Per il dragaggio serve l’appalto europeo:scalo chiuso alle navi anche in estate?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Per il dragaggio serve l’appalto europeo:scalo chiuso alle navi anche in estate?
PESCARA. Come sempre dopo lo shock c’è il “colpo di reni”. Così c’è voluta l’ordinanza della capitaneria di porto di Pescara che ha chiuso lo scalo alle navi più grandi per far ritornare di attualità il problema del dragaggio. Per addolcire l’amaro calice il sindaco ha fatto sapere subito di aver trovato 800mila euro per i lavori ma occorrerà fare una gara di appalto. Il risultato: con molta probabilità lo scalo rimarrà inservibile anche per l’estate.
Ed è curioso come sull'argomento si dicano moltissime cose tranne quella più ovvia: il dragaggio è solo una soluzione tampone quella definitiva prevede i lavori di realizzazione dei progetti già costati migliaia di euro.
Un progetto è stato redatto anche dal Comune e presentato in pompa magna molti mesi fa.
La Federconsumatori invece pone l'attenzione sui fanghi scaricati al largo e alle possibili ripercussioni sull'ambiente.
«Non si può continuare ad agire come si è fatto finora», dice il sodalizio dei consumatori, «cioè a sversare i fanghi in mare provocando danni ambientali, ma scegliere finalmente di operare nel pieno rispetto dell'ambiente e della legislazione in vigore. La richiesta nasce da motivazioni precise: infatti continuare a gettare i fanghi in mare come si è fatto fino ad oggi significa esporre la salute dei pescatori e dei consumatori abruzzesi a rischi serissimi, visto che gli esperti dell'Università di Chieti hanno documentato la presenza, nelle acque dell'Adriatico al largo di Pescara, di metilmercurio, una sostanza in grado di provocare gravi problemi neurologici».
«La nostra battaglia per un vero dragaggio», ha spiegato Franco Leone, «è indirizzata principalmente alla difesa del diritto al lavoro portuale e alla tutela della salute dei cittadini e dei pescatori stessi che sono particolarmente esposti al metilmercurio, di cui sono state rinvenute tracce notevoli analizzando i loro capelli. In sostanza quanto sta accadendo in questi giorni è semplicemente la dimostrazione che, se nei mesi scorsi si fosse deciso di dare seguito alle nostre richieste, non saremmo arrivati ad una situazione in cui, con la chiusura del porto di Pescara, si mette a rischio il benessere economico di tante attività legate al mare quali turismo, pesca, balneazione e ristorazione».
Non è mancato nemmeno il carico da 10 dell' “attivissimo” Albore Mascia che già lanciato nella sua corsa personale verso Palazzo di città ha fatto sentire la sua voce anche su questo argomento.
«Per far scoppiare il bubbone – ha detto il consigliere Albore Mascia – è stato necessario attendere l'insabbiamento anche delle due nuove banchine esterne con la semiparalisi del traffico commerciale. Ma, mentre per riaprire alle navi (che ora comunque rischiano di essere dirottate a Ortona) quelle banchine sarà sufficiente dragare 20 mila metri cubi di sabbia, con fondi già a disposizione del Consorzio Val Pescara, senza troppi problemi per lo smaltimento di quei fanghi che non sono particolarmente inquinati, la situazione è ormai catastrofica per i pescatori. Comune e Regione hanno dimenticato da circa 2 anni di dragare il porto Canale, pur sapendo perfettamente che su quei fondali si deposita da sempre il fango del fiume».
Mascia ricorda poi le proteste dei pescatori dei mesi scorsi che lamentavano un fondale bassissimo lungo le banchine tanto da provocare seri danni ai pescherecci.
«Il sindaco D'Alfonso invece è rimasto indifferente e si è accorto del problema solo ora, quando forse è troppo tardi. Da ieri si è attivato per chiedere un maxi-finanziamento di 800 mila euro al Ministero da impegnare per ripulire dai fanghi il porto Canale. Impegno sicuramente apprezzabile, peccato però che il primo cittadino abbia dimenticato di aggiungere anche i tempi legati all'erogazione di tali fondi e quindi all'avvio del dragaggio»
Se le analisi avranno esito positivo, «il Comune – ha aggiunto il consigliere Albore Mascia – dovrà fare la gara d'appalto per affidare il dragaggio materiale e, visti gli importi, si dovrà procedere con una gara europea, procedure che richiederanno due mesi nella migliore delle ipotesi, un dramma per i nostri pescatori che ora rischiano concretamente il blocco dell'attività, specie poi, come hanno spiegato, se dovesse verificarsi una primavera anticipata con lo scioglimento delle nevi che andranno a ingrossare il fiume».

08/02/2008 14.54

MANCINI:«QUELLI CHE IL PORTO…»

«Mascia deve ricordare che i fondi per liberare il porto canale sono a disposizione, che c'è un'autorizzazione del Ministero per l'Ambiente per la discarica a mare per altri 80.000 metri cubi che è stata ottenuta grazie a un lavoro discreto e costante e che in questi anni, attraverso un contributo annuale e programmato, la Regione Abruzzo ha sempre garantito la dotazione finanziaria per rendere agibile il porto».
Risponde così l'assessore Armando Mancini alle polemiche di An.
«E' questa l'Amministrazione comunale», vanta Mancini,«che ha riportato in città due compagnie di navigazione Jadrolinija e Snav per il traffico turistico e che, consapevole delle problematiche, non ha mai smesso di avere premure nei loro confronti perché l'obiettivo della città e di tutti, opposizione compresa dovrebbe essere non fare allarmismo, ma collaborare perché ci sia un sostegno corale alla funzionalità delle nostre strutture portuali. Le grida scomposte di allarme non fanno prendere voti e rischiano solo di ingenerare preoccupazioni non rispondenti alla verità. In questa città ci sono istituzioni capaci e una Direzione Marittima, una Prefettura e un Prefetto che hanno grande attenzione e impegno su questa tematica».
«E' questa l'Amministrazione comunale», snocciola l'assessore, «che pensa anche al futuro del nostro porto, siamo noi che abbiamo ottenuto quasi 500.000 euro per la realizzazione del nuovo Prg portuale e per la definitiva messa in sicurezza dai tanti guasti causati dalla diga foranea realizzata male».

09/02/2008 9.13