Frode fiscale, indagati l’imprenditore Spadaccini e commercialista Obletter

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Si parla di evasione fiscale per decine di milioni di euro, il sospetto è l'accantonamento di altrettanti milionari fondi neri. L'Abruzzo continua a fare scuola in termini di reati (per ora solo presunti) finanziari. Così circa 10 giorni fa oltre 100 finanzieri hanno perquisito in tutta Italia decine di sedi di società che si presumono essere nella titolarità dell'imprenditore abruzzese Giuseppe Spadaccini.

ABRUZZO. Si parla di evasione fiscale per decine di milioni di euro, il sospetto è l'accantonamento di altrettanti milionari fondi neri.
L'Abruzzo continua a fare scuola in termini di reati (per ora solo
presunti) finanziari. Così circa 10 giorni fa oltre 100 finanzieri hanno perquisito in tutta Italia decine di sedi di società che si presumono essere nella titolarità dell'imprenditore abruzzese Giuseppe Spadaccini.


Diverse decine di faldoni sequestrati, documenti fotocopiati tra i quali centinaia di cd e dvd con dati e documenti oltre hard disk e materiale cartaceo di vario genere.
I periti della procura di Pescara e quelli della difesa dovranno ora raccapezzarsi nell'universo di numeri, cifre e circostanze per capire se abbia senso l'ipotesi accusatoria messa in piedi e ci si è imbarcati nell'ennesima mega inchiesta.
Oltre a Giuseppe Spadaccini, altro capace imprenditore nel campo dei trasporti aerei della nostra regione, titolare di Air Columbia, è finito sotto inchiesta uno studio di consulenza che fa capo al commercialista Giacomo Obletter, commercialista di origine chietina ma con studi anche a Pescara. Nella lista degli indagati figurano poi altri professionisti gravitanti nell'orbita di Obletter come il manager Leonardo Valente che attualmente dirige la nuova gestione del pastificio Delverde, due dipendenti dello stesso studio, Angela Fabrizio e Gianfranco Bucci.
Sotto inchiesta anche un avvocato: Francesco Valentini che secondo l'ipotesi d'accusa avrebbe costituito il braccio operativo in Portogallo dove opererebbero società, alcune di queste proprio nel capo aeronautico, che sarebbero in realtà di proprietà di Spadaccini.
I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro.
Tra le società sotto osservazione che hanno ricevuto la visita delle fiamme gialle ci sono la Petillant, società di trasporto aereo con sede a Madera in Portogallo ed un'altra decina di sigle registrate e operanti all'estero ma –forse- intestate a prestanomi locali, escamotage che permetterebbe all'eventuale proprietario italiano di non pagare diverse decine di milioni di tasse oltre a poter accantonare fondi neri utili per diversi scopi.
Ma l'inchiesta diretta dal pm Filippo Guerra sarà ancora lunga e cercherà di far luce anche sulla galassia ufficiale di Spadaccini che oltre ad Air Columbia è titolare di ItAliairlines e la Sorem che gestisce decine di canadair affidati alla protezione civile.
A quanto potrebbe ammontare la presunta evasione? Ci sono fondi neri e quanti sono? A cosa sono serviti? La politica c'entra? Sono tutte domande alle quali proprio l'inchiesta dovrà dare risposte il più possibile precise.

L'ANELLO DI CONGIUNZIONE

Anche questa indagine metterà a dura prova i consulenti della procura che dovranno dipanare la matassa intricata di scatole cinesi, teste di legno, versamenti di denaro estero su estero, conti cifrati e quant'altro.
Era già successo con lo scandalo legato alla Fira.
Era già successo con lo scandalo Merker.
E' successo con lo scandalo delle cartolarizzazioni che sembra aver sublimato ancor di più le alchimie finanziarie made in Abruzzo.
Ecco allora che spunta un personaggio che compare di volta in volta in molti di queste vicende.
E' Giacomo Obletter, commercialista, consulente, curatore fallimentare, già presidente del Rotary di Chieti, con fortissime influenze nell'area sia di Chieti che di Pescara.
Il suo nome compare più volte nella inchiesta Fira e le sue vicende professionali si intrecciano in maniera affatto casuale con quelle di Giancarlo Masciarelli, ex presidente della finanziaria regionale e mente e braccio negli affair Fira, Delverde, cartolarizzazione.
Ma il nome di Obletter da oggi è legato a doppio filo alla Delverde.
Il primo porta diritto a Leonardo Valente, collega e socio di studio e attuale vertice della Delverde versione Zappacosta, proprietario del pastificio da due anni.
Il secondo filo, invece, conduce alla moglie di Obletter.
Infatti, tra i tentativi di riacquistare a saldo il pastificio di Fara San Martino figura anche una società, la Soipa, la cui amministratrice era proprio Patrizia D'Agostino, la consorte del commercialista.
Tra le proposte di riacquisto della Delverde risultava anche quella della Molino Alimonti che secondo la procura di Vasto era molto simile, praticamente identica a quella della Soipa tanto da ipotizzare una medesima mente.
E dagli accertamenti effettuati dai finanzieri si è scoperto che anche questa società faceva capo a Marco Picciotti (anche lui indagato per Fira e Delverde) poichè figuravano titolari delle quote delle società che detenevano l'intero pacchetto la madre Rita D'Alonzo e il padre Franco.
Interrogato dal pubblico ministero, Anna Rita Mantini, Obletter disse che Masciarelli avrebbe avuto la disponibilità di circa metà della cifra (circa 20 milioni) per riacquistare la Delverde.
Fu sempre Obletter poi ad aprire la strada agli inquirenti sul filone che porta dritto agli imprenditori della sanità che sarebbero stati contattati sempre da Masciarelli per finanziare il resto dell'impresa.
Ma questa è un'altra storia anche se proprio dalle intercettazioni sul caso Delverde sarebbero stati ascoltati discorsi in un primo momento non chiari che hanno portato prima all'inchiesta Fira e poi fino a Spadaccini.
31/01/2008 17.13