Mafia&Calcestruzzi, sequestrata chiesa a Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Con l'accusa di truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizie di beni, è finito in manette l'amministratore delegato della Calcestruzzi spa (Italcementi group), Mario Colombini, 62 anni. E alcuni provvedimenti riguardano anche Pescara.
Il provvedimento ha interessato sette impianti gestiti e i 26 dipendenti dalla società.
A Colombini viene contestata l'aggravante di avere agevolato l'attività di Cosa nostra e secondo gli inquirenti, la Calcestruzzi avrebbe proceduto, non solo nella provincia di Caltanissetta e in Sicilia, ma anche su tutto il territorio nazionale, alla creazione di fondi neri, «da destinare - secondo l'accusa - quantomeno in Sicilia, alla mafia».
C'é anche una struttura a Pescara nel mirino degli inquirenti: si tratta della chiesa di San Paolo Apostolo di via Montanara.
A causa del calcestruzzo "depotenziato", secondo gli investigatori, vi potrebbe essere pericolo strutturale e di durabilità di alcune opere e per questo sono state poste sotto sequestro.
I minori quantitativi di cemento e il diverso "mix design" fanno sorgere ai magistrati dubbi sulla resistenza statica e dinamica delle opere sequestrate o ancora sulla loro durabilità.
Questo sistema, per gli inquirenti, sarebbe stata «una strategia aziendale della Calcestruzzi, adottata su scala nazionale e gestita a mezzo, anche, del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici aziendali».

LA ITALCEMENTI IN ABRUZZO

Il gip del tribunale di Caltanissetta ha ordinato il sequestro della Calcestruzzi Spa.
Il provvedimento riguarda i beni materiali e immobili della Calcestruzzi, il suo capitale sociale e le strutture informatiche, per un valore complessivo di circa 600 milioni di euro.
L'Azienda è presente in tutto il territorio nazionale e anche in Abruzzo ci sono impianti.
Nel comune di Scafa si trova la cementeria, acquistata verso la fine del 1973 dalla Italcementi, che prima faceva parte del gruppo "Calci e Cementi di Segni".
L'impianto si trova a circa 30 km da Pescara, ha una estensione di 55.000 metri quadri, 290.000 tonnellate di capacità produttiva di clinker in un anno, 350.000 tonnellate di capacità produttiva di cemento in un anno, 80 dipendenti tra tecnici, impiegati e operai, 200 persone dell'indotto coinvolte nelle attività della cementeria.
All'inizio degli anni '90 si affrontò il problema del nuovo accesso allo stabilimento attraverso la Tiburtina potendo così liberare il centro di Scafa dal traffico di camion.
La Italcementi ha anche un impianto a Sulmona (a contrada fonte d'amore), a Chieti ( via della Bonifica in località Cepagatti) e a Montesilvano (il piazzale dell'autogrill sull'Adriatica).
A Teramo ci sono due impianti della Cemencal, che fa parte sempre dello stesso gruppo: uno a Corropoli (via Flaiano) e un secondo a S.
Egidio alla Vibrata (via Metella) che funge anche da impianto di selezione.
Poi c'è la cava di Civitella del Tronto (località piano Risteccio).

31/01/2008 10.44


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CASCIANO (PD):«CHIEDIAMO CONTROLLI AL PIÙ PRESTO»

«Siamo molto preoccupati». Così Stefano Casciano, consigliere di Circoscrizione nel quartiere, «la nuova Chiesa – continua Casciano – sorge in una zona molto frequentata dagli abitanti del quartiere e l'idea che i materiali con cui si è lavorato finora possano essere di qualità scadente tanto da rendere instabile la struttura crea allarme nella cittadinanza. Per questo ci auguriamo che i controlli siano immediati e meticolosi».
31/01/2008 14.29