Lo Ial Cisl sotto inchiesta: la procura sequestra centinaia di documenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. Il “buco” milionario che troneggia nei conti dello Ial (Istituto addestramento lavoratori) di Abruzzo e Molise nel mirino della magistratura e delle forze dell’ordine. E’ partita l’inchiesta penale sul passivo dell’ente di formazione della Cisl: mercoledì la Guardia di finanza ha effettuato un primo blitz nella sede regionale dello Ial a Pescara.   QUELLO SCOOP DI PRIMADANOI.IT: BUCO DA 12 MILIONI UN MESE DOPO: BUCO DA 35 MILIONI - SCANDALO NOTO ALMENO DA 10 ANNI





IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. Il “buco” milionario che troneggia nei conti dello Ial (Istituto addestramento lavoratori) di Abruzzo e Molise nel mirino della magistratura e delle forze dell'ordine. E' partita l'inchiesta penale sul passivo dell'ente di formazione della Cisl: mercoledì la Guardia di finanza ha effettuato un primo blitz nella sede regionale dello Ial a Pescara.

 


QUELLO SCOOP DI PRIMADANOI.IT: BUCO DA 12 MILIONI


UN MESE DOPO: BUCO DA 35 MILIONI - SCANDALO NOTO ALMENO DA 10 ANNI




Gli uffici di via Aterno sono stati passati al setaccio. Sono stati messi “a soqquadro” dai militari, alla ricerca di documenti e atti che possano raccontare, spiegare e dare volti e nomi allo sfascio in corso. E dopo la visita delle Fiamme gialle i vertici del sindacato sono stati convocati d'urgenza a Roma, dove ieri c'è stato un summit.
Nei bilanci c'è una “voragine”, che si amplia sempre di più.
Ci sono perdite per oltre 35 milioni di euro.
«Somma che – affermano all'interno del sindacato - è destinata a crescere. Per conoscere l'esatta entità del disavanzo bisogna andare a cercare in mucchi di carte che si sono accatastate nel tempo. E forse neppure si riuscirà a rimettere insieme i pezzi di un complicatissimo puzzle, che varca persino i confini regionali».
Debiti su debiti che hanno travolto l'istituto, nelle cui casse, dal 2000, è piovuta una montagna di fondi pubblici arrivati dall'Unione europea, che gli sono stati assegnati dalla Regione e che, a quanto sembra, si sono… volatilizzati.
Storia, purtroppo, comune di fondi comunitari…
Sono centinaia i corsi «di orientamento e di assistenza all'inserimento lavorativo e di creazione d'impresa, o finalizzati a favorire l'accesso al mondo occupazionale dei giovani e delle categorie svantaggiate» tenuti negli ultimi sei-sette anni dallo Ial.
Per ognuno di essi sono stati introitati, mediamente, 60-70 mila euro.
Ma la maggior parte degli insegnanti non è stata retribuita.
E aspettano di essere pagati anche tanti ragazzi che hanno seguito i corsi.
Per questo hanno protestato e hanno presentato ricorsi, esposti, denunce in Procura e pacchi di decreti ingiuntivi.
Molto probabilmente queste denunce alla fine hanno fatto scattare l'inchiesta che si preannuncia già esplosiva per le sue implicazione ad altissimi livelli.
«Nascondendosi dietro motivazioni a volte incredibili e dietro costanti rinvii - confermano alcuni - lo Ial ha rimandato sempre il momento dei rimborsi».
In realtà il denaro a loro destinato non c'era più.
Sparito…
Una montagna di risorse pubbliche dissolte.
E poi ci sono gli scoperti con gli istituti di credito e i fornitori.
I contributi non versati all'Inps e le tasse che l'Agenzia delle entrate dovrebbe recuperare ammontano a oltre 10 milioni di euro.
Problemi anche per i dipendenti.
Lo Ial-Cisl nazionale, guidato da Graziano Trerè, nei mesi passati ha riunito il proprio comitato di indirizzo e di controllo, il quale, dopo aver esaminato gli esiti della verifica sullo stato finanziario e patrimoniale dello Ial Abruzzo e Molise, ha deliberato la nomina di un commissario straordinario.
Il deficit riscontrato è stato definito “ingiustificato”.
E poi ecco consuntivi manipolati, costellati di numeri bugiardi, inventati per nascondere il più possibile emorragie di quattrini, sperperi, gestioni allegre.
«Sprechi e inutili costosissimi acquisti, come certe automobili… Finanziamenti che, invece di servire a regolarizzare una situazione di estrema e grave difficoltà, finivano in oscuri meandri». Si vocifera di campagne elettorali e, addirittura, di soldi convogliati nel calcio, ad una squadra del Meridione.
Quei bilanci “taroccati” hanno avuto, puntualmente, il nulla osta dell'ex segretario regionale della Cisl, Gianni Tiburzi, di Avezzano (L'Aquila), in carica fino al 2005 e del consiglio di amministrazione che lo affiancava e spalleggiava.
Anche Gaetano Pace, tuttora presidente dell'istituto, ha ogni volta dato l'okay a quelle cifre, che approdavano successivamente in Regione.
E Francesco Gizzi, di L'Aquila, ex amministratore delegato dell'istituto, e il suo successore, Bruno Colombini, i quali, insieme, hanno mandato avanti uno studio commerciale a Pescara.
Nessuno ha mai compreso il pastrocchio targato Ial.
La parola ora dopo anni di proteste passa agli investigatori e alla Procura. A sperare in una conclusione veloce sono centinaia di persone che battono cassa. Tutti gli altri attendono giustizia.

Serena Giannico 25/01/2008 8.09

LA CRONOLOGIA DI UNO SCANDALO


INIZIO 2007
. Tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 riceviamo decine di segnalazioni circa corsi non pagati allo Ial.
Tra le persone che lamentano di non aver mai ricevuto quanto gli spettava ci
sono corsisti e persino professori.

28 APRILE 2007.
  Dopo alcune settimane di verifiche e contatti serrati PrimaDaNoi.it pubblica il primo articolo nel quale si raccolgono molte delle proteste che arrivano da tutta la regione. Fin da subito chi protesta mette in evidenza l'impossibilità nel ricercare risposte e informazioni. Ial e Regione non rispondono. Interessanti ed oggi ancor più veritieri molti dei commenti all'articolo.

8 MAGGIO 2007.
  Parla lo Ial da noi interpellato e si lancia in nuove e non mantenute promesse di futuri pagamenti.
Rocco Perna, direttore della sede di Pescara alla domanda: “a cosa sono dovuti i ritardi” risponde:«alla lunga trafila burocratica».

28 MAGGIO 2007.
  La vera ragione dei ritardi viene scoperta: un buco da 12 milioni di euro. La notizia finisce anche sul Manifesto.

31 MAGGIO 2007.
  In una nostra intervista al responsabile nazionale Trerè si apprende dell'arrivo di un commissario che dovrà avviare una verifica interna ed amministrativa.

10 LUGLIO 2007
.  Dalle notizie che riusciamo ad avere tra omertà e telefoni muti una stima più precisa sarebbe vicina a 35 milioni di debiti.

10 SETTEMBRE 2007.
  Alle notizie divulgate da PrimaDaNoi.it sale la protesta di chi deve essere pagato, aumentano le denunce. Chi protesta ribadisce di non ricevere notizie certe né da Ial
né dalla Regione che tra l'altro da molti anni continua a certificare la
regolarità delle attività dell'istituto della Cisl, approvando anche i bilanci.
E continuando a girare milioni di euro pubblici ogni anno per lo svolgimento della formazione.

3 NOVEMBRE 2007.
  Apparentemente tutto procede normalmente. I corsi continuano ma all'improvviso sembra succedere qualcosa di nuovo (sarà solo un falso allarme). La Regione revoca un finanziamento di 560 mila euro «per mancanza di documentazione», si legge. Potrebbe essere l'inizio di una verifica sui bilanci.

5 NOVEMBRE 2007.
  L'onorevole Giampiero Catone (Dca) chiede chiarimenti e spiegazioni sul caso dello Ial
Abruzzo. Tra le altre cose dice:«tale istituto ha un buco di oltre 30 milioni di euro» e si domanda «se anche altri istituti delle altre sigle sindacali siano mai state soggette allo stesso controllo».

5 DICEMBRE 2007.
  La protesta diventa sempre più insostenibile e le denunce approdano finalmente anche al Tg3 che da voce a molti creditori dello Ial e confermano «c'è un buco nel bilancio».

17 GENNAIO 2008.
  A sorpresa la Regione accredita nuovamente lo Ial Cisl per altri 24 mesi il che implica nuovi versamenti di denaro pubblico certificando in maniera ufficiale la «regolarità dei bilanci dello Ial». Eppure sul fronte della inchiesta interna alla Cisl non sono emerse né spiegazioni all'ammanco né i responsabili. Di tutto questo la Regione non fa menzione e non pensa nemmeno di cautelarsi (il buco è ammesso persino dallo Ial e c'è sempre una inchiesta amministrativa in corso). In quella occasione avevamo lanciato un appello alla magistratura affinchè valutasse la situazione non solo passata, ma a questo punto anche futura. Per fortuna l'appello sembrerebbe non essere caduto nel vuoto.

25 GENNAIO 2008. La finanza sequestra documenti è la prova che le indagini sono iniziate forse già da alcuni mesi.

25/01/2008 8.59