Acqua, piovono accuse e problemi mentre all’orizzonte spunta la class action

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Hanno tutta l’intenzione di non farla passare “liscia”. Federconsumatori, Codici e Adoc hanno deciso di raccogliere tutto il malcontento dei cittadini per fornire informazioni e preparare “l’attacco decisivo”: la class action (ma tutto questo solo dopo luglio). Quello che è successo nei mesi scorsi intorno al servizio idrico nella Val Pescara è «una situazione insostenibile», «grave» e «a tratti semi-incredibile».
Le associazioni stamane hanno annunciato la loro assistenza agli utenti-consumatori ed elencato tutti i problemi inerenti il servizio.
Franco Leone della Federconsumatori ha evidenziato come «ai cittadini vengano chiesti ingenti prelievi di denaro per finanziare lavori che non sono mai nemmeno partiti. Nelle bollette c'è una voce che riguarda i “costi fissi” che aumenta sempre più: una vera e propria tassa».
Leone ha poi ricordato come l'Ato 4 lo scorso anno rivelò di aver scoperto che le condutture erano in realtà molto più lunghe del previsto mentre le perdite erano appena del 20%. Tutto il resto era evasione.
Per le associazioni nelle bollette sarebbe ancora conteggiato anche il prezzo di quelle “evasioni”, cioè allacciamenti non regolari o perdite di acqua per condizioni di fatiscenza delle tubature.
Una parte consistente di investimenti doveva concludersi proprio a gennaio 2008. Invece…
C'è poi la questione della enorme crisi idrica e dei disagi sopportati da circa 500mila persone da mesi e quella non meno importante dei veleni nell'acqua.

L'ACA:«ABBIAMO FATTO MOLTISSIMI INVESTIMENTI»

«Poche idee, purtroppo molto confuse quelle della Federconsumatori che oggi ha sfornato numeri al lotto sull'Aca e cifre non rispondenti alla realtà, generando il caos completo. L'Aca ha avviato opere e investimenti ingenti sul Comune di Chieti, pur senza aver finora riscosso un solo euro dai cittadini. Inoltre l'Aca non ha mai fatturato per gli utenti di Pescara le bollette del 2004, avendo assunto la gestione della rete pescarese solo nel 2005».
Sono solo alcune delle precisazioni effettuate dal presidente dell'Aca di Pescara, Bruno Catena, in merito alla conferenza stampa tenuta quest'oggi dalla Federconsumatori e dalle associazioni Codici e Adoc.
«Effettivamente negli ultimi anni abbiamo registrato un decremento della portata idrica sul nostro territorio causato, come risaputo, dalla siccità. La portata idrica proviene infatti dall'acqua captata e dalle sorgenti che, per assenza di precipitazioni nevose, si sono ridotte drasticamente», ha spiegato Catena.
Precisando che le bollette degli utenti non hanno nulla a che vedere con le morosità, il presidente Catena ha ricordato che «non appena l'Aca ha assunto la gestione della rete idrica dei vari comuni, ha subito avviato per ciascuno di essi programmi di investimento. Nello specifico: l'Aca ha assunto la gestione della rete idrica del Comune di Chieti solo dal primo luglio 2007, ossia sei mesi fa, e subito abbiamo avviato 358 mila euro di lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per il riefficientamento dei serbatoi , con un piano di investimenti concordati con il sindaco di Chieti Ricci. Avendo assunto la gestione della rete dallo scorso primo luglio, l'Aca non ha ancora fatturato una sola bolletta ai cittadini, gli utenti di Chieti non hanno pagato un solo euro all'Aca. Tra l'altro le tariffe degli utenti le stabilisce l'Ato, non l'Aca, dunque non comprendiamo il presunto aumento del 60 per cento della bolletta sbandierata dalla Federconsumatori».
In merito all'allarme ambientale, «ribadiamo – ha aggiunto il presidente Catena – che l'Aca ha sempre e solo erogato acqua che Asl e Arta, gli unici Organismi riconosciuti per legge, hanno analizzato e giudicato potabile».

SULLA CRISI TANTE VOCI

Questa mattina nella Sala San Cetteo del Comune di Pescara si e' svolta una riunione tecnica convocata dall'amministrazione riguardante la situazione idrica delle citta' di Pescara e di Chieti.
All'incontro erano presenti il sindaco del Comune di Chieti, Francesco Ricci, l'assessore comunale Camillo D'Angelo, il commissario del Comune di Bussi sul Tirino, Giuliano Lalli, Pierluigi Caputi, che ha partecipato nella duplice veste di rappresentante della Regione e Commissario straordinario dell'ATO, Bruno Catena e Bartolomeo Di Giovanni, rispettivamente Presidente e Direttore Generale dell'ACA, la Dr.ssa De Cesaris della Prefettura di Pescara.
Per risolvere i problemi tutti hanno concordato con la soluzione nota da mesi: l'apertura di altri pozzi in località San Rocco a Bussi, procedura che però è in fortissimo ritardo.
In tal senso sono attualmente in corso incontri fra Regione, Aca e comune di Bussi, il cui obiettivo e' quello di arrivare ad una rapida apertura dei pozzi, salvaguardando le risorse idriche e ambientali del territorio.
Bisogna, infatti, essere certi che l'aumento dei prelievi dai pozzi di San Rocco non produca alcun danno all'ecosistema del territorio di Bussi. Per questa ragione saranno attivati dalla Regione e dall'ATO degli studi ad hoc, al fine di individuare lo stato attuale e, in seguito, monitorare costantemente l'ambiente circostante.
Un altro importante punto e' stato introdotto dal Sindaco di Chieti, Francesco Ricci, che ha reso noto che sta lavorando con l'ACA per la realizzazione di un nuovo serbatoio a Chieti Scalo, della portata di 5.000 metri cubi, che servirà a garantire una migliore distribuzione d'acqua alle città di Chieti e di Pescara.

30/01/2008 15.13