Inchiesta Les Paillottes. Il mistero della memoria difensiva… troppo al dente

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ogni inchiesta è diversa dalle altre ma ognuna nasconde incongruenze e stranezze. Per ogni stranezza ci si potrebbe scrivere un romanzo. Giallo ovviamente, anche se per questa volta faremo a meno volentieri del classico omicidio. L'inchiesta è di quelle che ha fatto clamore a metà dicembre quando i finanzieri guidati dal colonnello, Paolo Ventura, hanno messo i sigilli allo stabilimento più chic della riviera pescarese, quello di proprietà del cavaliere Filippo Antonio De Cecco, il re della pasta.

PESCARA. Ogni inchiesta è diversa dalle altre ma ognuna nasconde incongruenze e stranezze. Per ogni stranezza ci si potrebbe scrivere un romanzo. Giallo ovviamente, anche se per questa volta faremo a meno volentieri del classico omicidio. L'inchiesta è di quelle che ha fatto clamore a metà dicembre quando i finanzieri guidati dal colonnello, Paolo Ventura, hanno messo i sigilli allo stabilimento più chic della riviera pescarese, quello di proprietà del cavaliere Filippo Antonio De Cecco, il re della pasta.



Un provvedimento cautelare poi confermato in secondo grado.
I sigilli sono ancora al loro posto ed il locale è tuttora chiuso per tutti.
Ma da alcuni giorni anche la villa adiacente della famiglia De Cecco ha i sigilli.
Sono stati apposti grazie ad una ordinanza del gip di Pescara su richiesta del pm Aldo Aceto per evitare l'alterazione dei luoghi.
Infatti, De Cecco era ufficialmente ancora fuori in vacanza in un paradiso tropicale e gli inquirenti si sono trovati impossibilitati a perquisire l'abitazione dell'industriale.
Hanno così atteso l'arrivo dell'imprenditore (ieri) ma "congelato" la casa affinchè tutto rimanesse così come era stato lasciato. Proprio come per la scena di un delitto.
Ma cosa cercano i finanzieri?
E qui arriva il mistero.
Cercano carte, documenti precisi, forse fax, lettere, minute o scarabocchi, progetti e strategie difensive, insomma cercano di fare chiarezza sull'origine di una memoria difensiva della famiglia De Cecco: come è nata, su quali basi faceva affidamento?
Sì, perché i fatti vorrebbero che una memoria difensiva sia stata inviata ad almeno 5-6 indirizzi (tra i quali la Procura, la Regione, il Comune ecc) nella quale si smontano punto per punto tutte le accuse formulate in sede di indagine preliminare dai militari che per mesi hanno indagato sui presunti abusi che hanno portato agli avvisi di garanzia per 15 persone, (oltre De Cecco, tecnici comunali e regionali, il capo dei vigili urbani, Ernesto Grippo, ed il capitano Fabio Ballone).
Ma perché tanto interesse per questa memoria difensiva?
Il punto è proprio questo: è una memoria difensiva eccessivamente tempestiva, diremo tirata su molto… al dente. Troppo.
E già perché la difesa arriva addirittura prima dell'accusa, cioè la famiglia De Cecco si sarebbe premurata di difendersi ancor prima che i capi di imputazione fossero stati loro contestati.
Una mossa giocata con troppo anticipo e che agli inquirenti è suonata davvero stonata.
Soprattutto perché la memoria ricalcherebbe punto per punto l'accusa vagliata dal gip solo qualche settimana dopo e dunque fino a quel momento totalmente segreta.

SI CERCA LA TALPA


L'ipotesi in questa fase parallela delle indagini è infatti rivelazione di segreto investigativo.
Pare che ci siano già un paio di sospettati che mettono in luce strane connivenze e aderenze, molte di più rispetto a quelle ipotizzate in un primo momento e strettamente inerenti gli ipotetici abusi edilizi.
Insomma qualcuno molto vicino alla procura avrebbe girato la relazione investigativa dei finanzieri per far conoscere le carte anzitempo alla famiglia De Cecco che in quel momento, probabilmente non avrebbe nemmeno dovuto sapere di essere sotto indagine.
Ma così vanno le cose.
Sarà la stessa procura a scoprire (si spera) i responsabili che hanno avuto tutto il tempo (ben 5 mesi) per agire.
Infatti, la relazione investigativa è stata depositata sui tavolo prima del pm e poi del gip da luglio 2007 e lì è stata "parcheggiata" fino a quando non è stata valutata dando il via ai sequestri e alle perquisizioni.


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OGGI POMERIGGIO LA PERQUISIZIONE

Dunque dalle perquisizioni della villa che inizieranno intorno alle 16 gli inquirenti cercano le prove della conoscenza anticipata di un "segreto".
Ripercussioni anche pesanti si ipotizzano in caso di ricerca fruttuosa. Eventualità molto poco probabile, visto anche il tempo trascorso.
Altro interrogativo potrebbe essere: perché mai tali prove dovrebbero trovarsi nella casa privata dell'imprenditore e non altrove.
Altre perquisizioni sarebbero già state effettuate anche nella sede di Portanuova Entertainment, la società titolare de Les Paillottes, senza trovare nulla di particolarmente rilevante.
Ma se gli investigatori sono convinti che una talpa ci sia e che abbia danneggiato non poco le indagini resta pur sempre l'interrogativo "principe" sul quale ruota il nostro "giallo": perché mai la famiglia De Cecco, favorita da una ipotetica talpa-spia, abbia dovuto recapitare per posta raccomandata la prova stessa della violazione del segreto?
Insomma perché compiere un atto così ingenuo e non aspettare le formali contestazioni per poi presentare la memoria?
Una leggerezza ancor più grossa se si considera che De Cecco ha messo in campo il meglio della "scienza legale", un pool di esperti avvocati nel settore edilizio che fanno capo all'ex difensore di Giulio Andreotti, Giulia Bongiorno, uno studio milanese, e l'abruzzese Giuliano Milia, esperto in diritto penale.
La famiglia interpellata ha preferito non rilasciare dichiarazioni, dicendo di non saperne nulla.
Il resto, dunque, alla prossima puntata, verrebbe da dire…

L'ENNESIMA FUGA DI NOTIZIE: ALTRO DANNO ALLE INDAGINI

Il clima in procura è di quelli davvero pessimi.
Il Pm Aldo Aceto è apparso fortemente contrariato per la serie di "imprevisti" su questa indagine. Imprevisti che potrebbero compromettere il buon esito dell'attività già svolta.
Infatti, oltre la talpa in procura si parla di vera e propria fuga di notizie «in una delicatissima fase inquirente», riferendosi anche alle anticipazioni giornalistiche di questi giorni.
Ed il sentore è quello che certi particolari non sarebbero dovuti uscire nemmeno sui quotidiani.
Decisivi saranno i prossimi giorni.
Ci si interroga comunque come nelle inchieste più delicate spunti sempre il sospetto (spesso la prova) di odiosi "aiutini" che spesso non hanno colpevoli ma che possono in un attimo buttare al vento mesi di lavoro investigativo.
Anche su questo la procura promette la mano pesante.

05/02/2008 16.06
[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=paillottes&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULL'INCHIESTA "LES PAILLOTTES" ED I 15 INDAGATI[/url]

ESITO NEGATIVO.

Dopo una lunga perquisizione nella villa De Cecco alla presenza dei legali i finanzieri non avrebbero trovato la prova che cercavano della fuga di notizie.nessuna traccia del documento originale coperto dal segreto. Le indagini continuano e si attendono le contromosse della difesa che potrebbe giovarsi del temporaneo vantaggio.

06/02/2008 10.45