Chiuse le indagini della "Green Connection": 21 indagati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ stata chiusa l'inchiesta della magistratura di Pescara, denominata "Green Connection", sulla gestione del verde pubblico nel capoluogo adriatico. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati inviati gli avvisi di conclusione delle indagini. Una vicenda che destò molto scalpore anche se per quasi due anni non si n’è più parlato.
Tra i ventuno indagati, nell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore, Filippo Guerra, l'ex assessore comunale al verde pubblico di Pescara, Rudy D'Amico, un dirigente comunale, l'architetto Pierpaolo Pescara, e i responsabili di alcune cooperative che si occupavano, per il Comune, degli interventi sul verde. L'operazione dei carabinieri, che risale al maggio del 2006, porto' all'arresto
di quattro persone, Rocco Celsi, Damiano Madeo, Francesco De Simone e Franco D'Alonzo.
Nel momento degli arresti sia l'ex assessore D'Amico (Italia dei Valori) e sia l'architetto Pescara si dimisero dai rispettivi incarichi.
Il primo è sparito dalla scena politica, l'altro invece è tornato prontamente in sella collezionando nel frattempo anche qualche “promozione”.
L'accusa parla di una associazione per delinquere che gestiva in maniera illecita la manutenzione del verde pubblico.

COSA SUCCEDEVA: IL CARTELLO DELLE COOP

Le cooperative invece di partecipare regolarmente alle gare di appalto per la gestione del verde –secondo la procura- si mettevano d'accordo stabilendo il ribasso d'asta. In questa maniera stabilivano in anticipo la cooperativa che si sarebbe aggiudicata la gara, impedendo talvolta anche la partecipazione di elementi estranei al sodalizio.
Chi vinceva, poi, faceva partecipare anche le altre cooperative con una spartizione delle aree verdi per zone della città.
Le indagini sono cominciate a seguito di due incendi di autovetture verificatisi nel febbraio del 2005 ai danni di un presidente di cooperativa sociale «del gruppo».
«Le Cooperative», spiegarono i carabinieri dopo gli arresti, «si spartivano i guadagni usando artifici e raggiri, truccando le carte» servendosi della complicità del dipendente pubblico dell'ufficio tecnico del Comune (Pierpaolo Pescara) e dell'assessore D'Amico.
Fatto inquietante, venuto a galla sempre nel corso delle indagini, era che «dietro le cooperative si nascondevano vere e proprie imprese» che avrebbero «accumulato fondi neri per un milione di euro», giocando sui fondi pubblici, gli sgravi fiscali e le false fatturazioni emesse a carico di aziende «fantasma».
Le Coop erano quindi una sorta di copertura per poter dichiarare regimi fiscali e requisiti sociali falsi e ottenere sgravi economici sulle imprese.
Tutto questo succedeva in tempi assolutamente non sospetti nei quali erano ancora di là da venire le inchieste Ciclone e quelle sull'urbanistica.

31/01/2008 17.49

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=green+connection&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTO SULLA "GREEN CONNECTION"[/url]