Giro di vite per l’inquinamento della spiaggia di Punta Penne

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Mano pesante per l’inquinamento delle attività portuali. Controlli molto più severi saranno espletati dalla capitaneria di porto per quanto riguarda l’attività dei pescatori ed il rispetto delle normative che riguardano il riciclo dei materiali di scarto.
Tutto parte con una segnalazione inviata al Comando dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto da parte dei responsabili della Cooperativa Cogecstre di Penne –trasmessa anche all'Arta- con cui si segnalava lo stato di abbandono della Spiaggia di Punta Penna di Vasto, che risultava invasa di cassette di polistirolo e retini (strumenti entrambi fatti risalire all'attività dei Pescatori).
In seguito alla segnalazione, il Comandante della Guardia Costiera di Vasto, tenente di Vascello Ivan Savarese, ha allertato il Comune ed avvertito con una lettera tutte le cooperative di pesca e gli armatori dei pescherecci locali al fine di sensibilizzare gli stessi in merito al problema.
L'obiettivo è quello di arginare «questa cattiva abitudine, anche se -di fatto- è impossibile risalire in modo preciso agli effettivi responsabili, potendo quei tipi di rifiuti -a causa della corrente- provenire da altre zone di mare (sia litorale a Nord che quello a Sud del promontorio di Vasto)».
Intanto costerà caro (circa 2000 euro) ad un pescatore “sportivo” accusato di aver pescato oltre 10 chili di pesce all'interno dello specchio d'acqua del porto vastese.
«Il prodotto è stato sequestrato e successivamente rigettato in mare», ha spiegato il comandante Savarese, «poiché -trattandosi di esemplari pescati in porto- potevano essere pericolosi per la salute e la pubblica salubrità».

31/01/2008 9.19