffiare e irrigare colture i cui prodotti sono finiti sulle tavole.
Una situazione ignorata, nonostante, a più riprese, anche i contadini del posto abbiano protestato e si siano lamentati. Ma le loro voci sono rimaste inascoltate.
Da più parti, ora, si invoca «l'intervento rapido e deciso della magistratura per accertare le responsabilità civili e penali» del disastro.
«Bisogna provvedere – riprende Valente – anche al risanamento immediato del deposito e dei terreni intorno, senza ulteriori perdite di tempo. Basta coi rimpalli di responsabilità tra enti, basta con le promesse disattese. Aspettiamo i fatti. L'amministrazione di Lanciano si attivi immediatamente utilizzando i fondi che incassa dall'ecoristoro, dai soldi che cioè riceve perché ospita la discarica comprensoriale di Cerratina, dislocata tra l'altro a poche centinaia di metri da Serre».
Grazie all'impianto di Cerratina introita circa 700 mila euro all'anno.
Ha incassato, quindi, dall'attivazione della discarica, milioni di euro.
Fior di quattrini che non sono stati adoperati per risolvere problemi di carattere ecologico.
«Per questo – sostiene Valente - non ci si può più trincerare dietro il paravento del mancato intervento finanziario della Regione. Inoltre l'assessore al ramo, Franco Caramanico, alla luce di quanto sta emergendo, si attivi per bloccare l'immenso flusso di rifiuti extracomprensoriali riversati in una zona parecchio martoriata».
Nei giorni scorsi un dettagliato esposto è stato presentato anche dai Verdi.
Mentre Legambiente – in una nota a firma di Luzio Nelli, della segreteria regionale, e di Paola Marrollo, responsabile del circolo di Lanciano – parla di «tragedia annunciata».
«Da lungo tempo – puntualizza – avevamo segnalato i rischi della discarica. Grazie alla spazzatura – da quella della Campania a quella di L'Aquila e Teramo – il Comune di Lanciano da decenni introita “oro” che poi restituisce con un modesto 15,30% di raccolta differenziata alla comunità».

Serena Giannico 15/02/2008 18.31