La Regione:«Dalla centrale Snam nessun rischio per la salute pubblica»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. «Nessun rischio per la salute pubblica, né a breve né a lunga scadenza». A parlare è Domenico Scoccia, responsabile regionale del procedimento amministrativo per la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno e della centrale a compressione che la Snam vorrebbe costruire a Sulmona.


SULMONA. «Nessun rischio per la salute pubblica, né a breve né a lunga scadenza». A parlare è Domenico Scoccia, responsabile regionale del procedimento amministrativo per la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno e della centrale a compressione che la Snam vorrebbe costruire a Sulmona.
Contattato telefonicamente da PrimaDaNoi, Scoccia usa parole dirette, senza fare dribbling.
Parole che rompono, in qualche modo, l' «allarmismo» che, a suo parere, si sta muovendo intorno ad una vicenda che dalla consegna del progetto «ha circa tre anni di protocollo».
«La centrale in questione», sostiene,«non è una centrale che produce energia. Ha solo la funzione di comprimere e spingere il gas lungo la rete dei metanodotti».
Rete che, con il progetto di potenziamento da parte della Snam, farà correre il gas dell'Algeria da Brindisi fino al nodo di Minerbio, in Emilia Romagna, facendo perno sul metanodotto del Transmed appena completato, Campochiaro-Sulmona, da cui dovrà ricollegarsi il tratto in direzione di Foligno.
Un progetto europeo, dunque, e non solo nazionale, come ammette Scoccia, dove la Snam ha tutto l'interesse a non sbagliare.
«Non producendo energia», -aggiunge- «ha potenza limitata a 22,08 MW (valore nominale), con una turbina di scorta di altri 11 MW. Prevede poi solo una piccola fiamma esterna, come normale sfogo del gas».
E per quanto riguarda i livelli di inquinamento, chiarisce che «non ha ricaduta di alcuna sorta intesa come NOx (ossidi di azoto) e Co (monossido di carbonio), i cui livelli rientrano nei limiti della legge regionale 2/2003».
Inoltre, parlando da un punto di vista tecnico, «una centrale come questa dove sono previste le migliori tecnologie, inquina meno che in via Roma a L'Aquila con euro 0».
Insomma, l'impatto da inquinamento-che pure ci sarebbe, come ammette lo stesso Scoccia- non avrebbe ripercussioni sulla salute dei cittadini.
Niente traumi neppure per il paesaggio, per il quale da sempre la Snam ha studiato compensazioni più che soddisfacenti per il ripristino ambientale e l'esempio -suggerisce- «è il Bosco di Sant'Antonio, zona ad alto pregio naturalistico, interessata dai lavori del metanodotto Campochiaro-Sulmona».
E poi, «quella dove sorgerà la centrale -sottolinea Scoccia- è stata scelta dalla Snam proprio perché non crea alcun tipo di problemi per vincoli paesaggistici o idrogeologici».
In definitiva, un terremoto inspiegabile quello che sta succedendo a Sulmona, anche perché il tempo per osservazioni e pareri è scaduto già da lunga data e, a quanto risulta dall'ufficio di competenza, «nessuno dei 20 comuni interessati ha mai mosso un dito».
E, a dire la verità, nemmeno in una zona come quella di Popoli dove, in corrispondenza del Sito di Importanza Comunitaria (pSIC) “Fiumi Giardino-Sagittario-Aterno-Sorgenti del Pescara”, la Commissione Via ha, per due volte, chiesto alla Snam correzioni di tracciato del metanodotto (l'ultima il 16 marzo 2007), gli animi si sono scaldati di più.
Comunque, in questo momento -continua Scoccia- «è in atto una campagna di monitoraggio da parte della Snam, dopo quella fatta nel mese di luglio. E si tratta di uno studio dettagliato con simulazioni su centrali uguali (non simili)».
Una precisazione sulla competenza della Regione.
«La Regione darà un parere che non è vincolante sulla decisione della Commissione Via nazionale, che ha l'ultima parola in merito».
Centrale, dunque, appesa alla pronuncia definitiva del Ministero dell'Ambiente e del Ministero per i Beni Culturali, che si esprimeranno in un decreto congiunto.
E ancora: «Per quello che ci riguarda, faremo un sopralluogo ad una centrale uguale, che si trova in Toscana, e da lì avremo informazioni ancora più dettagliate».
Fino ad allora, cosa succederà?
«Per quanto riguarda Sulmona, i commissari non intendono pronunciarsi e la questione resterà ferma fino ad aprile. Dopo di che la nuova giunta incontrerà la Snam, che peraltro si è detta da sempre disponibile ad avere un incontro pubblico con la cittadinanza, anche mettendo a confronto i propri tecnici con altri».
Questa cosa, al comune di Sulmona, non ce l'avevano detta.

Angela Di Giorgio 02/02/2008 15.12