Associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta. Denunciate 8 persone

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ASCOLI PICENO. È stata conclusa in questi giorni dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ascoli Piceno un'impegnativa indagine di polizia giudiziaria avviata in relazione ad alcuni fallimenti "sospetti", per i quali era stata ipotizzata la bancarotta. Nei guai otto imprenditori che si muovevano tra il teramano e il chietino.
Le attività - delegate dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e portate avanti materialmente dai militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Ascoli Piceno - sono state condotte nel riserbo più assoluto a causa della «pericolosità sociale» e dell'alto impatto economico/territoriale, determinati dalle attività illecite messe in piedi da un gruppo di persone, operante tra l'Abruzzo e le Marche, composto da 8 persone.
Il "modus operandi" di tale associazione consisteva, in primo luogo, nel mettere a capo di una società - operante nel settore dei trasporti
- amministratori "teste di legno", reclutati, anche a mezzo di intermediari, tra persone nullatenenti ovvero già coinvolte in problemi con la giustizia.
La fase successiva prevedeva quindi il trasferimento delle merci e dei beni strumentali della stessa società verso altre imprese, riconducibili - direttamente ovvero indirettamente - ai medesimi soggetti. Il tutto, in tempi vicinissimi alla sentenza di fallimento.
I beni e le merci distratte dal patrimonio societario - del valore di circa 800.000 euro - sono risultate acquistate negli ultimi mesi di vita della società da aziende in diverse località del territorio nazionale, alle quali lo stato di insolvenza della società veniva opportunamente tenuto nascosto.
Se da un lato gli ignari fornitori vedevano il loro credito riconosciuto successivamente dal curatore fallimentare, dall'altro, di fatto, si sono trovati di fronte ad un attivo fallimentare assolutamente inconsistente, a causa della dispersione del patrimonio societario, perpetrata dall'organizzazione.
Gli otto responsabili dovranno adesso rispondere di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta. Si tratta di D'A.G, 63 anni di Roseto degli Abruzzi (TE), M.E. 33 anni di Roseto degli Abruzzi (TE), C.A., 33 anni di Giulianova (TE), D.M., 53 anni di Cupra Marittima (AP), P.G., 50 anni di Corropoli (TE), S.M., 35 anni di Roseto degli Abruzzi (TE), R.G., 46 anni di Roseto degli Abruzzi (TE)e L.D, 63 anni di Carpineto Sinello (CH).

05/02/2008 9.37