Patto sindacati-Asl per la sicurezza sul lavoro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. «Cambiare strategia per sanare la piaga delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro». Questo il senso del patto stretto tra la Direzione Asl e i sindacati metalmeccanici, sancito dall’istituzione di un tavolo permanente che vedrà lavorare fianco a fianco gli ispettori del Servizio Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro e i rappresentanti sindacali.
La decisione è scaturita ieri al termine di un incontro sollecitato dal manager Michele Caporossi al fine di affrontare il problema in modo diverso rispetto al passato, creando una sinergia con Fim, Fiom e Uilm, con il comune obiettivo di monitorare il fenomeno e creare una nuova cultura della sicurezza.
Cinque i componenti del tavolo, Marco Cianfrone (Uilm), Antonio Teti (Fiom-Cgil), Primiano Biscotti (Fim-Cisl), Domenico Cocomazzi e Nicola Marisi del Servizio Prevenzione dell'Azienda Sanitaria, ai quali spetta il non facile compito di tracciare, nella prima fase dei lavori, una sorta di mappa del rischio e delle criticità che affliggono oggi l'universo produttivo ricompreso nel territorio della Asl Lanciano-Vasto, e che riaffiorano nella loro gravità al verificarsi di ogni nuovo incidente.
E' necessario, dunque, porre in atto delle strategie diverse, nuove, che emergeranno al termine del lavoro congiunto tra l'Azienda e i sindacati metalmeccanici, e saranno pertanto espressione di una linea operativa comune.
«Questa è un'iniziativa senza precedenti in Italia – ha commentato a nome delle organizzazioni di categoria Marco Di Rocco, della Fiom-Cgil, al termine dell'incontro – e rappresenta un grande risultato per il mondo sindacale, per quello del lavoro e per la stessa Asl. Abbiamo creato qui tutte le condizioni affinché questa esperienza diventi un laboratorio replicabile anche in altre realtà, perché produrrà risultati concreti, finalizzati a creare una nuova coscienza della prevenzione e ridurre così l'incidenza degli infortuni sui luoghi di lavoro».
La gravità della situazione non sfugge al Direttore Generale della Asl, il quale non rinuncia a fare autocritica: «Nella nostra Azienda registriamo un numero di casi superiori a quelli di altre realtà – ha sottolineato Caporossi - che non consentono a nessuno un approccio burocratico al problema. Questo è un territorio caratterizzato da una forte concentrazione produttiva, che esprime un terzo del prodotto interno lordo dell'Abruzzo, a cui vanno ad aggiungersi le attività dell'edilizia e dell'agricoltura, più elusive delle procedure di controllo, e il nostro Servizio ispettivo deve impegnarsi di più: dobbiamo raggiungere risultati tangibili e misurabili, nel senso di più serrati controlli nelle aree e nei processi produttivi a rischio. La nostra politica aziendale ha tra i suoi obiettivi un'azione di contrasto incisiva sul fenomeno degli infortuni, perché la tutela dei lavoratori rappresenta uno dei nostri principali doveri».

14/02/2008 13.52