Sequestrato nuovamente dalla Forestale il depuratore del Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Sequestrato nuovamente dalla Forestale il depuratore del Comune
PESCARA. Il Corpo forestale dello Stato di Pescara ha sottoposto a sequestro penale, questa mattina, il depuratore del Comune di Pescara gestito dalla "Di Vincenzo Dino & Company Spa" di cui e' amministratore unico Giovanni Di Vincenzo.
Esattamente un anno dopo il depuratore di Pescara è sotto sequestro di nuovo.
Era già avvenuto una prima volta il 20 gennaio del 2007.
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Pescara che ha così ripristinando il sequestro preventivo dell'anno scorso.
Il depuratore era stato sequestrato in relazione a presunte attivita' illecite di trasporto e smaltimento di rifiuti dal depuratore in una serie di impianti di fuori città.
PrimaDaNoi.it si è occupata molte volte della questione del depuratore mettendo in luce una serie di maxi contraddizioni.
Le stesse, probabilmente che hanno portato al sequestro penale di questa mattina.
Già nei mesi scorsi la Forestale di Pescara avevano monitorato decine di camion che ogni giorno portavano a spasso i fanghi non depurati, contenenti una quantità enorme di sostanze nocive all'ambiente che venivano poi stoccate in provincia dell'Aquila, nella zona della piana di Navelli, in Puglia e in Toscana.
Tra le altre cose, nel corso di quella indagine, era stato emesso anche un provvedimento di sequestro del depuratore oggi nel patrimonio dell'Ato.
Per oltre vent'anni, però l'appalto della gestione è stato appannaggio dell'imprenditore Dino Di Vincenzo ma dopo il sequestro del 20 gennaio 2007 l'Ato 4 si è immediatamente attivato, in quanto custode e gestore provvisorio della struttura e ha affidato «il compito di supervisione e controllo dei processi depurativi all'Aca pur confermando piena fiducia nella società di gestione Dino Di Vincenzo spa».
E sul depuratore di Pescara nei mesi scorsi anche Domenico Pettinari del movimento Coraggio e Fermezza aveva chiesto di fare chiarezza sui costi spropositati della gestione del servizio, oltre ad una serie di finanziamenti spariti per la costruzione di opere inesistenti e non funzionanti.
«Sono 25 anni», raccontò Pettinari, «che gli impianti di depurazione di Pescara sono gestiti dall'imprenditore Dino Di Vincenzo, il quale "scippa" all'Aca circa 4 mila euro al giorno. Come si possono affidare gli impianti più redditizi della regione ad un privato?».
E con il secondo sequestro si farà finalmente luce su tutta la questione?

23/01/2008 15.24

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