Ial Cisl. I dipendenti:«senza stipendio da 4 mesi. Siamo stremati»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «Il segretario nazionale Trerè dice che va tutto bene. Allora perché non ci pagano gli stipendi?». Sono imbufaliti i dipendenti dello Ial Cisl Abruzzo che dopo l'inchiesta avviata dalla magistratura sul buco milionario si aspettano qualche chiarimento sulle loro paghe che stentano ad arrivare.
Già, perché oltre al bilancio in profondo rosso (la Cisl dice 16 milioni, ma i calcoli potrebbero riservare sorprese), oggi, i dipendenti dello Ial vogliono sapere che fine hanno fatto anche i loro stipendi e non accettano il tentativo dei "piani alti" di far apparire all'esterno la situazione meno grave della realtà.
Dopo i nostri articoli dei mesi scorsi, praticamente caduti nel vuoto, da giorni è tutto un pullulare di comunicati stampa che cercano di rassicurare tutti.
I risultati però al momento sono piuttosto deludenti se è vero che lo Ial sarebbe in forte crisi e rischierebbe addirittura la chiusura. Ma questo nessuno lo dice.
Nei giorni scorsi Trerè, il responsabile nazionale, aveva detto a PrimaDaNoi.it che la situazione era sotto controllo, che dopo l'esposto presentato alla Procura si sarebbero accertate sicuramente le responsabilità.
Responsabilità di altri, probabilmente dei tre indagati che hanno ricevuto l'avviso di garanzia, e che hanno rivestito ruoli centrali nell'arco degli ultimi 7 anni.
Eppure le cose non andrebbero così bene almeno a sentire chi rischia il posto.
E' vero però che Trerè aveva parlato di una situazione economica «difficile» e di un buco da 16 milioni di euro «da cui andrebbero eliminati 6 milioni di crediti che ci deve la Regione».
I dipendenti, però, si sono accorti che in tutto questo caos nessuno (o quasi) si preoccupa delle loro sorti.
I lavoratori assunti a tempo determinato sono circa 30.
Altrettanti sono quelli con un contratto co.co.co, ovvero precari.
«Sono quattro mesi che i nostri stipendi non arrivano», raccontano alcuni a PrimaDaNoi.it confermando così i problemi denunciati dal commissario straordinario Evangelista.
Proprio Evangelista, infatti, aveva fatto capire che lo Ial stava procedendo sì ai pagamenti arretrati, ma «compatibilmente alle nostre possibilità economiche».
E se alcuni sostengono che è da quattro mesi che non arrivano buste paga evidentemente le disponibilità si sono esaurite.
«Noi dipendenti siamo allo stremo», raccontano, «siamo alla canna del gas. Come facciamo ad andare avanti? Facciamo domande e nessuno sa darci risposte precise. Qual è il nostro futuro?»
Nemmeno la notizia di una cassa integrazione li fa stare tranquilli.
«La verità», continuano, «è che lo Ial sta morendo nell'indifferenza di tutti. Nessuno si preoccupa, nessuno prepara un piano di risanamento».
E i dipendenti tirano in ballo anche il segretario nazionale Raffaele Bonanni (abruzzese), «colpevole», secondo loro, «di non aver sufficientemente a cuore le sorti dello Ial Abruzzo».
E mentre si alternano le rassicurazioni i dipendenti tornano ai loro problemi quotidiani che diventano sempre più stringenti: obiettivo sopravvivere.

01/02/2008 13.51