Inchiesta Ciclone. Arrestato l’imprenditore dell’illuminazione Luca Bitondo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta Ciclone. Arrestato l’imprenditore dell’illuminazione Luca Bitondo
MONTESILVANO. Luca Bitondo, titolare di una ditta che opera nel campo della illuminazione, e' stato arrestato dalla squadra mobile di Pescara nell'ambito dell'inchiesta "Ciclone" sulle presunte tangenti al Comune di Montesilvano. (Nella foto il pianoforte di Cantagallo sequestrato questa mattina dalla Squadra Mobile)  TUTTO SULL'INCHIESTA CICLONE
La polizia ha sequestrato all'indagato delle somme di denaro e un pianoforte dell'ex sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, gia' arrestato nel novembre del 2005 nell'ambito della stessa inchiesta che porto' la quinta città d'Abruzzo al voto anticipato.
Gli arresti sono avvenuti poco fa e la polizia sta espletando le formalità di rito. Maggiori informazioni saranno fornite nella tarda mattinata.
L'appalto della illuminazione era già finito sotto la lente della procura nei mesi scorsi e si era intuito che la cosa avrebbe prodotto effetti –ormai noti- che si sono concretizzati oggi.

29/01/2008 9.59

PUBBLICA ILLUMINAZIONE, AFFARI PRIVATI

L'imprenditore Luca Bitondo era stato iscritto nel registro degli indagati già lo scorso novembre. La sua ditta ha gestito l'illuminazione pubblica di Montesilvano dal 1992 al 2004 e sembrerebbe che non vi sia stata una gara d'appalto per l'affidamento dei lavori per diverse migliaia di euro.
Affidamento diretto, quindi, questa è l'ipotesi dell'accusa, in cambio di denaro e tangenti.
Nel 2004 poi è stata bandita una gara d'appalto, vinta dalla Cpl Concordia, che gestisce ancora oggi il servizio ma la Bitondo sarebbe una delle ditte che ha subappaltato i lavori. Quindi sarebbe riuscita comunque a rimanere nella gestione del servizio.
La manutenzione della rete di illuminazione rappresenta l'ennesimo filone che gli inquirenti stanno percorrendo, oltre quello del verde pubblico, della ricostruzione del PalaRoma e della strada parco.

29/01/2008 10.21

ROLEX, PIANOFORTE E....

MONTESILVANO. La storia inizia con un “accordo stonato” e finisce invece con quello meno dissonante di un pianoforte a coda marca Steinnway & Son. Il primo è quello pluridecennale della ditta che fa capo a Luca Bitondo stipulato con l'amministrazione comunale grazie all'allora assessore ai Lavori Pubblici Enzo Cantagallo e al dirigente dello stesso settore Vincenzo Cirone.
La musica che suona la procura, però, è sempre la stessa e così, a tamburo battente, aumentano i capi di imputazione per gli indagati all'interno dell'Inchiesta Ciclone che si avvia alla conclusione della sua prima fase.

La squadra mobile di Pescara questa mattina ha notificato l'ordinanza che dispone gli arresti domiciliari al titolare della impresa che per anni si è occupata della manutenzione ordinaria e straordinaria della pubblica illuminazione.
Luca Bitondo è infatti titolare della ditta "Bitondo Alberto sas" che già negli anni '90 aveva effettuato numerosi lavori, poi tramandati di padre in figlio.
I reati contestati sono quelli di corruzione aggravata e continuata per atti contrari ai doveri d'ufficio.
La polizia, durante gli ultimi mesi di indagine, ha potuto appurare che l'allora assessore Cantagallo, in concorso con il dirigente del comune Cirone avrebbe concordato un vero e proprio «programma di azione delittuosa» attraverso la ricezione di tangenti a volte pagate con regali altre con dazioni in denaro contante. Il tutto per favorire la ditta dell'illuminazione che per un lunghissimo periodo è rimasta su piazza «in posizione dominante» occupandosi di tutto quello che in qualche modo era attinente all'illuminazione a Montesilvano.
La procura ha dunque potuto scoprire come Cantagallo avesse ricevuto in regalo un orologio di marca Rolex del valore di 3 milioni di lire (siamo alla fine del 2000) e denaro per un importo complessivo finora accertato di circa € 18.000.
A provare le dazioni gli accertamenti bancari, le ricevute e le testimonianze preziose di una teste, oltre naturalmente alle solite intercettazioni telefoniche.
La contropartita -dice sempre la procura- erano tutti i lavori affidati direttamente e senza gara fino a buona parte del 2004, quando pare che i rapporti con l'ex primo cittadino si raffreddarono a tal punto che quel Rolex venne addirittura restituito (ma dopo essere stato utilizzato).
Il documento sequestrato dalla polizia che prova il contratto fraudolento è datato 20 febbraio 2000 e porta la firma del dirigente comunale Vincenzo Cirone (poi passato a lavorare per il Comune di Pescara dove contestualmente ha operato anche lo stesso Bitondo) che secondo l'accusa lo avrebbe firmato in violazione del divieto di rapporti ultranovennali con l'impresa per un corrispettivo annuo corrispondente a 193 milioni di lire dell'epoca.
Dirigente favorito da una delibera di giunta del 26 novembre 1999 e proposta dall'allora assessore ai Lavori Pubblici.
A costituire l'accusa più pesante però sarebbero quegli affidamenti diretti del primo e del secondo lotto dei lavori di rifacimento dell'illuminazione del centrale corso Umberto, lavori forniti in appalto per una cifra di 118.000 euro.
I travagliati lavori che originariamente dovevano costare 2 miliardi di lire furono rimodulati più volte e, se nei primi due lotti un affidamento diretto a Bitondo, nel terzo lotto fu un'altra ditta a vincere l'appalto (la General Construction) che però decise di dare in subappalto l'esecuzione dei lavori sempre alla onnipresente impresa «monopolistica».
Su queste e molteplici altri aspetti le indagini continuano per verificare altri fatti eventualmente di rilevanza penale, mentre continuano gli accertamenti bancari (anche se con una certa lentezza) e che potranno permettere la ricostruzione ancora più precisa di eventuali altre tangenti date e ricevute.
Negli anni l'impresa si è occupata in affidamento diretto dei lavori di via Beccaria , via Mascagni, via Campo Di Giove, via Chiappinello per una somma complessiva di € 161.000.
Gli inquirenti hanno però potuto appurare, certificare e provare che dal 2000 al 2004 l'impresa ha percepito dal Comune di Montesilvano una somma pari a 1.248.175 euro.
Il Gip De Ninis, oltre a prevedere una misura cautelare personale di arresti domiciliari, ha disposto nei confronti dell'imprenditore anche il sequestro preventivo di una somma di denaro corrispondente a € 18.246 considerata una parte delle dazioni corruttive già accertate.
Lo stesso giudice ha anche disposto il sequestro preventivo di un pianoforte di marca Steinway & Son ( nella foto) acquistato nel 2003 dell'ex sindaco Cantagallo -attualmente nel salotto della sua villa- poiché sarebbe stato pagato con le tangenti percepite.
L'ex primo cittadino è apparso molto provato quando i poliziotti coordinate da Giancarlo Pavone (vice di Nicola Zupo) questa mattina gli hanno notificato il sequestro è apparso invece più sollevato quando gli hanno detto che la custodia del bene era stato affidato proprio a lui. Dunque il prezioso strumento da concerto non si è spostato e potrà essere utilizzato normalmente ma rischia la confisca nel caso il processo possa accertare le ipotesi accusatorie.

29/01/2008 13.28