Centro Oli: compatto il fronte del No dice Si alle Ecovie

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1309

PESCARA. Associazioni, scienziati e agricoltori: «Il nostro sì è per le Ecovie». Pasetti (Coldiretti): «Un autogol dopo anni di lavoro nell'agroalimentare di qualità, per cui l'Abruzzo è noto in tutto il mondo». Falcone (Cia): «Questa regione porta il marchio di cuore verde d'Europa, deve puntare sul territorio e sulla valorizzazione delle tipicità». LA DESTRA E IDV PROPONGONO RISERVA NATURALE
Venerdì scorso a Pescara scienziati, medici, rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni hanno discusso dei possibili danni derivanti dalla realizzazione della raffineria Eni di Ortona. Erano presenti i rappresentanti del Comitato Natura Verde, del Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, di Ecovie, Mare Libero e Abruzzo in Movimento, delle cantine sociali, e tra questi Carmine Rabottini in qualità di portavoce delle 28 cantine che hanno presentato ricorso al TAR contro il Centro Oli dell'Eni e per le associazioni di categoria, Domenico Falcone presidente della Cia e Domenico Pasetti presidente della Coldiretti.
L'iniziativa "Abruzzo dei parchi o del petrolchimico" ha toccato le città di Vasto, Lanciano, Tollo, Chieti, Pescara e Ortona, suscitando un vasto interesse nell'opinione pubblica. Ai convegni hanno preso parte relatori provenienti dal mondo scientifico - sanitario e tecnici, che hanno affiancato Maria Rita D'Orsogna, docente fisico alla California State University, venuta in Abruzzo per esporre i risultati della sua ricerca e difendere la sua terra da un insediamento insalubre di prima classe: insediamenti che in America sono stati messi al bando nel 1976 per via dei danni alle popolazioni, all'ambiente e all'agricoltura.

Al centro del dibattito della scorsa settimana il cambio di rotta della politica economica di una regione sulla quale si è investito per creare quello che rappresenta oggi: Abruzzo dei parchi, regione verde d'Europa e scrigno del 30% della biodiversità presente in Europa.
«Il piano di realizzazione di un centro petrolifero cozza con la realtà abruzzese che si fonda sull'agricoltura», questa la posizione di Domenico Pasetti. «Ai nostri rappresentanti istituzionali chiediamo di investire di più nella programmazione di politiche di qualità e investano maggiormente nel turismo: il mare non può più essere ostaggio dei costruttori e il turismo nelle zone montuose deve essere adeguatamente incentivato».

Dello stesso avviso il presidente della Cia, Domenico Falcone: «da 30- 40 anni ormai, scampato il pericolo di un'industria SangroChimica, questa regione si è mossa in una direzione, istituendo il Parco Nazionale e numerose aree protette, perché ora un'inversione di rotta così disastrosa? Cosa si prevede per il comparto agricolo? Il nostro agroalimentare verrebbe danneggiato in modo irreversibile e le possibilità di incentivare il nostro turismo azzerate. Per questo crediamo che debbano trovarsi soluzioni più brillanti, e subito».
Il fronte del "No" al petrolchimico però dice "Sì" alle Ecovie Adriatico - Sangritane, un progetto per l'integrazione delle aree costiere e dell'interno fino al Parco Nazionale d'Abruzzo, basato sul Turismo-Natura come ha spiegato Antonio Bianco, coordinatore del progetto Ecovie ed esponente del Partito Democratico: «l'Abruzzo ha ben altri numeri rispetto al petrolio e al cemento armato e con le Ecovie valorizziamo il nostro patrimonio naturalistico e sosteniamo l'immagine del nostro territorio, favorendo non solo il turismo, ma anche l'agricoltura e il commercio. Il tutto a impatto zero».
Intanto anche Giovanni Legnini, senatore del Partito Democratico ha ribadito il suo sostegno al progetto Ecovie Adriatico - Sangritane.
«Sostengo con convinzione il progetto Ecovie», ha scritto il senatore, «al quale hanno già aderito 22 comuni della provincia di Chieti. La possibilità del riuso di strutture e infrastrutture ferroviarie dismesse per uno sviluppo ecocompatibile del territorio frentano e della costa teatina, può rappresentare una formidabile leva di sviluppo e di qualificazione dell' offerta turistica e un modo per rendere sempre più vivibile il nostro territorio».

28/01/2008 12.30

AN:«PARCO DELLA COSTA TEATINA, PERIMETRI DA RIVEDERE»

«La perimetrazione del Parco della Costa Teatina è da rivedere perché presenta vistose incongruenze e non tiene conto della specificità de territori».
Così si è espresso il partito di Alleanza Nazionale in merito all'istituzione della zona protetta del chietino, nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la sala consiliare del comune di San Vito Chietino cui hanno preso parte il coordinatore regionale Fabrizio Di Stefano, il vicesindaco di Ortona Lucio Cieri, l'assessore di San Vito Luigi Comini e i consiglieri comunali di Casalbordino e Rocca San Giovanni Daniele Antonelli e Michele Alfino.
«La nostra proposta – afferma Di Stefano – è di inserire nel perimetro del Parco solo le aree già individuate con la legge regionale istitutiva o quelle che sono state indicate, con altri provvedimenti, come meritevoli di essere sottoposte a salvaguardia ambientale».
«Nel nostro caso – ha fatto rilevare il vicesindaco di Ortona, Cieri, – sono ricomprese nel Parco anche zone destinate ad attività produttive o per le quali sono previste importanti dotazioni infrastrutturali, come nel caso del porto».
In conclusione, Comini ha rincarato la dose: «Riteniamo assolutamente indispensabile un ulteriore approfondimento della problematica, che parta – innanzitutto – dal coinvolgimento dei cittadini e delle amministrazioni locali: l'istituzione di un Parco Nazionale non può essere un affare su cui decidono in pochi e su cui i consigli comunali dei territori interessati non possono mettere bocca».

28/01/2008 14.07

LA DESTRA E IDV PROPONGONO RISERVA NATURALE


«Una riserva naturale, per preservare la vocazione agricola ed ambientale del territorio nel Comune di Ortona (Chieti), nella zona interessata dal progetto del Centro Oli».
La proposta giunge, attraverso un progetto di legge, dai consiglieri regionali Benigno D'Orazio de "La Destra" e Bruno Evangelista dell'Idv.
E' questa la proposta che giunge dalla “strana coppia” e che rilancia in maniera pesante la questione che ormai sta diventando ogni giorno più scottante.
Il presidente Del Turco, Confindustria ed il Comune di Ortona continuano a dirsi favorevoli al progetto dell'Eni. Contrari una lista di sigle di enti e comitati.
Contrario anche il consiglio regionale che si è già espresso e che ora dovrà pendere una posizione chiara su questo altroprogetto di legge bipartisan.
Come andrà a finire?
D'Orazio ha spiegato che per l'istituzione della riserva, la quinta in Abruzzo, era già stato presentato un emendamento alla Finanziaria 2008, «ma in consiglio regionale - ha aggiunto - è stato trovato un escamotage per non farlo discutere, senza che nessuno, fra l'altro, protestasse».
Il finanziamento previsto per la riserva, denominata "Feudo", è, per il 2008, di centomila euro. L'esponente de "La Destra" ha sottolineato di non essere contrario allo sviluppo, ma di ritenere che un territorio come quello di Ortona
non può essere compromesso dall'insediamento dell'Eni.
Per D'Orazio, il Centro può essere realizzato altrove, sempre che si dimostri prima che non causi danni all'ambiente.
Per Evangelista «la riserva potrà essere cartolina d'ingresso
di un percorso enogastronomico».
Evangelista ha annunciato una mobilitazione per il primo febbraio, in concomitanza con conferenza dei servizi sul Centro Eni Oli.
28/01/2008 14.27