Discariche abusive, da Ue un altro monito all'Italia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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RIFIUTI. BRUXELLES. La Commissione europea punta il dito verso l'Italia non solo per la crisi dei rifiuti in Campania, ma anche sul monitoraggio delle discariche abusive, problema su cui l'Italia è già stata condannata il 26 aprile 2007 dalla Corte di giustizia europea a Lussemburgo.
«Abbiamo deciso l'invio di un primo avvertimento al governo italiano sulla base della procedura prevista all'articolo 228 del Trattato Ue - ha detto all'Ansa Barbara Helfferich, portavoce del commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas - in quanto non riteniamo sufficienti le informazioni inviateci fino ad oggi sul monitoraggio della situazione».
Sulla base della sentenza della Corte di giustizia europea, ha proseguito la portavoce, «l'Italia doveva presentare nell'ottobre scorso un rapporto sui siti illegali esistenti in tutto il territorio italiano. Il governo ha risposto lo scorso novembre che sta facendo un monitoraggio della situazione. Abbiamo ricevuto dei dati per regione, ma senza precisione, mentre vorremmo un quadro globale dello stato della situazione, di quanto resta da fare».
Si tratta quindi del primo avvertimento all'Italia per ricevere maggiori chiarimenti.
La Commissione europea potrebbe essere soddisfatta di quanto ottiene e chiudere la procedura oppure, in mancanza dei risultati sperati, passare ad una tappa ulteriore fino ad un eventuale nuovo deferimento davanti ai giudici europei.
In questo caso però, il mancato rispetto di una sentenza della Corte Ue può costare caro ad uno stato membro. L'Esecutivo Ue infatti, sulla base della procedura all'articolo 228 del Trattato, può proporre l'imposizione di una penalità o di una somma forfetaria, o entrambe.
Il calcolo della sanzione si basa su una lista di criteri che vanno dalla gravità dell'infrazione alla sua durata.
La decisione ultima spetta solo ai giudici europei.
Con la prima sentenza, nel mirino dei giudici europei erano finite le 4.866 discariche abusive censite dalle guardie forestali nel 2002, di cui 1.765 non figuravano in precedenti studi e 705 contenevano rifiuti pericolosi, mentre gli impianti autorizzati, indicava la Corte Ue, erano solo 1.420

01/02/2008 10.28