Centro Oli. D'Alfonso vuole vederci chiaro: anche il Comune al Tar

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Domani, martedì, il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, incontrerà il direttore generale difesa del Territorio del Ministero dell'Ambiente, Bruno Agricola per approfondire la situazione e le iniziative e verifiche possibili.
Dopo la preoccupazione dei comitati spontanei (ambientalisti e non solo)nati nelle zone interessate dall'insediamento del Centro Oli il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso aveva richiesto l'interessamento dei Ministeri per l'Ambiente e per lo Sviluppo Economico chiedendo chiarimenti in merito ai rischi connessi all'attività dell'impianto e la salute dei residenti di un ampio raggio intorno alla zona direttamente interessata.
Il sindaco di Pescara entra così di diritto tra quelli che vogliono vederci chiaro, nonostante lo stabilimento non interesserà affatto il pescarese.
Uno sconfinamento di interessi dettato probabilmente più da motivazione politiche che per altro. E ci si domanda perché a fare tutto quello che sta facendo D'Alfonso non sia stato invece il sindaco Ricci.
Il Comune di Pescara, così, si è costituito ad adiuvandum (in aggiunta) nella controversia attivata dalle associazioni ambientaliste davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Pescara.
Nella risposta alla missiva del sindaco, il Ministero dell'Ambiente chiede alla Regione di acquisire «elementi conoscitivi relativi al progetto e ai rischi paventati dalla cittadinanza e dai soggetti incaricati a ulteriori controlli».
A tale risposta fa riscontro una nuova lettera inviata dal sindaco al ministro Pecoraro Scanio, in cui si chiede di conoscere gli esiti dell'interlocuzione tra il Ministero dell'Ambiente, con il Dicastero allo Sviluppo Economico e con la Regione Abruzzo.
Per quanto riguarda il Ministero allo Sviluppo Economico, a cui il sindaco D'Alfonso aveva richiesto di intervenire nell'iter autorizzativo per la costruzione del centro di raccolta e trattamento olio dell'Eni, il direttore del Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia, Franco Terlizzese, risponde con una lettera in cui richiede al Ministero dell'Ambiente e alla Regione di attivare «un'opportuna iniziativa di verifica sui rischi e riferire al citato Ufficio, in modo da definire la sussistenza di eventuali presupposti di intervento sotto il profilo della legittimità degli atti».
Intanto gli attivisti dei vari comitati che si oppongono al progetto organizzano una proiezione per giovedì 14 febbraio 2008, ore 18, nella Sala 1 del cinema CiakCity (ex Maestoso) a Lanciano. Un film-documentario molto particolare: “Viaggio a Viggiano: Come si vive in Val D'Agri con il petrolio: per conoscere il futuro che ci aspetta”.
Girato a Viggiano, il piccolo comune della Basilicata scelto come sede per un Centro Oli dell'Eni: 44 pozzi e 15 ettari di terreno occupati da una raffineria, nel cuore del parco nazionale della Val D'Agri, in provincia di Potenza.
«Il miracolo economico e i suoi effetti sono già arrivati: guardali negli occhi e ascoltali nelle parole degli abitanti», spiegano gli organizzatori, «vedere per credere: smascheriamo l'ipocrisia delle promesse di sviluppo economico e benessere
costruite all'insaputa dei cittadini». La proiezione è gratuita.
11/02/2008 10.21