Nel 2007 a Chieti 6,5 mln di fondi Ue

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Nel 2007 a Chieti 6,5 mln di fondi Ue
CHIETI. Chieti è tra i comuni d'Italia che ha attratto i maggiori fondi dell'Unione Europea nel 2007. Esattamente 6,5 milioni di euro che, secondo una ricerca del Sole 24 Ore la fanno balzare al 7° posto tra le città della penisola, dopo Salerno (49,5 mln), Cosenza (18,2), Pavia (17,2), La Spezia (13,6), Alessandria (8,7) e Prato (8,1).
Nell'articolo "I fondi europei restano a Bruxelles" realizzato dal quotidiano economico si spiega lo scarso utilizzo dei fondi messi a disposizione della Ue (appena il 2,7%) ad eccezione proprio di alcuni Comuni virtuosi, come appunto quello teatino.
Una opportunità importante che Chieti decide di sfruttare presentando progetti e riuscendo così ad ottenere dei fondi (da cifre molto elevate).
Per il Comune è il consigliere del Pd Alessandro Marzoli a commentare la notizia (perché non un assessore competente?).
«In controtendenza alla media nazionale», spiega Marzoli, «si può evidenziare l'atteggiamento dell'amministrazione comunale di Chieti.
Va dato, pertanto, merito al sindaco Ricci», continua il consigliere del Pd, «di implementare misure per lo sviluppo socio-economico della città, che razionalizzano al massimo le sempre più esigue risorse a disposizione degli enti locali».
Marzoli però non spiega che fine abbia fatto la montagna di soldi, parte della quale, probabilmente, non ancora utilizzata.
Il consigliere fa riferimento esclusivamente al finanziamento del progetto industriale Zip-Net e a «numerosi interventi territoriali con il fondo Interreg».
Sarebbe interessante vedere un elenco dettagliato.
E sullo Zip Net proprio qualche giorno fa Cristiano Vignali della Fiamma Tricolore aveva presentato un esposto alla Procura di Chieti denunciando lo stato di abbandono di un'opera realizzata con fondi europei.
«Sarebbe dovuto servire come area fieristica e offrire innovativi servizi alle imprese», aveva sottolineato Vignali, «ma è diventato un enorme contenitore ridotto praticamente a magazzino, che non è mai entrato in funzione. In una parte si è installato il " Parco Tecnologico " con i suoi laboratori, mentre tutto il resto è nel più completo abbandono».

06/02/2008 9.39