E' l'Adriatica la statale più pericolosa d'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Con 147 incidenti e 11 morti è la Statale 16 "Adriatica", nel tratto in provincia di Teramo, la strada più pericolosa dell'Abruzzo.
Lo rivelano ACI e Istat nel volume 'Localizzazione degli incidenti stradali 2006', in distribuzione in questi giorni e consultabile sul sito dell'Aci.
I parametri utilizzati nella rilevazione dell'indice di pericolosità delle strade riguardano sia la densità degli incidenti stradali
(incidenti/chilometro) che la loro pericolosità (morti/incidenti).
Al secondo posto per pericolosità è un altro tratto di Adriatica, in provincia di Pescara con 81 incidenti e 2 morti.
Il terzo posto di questa triste classifica spetta alla Ss 656 Val Pescara Chieti che ha collezionato 14 incidenti e 2 decessi, quarta la statale 509 Forca D'Acero con 8 incidenti e 2 morti.

A livello nazionale è della Romea il primato di strada statale più pericolosa d'Italia.
Oltre a questa sono considerate particolarmente a rischio altre nove
statali: Pontina, Pontebbana, Statale del Lago di Como e dello Spluga, Padana Superiore, Statale della Valsugana, Silana Crotonese, Orientale Sicula, Adriatica e Postumia.
Emergenza pedoni inoltre in Italia: solo nel 2005 ne sono deceduti 672. I soggetti più a rischio sono bambini, anziani e turisti.

LA ROMEA

E' la famigerata statale che collega Emilia Romagna e Veneto è considerata la più pericolosa del Paese. Attraversa il cosiddetto 'triangolo delle Bermuda': Rovigo - Ravenna - Ferrara, le tre province in cui si registra il più alto rapporto fra vittime della strada e popolazione. Molte le proteste e le richieste di intervento dei residenti nel tentativo di abbandonare il primato dei morti per incidenti stradali. Pochi invece i risultati anche se, a detta di automobilisti e camionisti il ripristino del manto stradale concluso la scorsa estate rende meno gravosa la guida.

ADRIATICA.

Al penultimo posto in questa 'classifica' del pericolo è la più lunga collegando il Nord al Sud. Parte da Padova e termina ad Otranto e raggiunge il picco di pericolosità sulla riviera romagnola.
All'altezza di Torre Pedrera infatti la strada passa da quattro a due corsie, gli automobilisti non 'digeriscono' questa riduzione continuando a sorpassare come se fossero su una superstrada. Proprio qui è stato recentemente installato il 'sorpassometro' che non rivela la velocità ma i sorpassi vietati. Inoltre, nel novembre scorso é stato esteso al tratto bolognese dell'A14 il Safety Tutor, sistema di controllo della velocità media dei veicoli.

OBIETTIVO UE

Ridurre del 50 per cento, entro il 2010, il numero di morti e feriti sulle strade italiane: questo l'obiettivo dell'Unione Europea. Un traguardo ancora lontano nel nostro paese anche se, nel 2007, è stato riscontrato un significativo calo dei decessi (17,1%) e dei feriti (7,9%) rispetto al periodo 2000-2006 in cui il calo degli incidenti è stato del 7,2%, 7,5% quello dei feriti e 19,7% quello dei morti.

EMERGENZA PEDONI

Il 12,4% delle vittime da incidente stradale sono pedoni, e il 29,3% di questi muore sulle strisce: lo sottolinea l'Aci, che nel 2008 sarà capofila del progetto EuroTest. Un progetto che propone di introdurre, nel Codice della strada, l'obbligo per i conducenti di dare sempre la precedenza ai pedoni, anche in assenza delle strisce pedonali.
Il 55% dei pedoni vittime della strada ha più di 70 anni. Molto elevato il rischio per i turisti stranieri, spesso poco consapevoli della diversità delle norme e abitudini italiane.

09/02/2008 9.52