Alitalia, il pressing di Toto: «ricorro al Tar per fermare Air France»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Alitalia, il pressing di Toto: «ricorro al Tar per fermare Air France»
CHIETI. AP Holding ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro l'iniziativa di Alitalia, avallata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, di trattare in esclusiva con Air France-KLM.
L'obiettivo che intende perseguire AP Holding con il ricorso è il «ripristino immediato di condizioni di trasparenza e non discriminatorietà» e permettere così che anche Ap presenti la propria proposta vincolante per Alitalia Insomma Toto non ci sta e riapre la battaglia. Alitalia è un affare troppo grande per lasciarselo scappare.
«Abbiamo privilegiato un'iniziativa giudiziaria ispirata alla massima celerità perché non intendiamo dilatare ulteriormente i tempi di vendita di Alitalia», ha spiegato questa mattina il presidente di Air One, «né vogliamo in alcun modo che ciò possa arrecare danno alla Compagnia. Allo stesso tempo vogliamo che valgano anche per la dismissione di Alitalia, operazione strategica per il Paese, regole certe e trasparenti che la legge prevede ma che purtroppo non sono state applicate».
Toto chiede che vengano «resi noti i criteri di selezione delle proposte adottati in questo iter di vendita e la via del ricorso al Tar è l'unico strumento che abbiamo per conoscere le ragioni per le quali non siano stati adottati fino ad oggi criteri trasparenti e non discriminatorii».
L'imprenditore teatino assicura ancora che è certo della proposta avanzata dalla sua cordata: «è solida dal punto di vista industriale e finanziario, risponde pienamente alle esigenze dell'Azienda Alitalia, dei suoi azionisti, dei suoi dipendenti e dei suoi clienti».
Allo stesso tempo il piano «fornisce risposte concrete ai problemi della realtà aeroportuale di Milano Malpensa, delle imprese e dei cittadini del Nord che sarebbero, invece, fortemente penalizzati dal "Piano di Sopravvivenza" elaborato da Alitalia e poi adottato da Air France-Klm come base per l'acquisizione della Compagnia. Il nostro è un piano di risanamento e di sviluppo che porterà Alitalia ai parametri di efficienza delle migliori Compagnie internazional»i.
Per quanto riguarda le attività di terra,Toto ha ricordato che il piano di AP Holding «prevede che le attività di manutenzione e di handling, riorganizzate e ristrutturate, diventino un'azienda aperta al mercato esterno e prevedono inoltre la costituzione di un polo di eccellenza nella manutenzione che oltre ad Alitalia possa fornire servizi ad altri vettori».

«BISOGNA VALUTARE TRA PIU' OFFERTE»

Si chiede quindi una procedura che garantisca, a seguito della fissazione di regole certe, la comparazione tra più offerte e non la trattativa con un solo soggetto.
Questa impostazione risulterebbe vantaggiosa sia per il Ministero dell'Economia (che nella dismissione di Alitalia potrebbe avvalersi dei risultati di un confronto concorrenziale aperto e trasparente), sia per Alitalia, sia per i titolari di azioni Alitalia.
Chiusa la "prima fase" della privatizzazione a luglio, il Ministero ha affidato ad Alitalia il compito di "vendere se stessa" «violando così ogni norma che regolamenta le procedure per le privatizzazioni», sostiene Ap Holding.
Diversamente da quanto accaduto a luglio, quando, in presenza di una procedura certa e che si sarebbe potuta concludere di lì a poco se fosse stato concesso un adeguato termine per la sottoscrizione degli accordi sindacali, AP Holding era stata ritenuta idonea dal Ministero a presentare un'offerta vincolante, oggi, in assenza di criteri noti, Alitalia ha deciso di escludere AP Holding invitando a formulare una proposta vincolante soltanto la Compagnia Air France-KLM che nella prima fase non aveva neanche partecipato.
La decisione di Alitalia di trattare in esclusiva con la Compagnia franco olandese «contrasta quindi», spiega la società di Toto, «con la competenza esclusiva del MEF, unico soggetto legittimato a stabilire modalità e criteri di dismissione della propria partecipazione in Alitalia, e con le norme che impongono procedure trasparenti e non discriminatorie nelle operazioni di dismissione di società in mano pubblica».




31/01/2008 14.39