Morto al carcere di Vasto. «Non è stato suicidio ma errore fatale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. L'Autopsia sul corpo di Sandro Di Nisio, detenuto pescarese morto la scorsa settimana nel carcere di Vasto ha dato risposte sconcertanti.
L'uomo, infatti, secondo la ricostruzione dell 'anatomopatologo Ivan Melasecca, non si sarebbe suicidato, ma sarebbe morto «per errore».
Ha sbagliato un procedimento, mentre si drogava.
L'esito dell'autopsia è stato consegnato al magistrato della Procura di Vasto che ha aperto un'inchiesta sulla morte del giovane.
Di Nisio avrebbe perso la vita per un banale errore di calcolo, nel tentativo di sniffare gas dal forellino utilizzato all'interno della cella in dotazione ai detenuti per scaldare le vivande.
Questa sarebbe una tecnica abbastanza diffusa tra i tossicodipenti che, in crisi di astinenza da sostanze stupefacenti, pare riescano a soddisfare i loro bisogni inalando gas e poi infilando la testa in una busta di plastica.
Di Nisio sarebbe svenuto mentre aveva il sacchetto in testa, non riuscendo poi a riprendersi.
A trovarlo senza vita erano stati gli agenti della polizia penitenziaria i cui tentativi di soccorso erano stati vani. Le indagini sono affidate al sostituto procuratore della repubblica di Vasto, Anna Rita Mantini.


12/02/2008 19.10