Corte dei Conti. Santo Stefano: «noi tra i migliori comuni aquilani»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SANTO STEFANO DI SESSANIO. Dopo il nostro articolo sulla classifica della Corte dei Conti sulla sana gestione finanziaria dei comuni abruzzesi, Santo Stefano di Sessanio precisa di aver rettificato la propria posizione. LA SITUAZIONE COMUNE PER COMUNE   MONTORIO AL VOMANO: «NOTIZIE ALLARMISTICHE» LE CRITICHE DELL’ASSESSORE PAVONE DI ROSETO /
Santo Stefano secondo la classifica stilata dall'ente di controllo era al 14° posto, ovvero tra i primissimi comuni abruzzesi la cui gestione finanziaria non può definirsi sana.
Come scritto nel nostro primo articolo, quella graduatoria è stata stilata nel mese di aprile e i dati non erano da considerarsi definitivi. Il referto elaborato, infatti, è stato inviato a tutti i Comuni con possibilità per gli stessi di integrare, modificare e inviare notizie circa i dati riportati.
Oggi, Maria Cesidia Sericola, responsabile del Servizio Finanziario del Comune di Santo Stefano spiega le precisazioni che la sua amministrazione comunale ha riportato alla Corte dei Conti.
«Il principale dato oggetto di indagine», ha spiegato Sericola, «è il risultato corrente di parte allargata inteso come differenza tra entrate e spese correnti tenuto conto della spesa sostenuta dall'Ente per il rimborso dei prestiti (rapportato alla popolazione residente)» Oggi il Comune ci fornisce anche i dati tecnici che hanno maturato quella classifica, mai tirati in ballo nell'articolo precedente proprio perché la stessa Corte aveva spiegato che erano suscettibili di variazioni.
Secondo la Corte dei Conti, analizzando la gestione dal 1999 al 2006 si registrava un passivo di 4.272 euro.
«Il Comune», spiega la responsabile, «in sede di contraddittorio e dopo una accurata indagine ha avuto modo di chiarire che i risultati estremamente negativi dei primi anni sono dovuti a "movimenti da regolarizzare" di notevole entità e cioè a dei movimenti di cassa contabilizzati nell'anno successivo e dei quali non si è tenuto conto all'atto di compilazione del flusso trimestrale di cassa di fine anno.
Considerata la differenza, la Corte dei Conti ha limitato l'indagine ai soli anni 2003-2006. I dati rielaborati sulla base delle risultanze dell'Ente evidenziano una gestione in attivo di 2.845 euro.
Il risultato ricalcolato dall'Ente (1999-2006) «sulla scorta dei propri documenti, pone il Comune di Santo Stefano di Sessanio tra i Comuni con il miglior risultato di cassa della Provincia di L'Aquila».
«La sana gestione del Comune», continua Sericola, «è ancora più evidente se si considera che l'Ente non ha mai fatto ricorso ad anticipazioni di cassa. La gestione dei residui è in equilibrio, gli impegni e gli accertamenti non ancora pagati e riscossi al 31.12.2006 sono rispettivamente pari al 14,67% e il 9,97%. Tali differenze, come riportato nel referto, possono ritenersi fisiologiche. L'avanzo di amministrazione tende a crescere ogni anno».

12/02/2008 9.30

MONTORIO AL VOMANO: «NOTIZIE ALLARMISTICHE»

Anche il sindaco di Montorio al Vomano, Alessandro Di Giambattista, contesta la classifica della Corte dei Conti. «Quella classifica», sottolinea il sindaco, «risale al mese di aprile 2007 ma successivamente (il 18 dicembre), sono stati chiariti ed accertati dalla stessa Corte i rilievi effettuati sul disavanzo comunale e sul pareggio della gestione di competenza e sui motivi non direttamente attribuibili al Comune che hanno portato, per un solo anno, al mancato rispetto del Patto di Stabilità».
«Alla fine dell'incontro», ricorda ancora il sindaco, «con grande soddisfazione il presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti ha dichiarato l'insussistenza di parametri deficitari relativi al Bilancio del Comune di Montorio al Vomano : la nuova Deliberazione adottata dalla Corte e comunicata al Consiglio Comunale ha determinato, anche tra le opposizioni politiche, la presa d'atto della corretta gestione finanziaria dell'Ente da parte della maggioranza».
14/02/2008 9.45

LE CRITICHE DELL'ASSESSORE PAVONE DI ROSETO

Avere soldi in cassa è un criterio valido per giudicare la bontà di un bilancio? Parte da questa domanda la riflessione
dell'Assessore al Bilancio Enio Pavone sulla graduatoria stilata dalla Corte dei Conti riguardo alle finanze comunali.
«L'analisi dell'organismo di controllo si fonda principalmente su tre elementi gli avanzi di bilancio, l'entità degli investimenti e la liquidità di cassa. Si tratta degli stessi elementi presi in esame dalla società di rating per valutare la solvibilità dell'Ente e sono gli stessi elementi che ci fanno rivendicare la dinamicità dell'Amministrazione che ha saputo spendere tutte le somme messe in bilancio per riqualificare la Città e dotarla di strutture significative per il suo sviluppo. Negli anni presi in considerazione dalla Corte dei Conti – spiega
l'Assessore Pavone _ abbiamo fatto il massimo sforzo su una quantità enorme di investimenti per decine di milioni di euro, quindi adesso, mentre realizziamo una parte delle opere programmate e finanziate, stiamo pagando l'ammortamento delle quote dei mutui accesi».
«Dopo questa prima fase abbiamo ridotto drasticamente la quota di investimenti che si attesa a un milione di euro circa e questo ci ha permesso di riequilibrare i conti. Abbiamo inoltre potuto ricostituire la liquidità di cassa e anche grazie alle entrate straordinarie siamo riusciti a migliorare notevolmente la situazione rispetto al 2006».
«Nel frattempo», continua Pavone,«siamo riusciti a fare fronte a pagamenti ingenti come ad esempio i contributi per le società sportive (Roseto Basket e Rosetana Calcio) oltre a diversi debiti fuori bilancio risalenti addirittura agli anni 80. Ci sembra chiaro che questa non è la situazione di un Comune in difficoltà ma è l'espressione di un Ente dinamico e di un'Amministrazione in grado di gestire e programmare lo sviluppo cittadino senza ipotecare, come hanno fatto altri enti, capitali e beni pubblici. Ritengo quindi che l' Amministrazione abbia saputo svolgere un ruolo propulsivo – afferma l'Assessore – perché rimanere con tutti i soldi in cassa avrebbe significato non aver fatto nulla per la città».
16/02/2008 11.29