E’ nato il Consorzio di gestione dell’area marina protetta "Torre Di Cerrano"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Dopo l’approvazione dello schema di decreto da parte della Conferenza Stato-Regioni, il 24 gennaio scorso, la nascita del Consorzio – denominato Co.Ges - è l’ultimo atto amministrativo propedeutico alla firma da parte del Ministero per l’Ambiente del decreto istitutivo dell’area marina protetta della Torre di Cerrano.


TERAMO. Dopo l'approvazione dello schema di decreto da parte della Conferenza Stato-Regioni, il 24 gennaio scorso, la nascita del Consorzio – denominato Co.Ges - è l'ultimo atto amministrativo propedeutico alla firma da parte del Ministero per l'Ambiente del decreto istitutivo dell'area marina protetta della Torre di Cerrano.A sottoscrivere l'atto di nascita del Consorzio, ente gestore dell'area marina sono: il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura; l'assessore regionale all'Ambiente, Franco Caramanico.
Il Co.ges si costituisce con un fondo di 60 mila euro; il 45% delle quote sono del Comune di Pineto; Silvi possiede il 25% mentre Provincia e Regione detengono il 15% ciascuno.
La presidenza del Consorzio viene attribuita in via transitoria al presidente provinciale D'Agostino che entro trenta giorni provvederà a convocare l'assemblea dei soci per dare l'avvio all'attività.
I componenti del consiglio di amministrazione non ricevono alcun compenso.
Il decreto istitutivo prevede che all'area marina della Torre del Cerrano siano assegnati circa 250 mila euro di finanziamenti per lo start up e, a decorrere dal 2008, un finanziamento annuo di 130 mila euro.

1987: TUTTO INIZIA ALLORA

Era l'ottobre del 1997 quando, su proposta dell'allora parlamentare Franco Gerardini, il “parco marino Torre del Cerranno” fu inserito nella legge 344. Un lungo iter nel corso del quale, i Comuni e la Provincia, hanno condiviso progettazione e obiettivi dell'area protetta con tutti i portatori di interesse locale: associazioni e consorzi della pesca; associazioni ambientaliste; operatori del turismo; cittadini.
Progettazione e perimetrazione - l'area si estende per sette chilometri in lunghezza partendo dal torrente Calvano a Pineto per arrivare a Piazza dei Pini, a Silvi e per 6 chilometri in profondità dalla costa - sono il frutto di accurati studi coordinati dalla Provincia e realizzati dall'Istituto Zooprofilattico “Caporale” e dall'Università di Teramo, Facoltà di Veterinaria.
Con l'area marina della Torre del Cerrano si completa un programma di protezione e valorizzazione del mare e della costa teramana che ha già visto la realizzazione di una rete di oasi marine (fra Martinsicuro e Alba Adriatica; fra Giulianova e Roseto; fra Silvi e Pineto).
Le strutture subacquee hanno consentito, in questi anni, la salvaguardia ambientale, il ripopolamento e lo studio dell'ecosistema marino.
Alla Torre di Cerrano, inoltre, è situata una delle sedi del Reparto Biologia Marina e Fluviale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" presso la quale è collocato un impianto sperimentale di acquacoltura ad alta tecnologia.
Con l'istituzione dell'area marina sono previste attività per la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali e fisiche e delle biodiversità marine e costiere; per la promozione dell'educazione ambientale e la diffusione della conoscenza degli ambienti marini e costieri anche attraverso la realizzazione di programmi divulgativi; per la realizzazione di un processo di sviluppo sostenibile – con il coinvolgimento delle associazioni di categoria della pesca, i Consorzi e gli stessi pescatori; con la partecipazione degli operatori turistici e delle associazioni ambientaliste – che faccia leva sulle attività locali e tradizionali, sulle culture locali, sul turismo ecocompatibile.
Nell'area marina non sono consentite le attività che possono danneggiare le caratteristiche dell'ambiente: la pesca; la navigazione, l'utilizzo di moto d'acqua, la balneazione etc etc.

«UNO STRUMENTO FORMIDABILE PER IL RIPOPOLAMENTO DEL MARE»

Una nuova cultura della pesca, soprattutto della piccola pesca, una gestione attenta delle risorse del mare - patrimonio ambientale e biglietto da visita del turismo - un rapporto nuovo con le marinerie, coinvolte direttamente nei progetti di ripopolamento anche attraverso la realizzazione di allevamenti di acquacoltura. Una rete di oasi marine per il ripopolamento della fauna ittica fra Giulianova e Roseto, di fronte alla spiaggia di Cologna, fra Martinsicuro e Villa Rosa e l'altra, a Pineto, di fronte alla Torre Del Cerrano.

Sono state realizzate dal servizio Idraulica e Tutela del suolo dell'Assessorato alla viabilità della Provincia di Teramo.
Una esperienza che pone il territorio costiero teramano all'avanguardia nel mare Adriatico.
Le strutture sottomarine - costate circa 500 mila euro, finanziate in buona parte dalla Regione con i fondi Docup - nascono per proteggere e sviluppare le risorse del mare, migliorare l'ecostistema, stimolare la biodiversità e proteggere i pesci dalla pesca a strascico. Aumentando sia la varietà che la quantità di specie nelle zone dove vengono realizzate finiscono per rappresentare un valido supporto anche per l'economia del settore pesca.
«Presso le barriere artificiali le catture delle specie aumentano da 10 a 42 volte; si registra, quindi, un concreto incremento della quantità di pesce disponibile nella zona esterna a quella protetta», hanno detto gli esperti.
La vita delle oasi viene costantemente monitorata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, grazie al suo Centro biologico delle acque che ha due sedi, una a Giulianova a l'altra alla Torre di Cerrano.
4000 metri di lunghezza per 1000 di larghezza, le oasi, poste sul fondale, sono un vero rifugio per gli abitanti del mare. Sogliole, capponi, triglie, panocche e naselli sono le specie autoctone che nell'oasi trovano le condizioni ideali per riprodursi, protette dalle barriere di questa casa sottomarina. Da qualche tempo, i tecnici dell'Istituto hanno registrato la presenza dei pesci tipici dei fondali rocciosi: ombrine, mormore, saraghi, scorfani; tutte razze pregiate. Dentro le oasi scatta la catena alimentare, sulle rocce e sui massi sistemati nel fondale, attecchisce una flora e una fauna che diventa cibo per i pesci.
Sulla base del monitoraggio si può affermare che almeno 24 pescatori possono conseguire un buon reddito dalla vita di ciascuna oasi.

07/02/2008 18.12

LE DICHIARAZIONI

«L'area marina protetta di Torre Cerrano è un primo passo verso la realizzazione del progetto di corridoio verde che unirà tutte le aree protette della costa».
Lo ha dichiarato stamane l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, subito dopo aver firmato l'atto costitutivo del Consorzio di gestione dell'area marina protetta di Torre Cerrano, con il presidente della Provincia di Teramo, Ernino D'Agostino ed i sindaci dei Comuni di Pineto e Silvi, Luciano Monticelli e Gaetano Vallescura.
La firma dell'atto è avvenuta stamane, nei locali di Torre Cerrano, nel comune di Pineto. «L'istituzione di questa area protetta sulla costa è anche il segno di un riequilibrio territoriale nella politica di tutela dell'ambiente - ha sottolineato l'assessore - infatti ai tre parchi nazionali montani che caratterizzano le aree interne si aggiunge ora quest'area protetta sulla costa».
Caramanico ha aggiunto che «le aree protette un tempo venivano viste solo come un insieme di vincoli, oggi invece le aree protette sono finalmente viste come fonte di valorizzazione del territorio, utile a garantire uno sviluppo turistico di qualità, idoneo a fermare il degrado ambientale, tutto in un'ottica di sviluppo integrato della regione, non più divisa tra una costa non ancora abbastanza tutelata e le aree interne, che sebbene in difficoltà economica già godono della presenza di aree protette».
L'atto costitutivo del consorzio di gestione dell'area marina protetta sottoscritto stamane è propedeutico alla firma del Ministero dell'Ambiente del decreto istitutivo della stessa area protetta. Il consorzio "Torre Cerrano" si costituisce con un fondo di sessantamila euro.
Il 45% delle quote sono del Comune di Pineto, il 25% del Comune di Silvi, mentre Provincia di Teramo e Regione detengono rispettivamente una quota del 15%.
L'istituzione dell'area marina protetta "Torre Cerrano" fu proposta nell'ottobre del 1997 dall'allora parlamentare Franco Gerardini, oggi dirigente del settore Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo. La progettazione e perimetrazione dell'area marina protetta, estesa per sette chilometri di lunghezza dal torrente Calvano di Pineto fino al territorio del comune di Silvi sono il frutto di studi coordinati dalla Provincia di Teramo e realizzati dall'Istituto Zooprofilattico "Caporale" in collaborazione con l'Università degli Studi di Teramo.
L'istituzione dell'area marina protetta prevede attività per la tutela e valorizzazione delle caratteristiche naturali e fisiche e delle biodiversità marine e costiere, la promozione dell'educazione ambientale, la realizzazione di un processo di sviluppo sostenibile con il coinvolgimento delle associazioni di categoria della pesca, operatori turistici e associazioni ambientaliste.
07/02/2008 14.22