Il progetto: un collegamento metropolitano «dolce e sostenibile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «La rete del ferro che sostiene il sistema insediativo adriatico abruzzese, dove risiede un milione di persone, è una risorsa preziosa utilizzabile per una mobilità dolce e sostenibile».
 

 Con questa premessa, l'assessore Tommaso Di Biase ha presentato un'ipotesi di lavoro per la realizzazione di un sistema di collegamento metropolitano leggero per l'area urbana pescarese e la rete delle città adriatiche.
Questa rete è caratterizzata da una bassa intensità insediativa: 170 abitanti per chilometro quadrato sulle tre province di Pescara, Teramo e Chieti, contro, per esempio, i 6.900 del cuore metropolitano lombardo (Milano), i 5.700 della sua prima corona e i 3.700 della seconda.





La rete adriatica è paragonabile alle situazioni metropolitane solo nelle sue aree, come quella dell'ambito ristretto pescarese, a maggiore densità (3.500 abitanti per chilometro quadrato).
«Questo territorio ha poi altre peculiarità – precisa Di Biase – come quella di avere in esso e alle proprie spalle un esteso sistema di risorse naturali, compresi i Parchi, che, insieme all'articolazione dei centri urbani, definisce un modello di vivibilità decisamente alternativo a quello tipicamente metropolitano».
«Il tema della infrastrutturazione di questo territorio attraverso la mobilità su ferro, che rafforzerebbe tali peculiarità – prosegue l'assessore – è facilmente affrontabile, con pochi e mirati interventi, con la trasformazione della rete ferroviaria esistente nella direzione di un sistema di trasporto pubblico di tipo 'metropolitano'».




Con l'ultima legge finanziaria sono stati stanziati 168 milioni di euro per l'ammodernamento del tratto ferroviario Avezzano-Roma che, pur nella loro parzialità, richiamano la necessità di altri interventi sulle tratte Avezzano-Sulmona e Sulmona-Pescara.
«Credo che valga la pena di ragionare – specifica Di Biase – su quella parte della rete ferroviaria, costituita da una linea nazionale di grande percorrenza e da tratte minori che vi si agganciano, che interessa gli almeno 700.000 abitanti residenti nella fascia adriatica».
Questa rete è definita dalla linea che da Giulianova raggiunge San Salvo, alla quale si connettono le tratte Teramo-Giulianova, Pescara-Sulmona, Ortona-Guardiagrele e San Vito-Lanciano.
Una prima ipotesi di lavoro presentata dall'assessore Di Biase è quella di considerare le tratte Pescara-Sulmona, Pescara-Giulianova e Giulianova-Teramo, che, se trasformate in collegamenti anche di tipo metropolitano, interesserebbero un ambito con almeno 470.000 abitanti.




 «Se la linea Teramo-Giulianova – specifica Di Biase – si può già considerare adeguata, salvo qualche aggiustamento minore e per quella Pescara-Sulmona sono già state discusse delle ipotesi di investimento in occasione della discussione della legge finanziaria, vale da pena di proporre, con la realizzazione di un binario dedicato e di stazioni minori, la trasformazione anche in linea di tipo metropolitano della tratta Pescara-Giulianova».
Un intervento simile è già in corso di realizzazione, con finanziamenti delle Ferrovie e fondi europei, nella città di Salerno e potrebbe costituire un esempio di riferimento.
Una volta realizzati, questi interventi definirebbero un sistema completo grazie alle connessioni con le altre tratte minori, gestibile, per esempio, da un soggetto unico che potrebbe nascere da un accordo tra Trenitalia e la Ferrovia Sangritana.
Il costo dell'intervento sulla tratta Pescara-Giulianova è stimabile in circa 160 milioni, cioè 4 milioni per chilometro.
«La mia proposta – conclude Tommaso Di Biase – è che la Città di Pescara, interessata in quanto centrale in questo nuovo assetto, insieme alle altre della rete adriatica lavori, attraverso un tavolo comune che veda anche la Regione, il Governo e l'Unione europea, alla realizzazione di questa ipotesi».


02/02/2008 9.31