Asl:«l’Arta non ha mezzi per monitorare le sostanze tossiche nell’acqua»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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I DOCUMENTI. PESCARA. Le sostanze tossiche disciolte nell’acqua non comparivano nelle analisi semplicemente perché nessuno le cercava. Perché? Perché l’Arta non ha i mezzi necessari per effettuare analisi specifiche e dunque per almeno tre anni ci si è “distratti” sul reale inquinamento dell’acqua potabile. Parola della Asl.


I DOCUMENTI. PESCARA. Le sostanze tossiche disciolte nell'acqua non comparivano nelle analisi semplicemente perché nessuno le cercava. Perché? Perché l'Arta non ha i mezzi necessari per effettuare analisi specifiche e dunque per almeno tre anni ci si è “distratti” sul reale inquinamento dell'acqua potabile. Parola della Asl.Alcune sostanze altamente pericolose come il pentaclorobenzene, rinvenute a Bussi e negli stessi Pozzi S. Angelo che per anni hanno rifornito Pescara, Chieti e la Val Pescara non erano monitorate a causa di carenze strutturali dell'ARTA.
Questa «inquietante» novità sulla vicenda dell'acqua è contenuta in una recente nota ufficiale della ASL di Pescara del 7 dicembre 2007 che cercava di rispondere ai molteplici quesiti e controdeduzioni sollevati dal WWF.
La nota è stata girata solo pochi giorni fa all'associazione dall'Assessorato regionale alla Sanità, dopo che l'Istituto Superiore di Sanità il 7 gennaio 2008 ha posto la parola “fine” alla vicenda dichiarando che l'acqua non era idonea al consumo umano.

WWF: «PERCHE' ALCUNE SOSTANZE NON SONO STATE MONITORATE?»

Il WWF, a settembre e ottobre 2007, aveva sollevato il problema relativo al mancato monitoraggio di alcune sostanze estremamente pericolose per la salute umana nelle acque dei pozzi S. Angelo di Castiglione a Casauria destinate al consumo umano, nonostante fossero state riscontrate, solo qualitativamente (cioè se ne conosceva l'esistenza ma non la quantità), dall'ARTA in due analisi di novembre 2004 e gennaio 2005.
Il WWF si era domandato allora come mai sostanze quali il Pentaclorobenzene, non fossero state in seguito mai più monitorate.
Il pentaclorobenzene, come si può leggere nella scheda di sicurezza internazionale ufficiale, è particolarmente insidioso perchè si bioaccumula nel tempo nell'organismo. Nella scheda si può leggere «Evitare l'esposizione di donne in gravidanza» e, nel paragrafo «effetti dell'esposizione ripetuta o a lungo termine»:«La sostanza può avere effetto sul fegato, causando danni epatici. Test su animali indicano la possibilità che questa sostanza possa causare tossicità per la riproduzione o lo sviluppo umano».

Ebbene, la ASL dichiara su questo aspetto «come è noto a questo ufficio regionale le analisi quantitative degli inquinanti riscontrati sia presso il Campo pozzi S. Angelo che presso il complesso industriale di Bussi richiedono:
-individuazione di metodiche di analisi attualmente non a disposizione dell'ARTA;
-reperimento in commercio degli standard qualitativi,
-messa a punto del metodo in laboratorio;
-acquisto di strumentazione dedicata».

«Quanto segnalato dalla ASL è di inaudita gravità», ha detto oggi Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, «il mancato monitoraggio di sostanze pericolose, nonostante il loro ritrovamento dei pozzi, è uno degli aspetti più inquietanti dell'intera vicenda. E' evidente che tali considerazioni della ASL non possono in alcun modo giustificare l'avvenuto utilizzo di questa acqua. Infatti, se si è consapevoli del fatto che i laboratori non riescono ad assicurare la ricerca e/o la quantificazione della concentrazione di molecole così pericolose, non si può semplicemente scegliere di non provvedere al monitoraggio di queste sostanze mandando in rete l'acqua, senza neanche avvertire la popolazione».
«Se quanto segnalato dall'ASL corrisponde alla reale situazione delle strutture deputate al controllo», ha concluso De Sanctis, «non possiamo che esprimere la nostra più profonda preoccupazione per il presente e per l'immediato futuro. In primo luogo è sconfortante che queste carenze vengano alla luce solo a seguito della nostra azione di verifica delle attività di monitoraggio. Praticamente, il sistema di controllo appare quasi inerme rispetto a problematiche che riguardano la salute di tutti i cittadini. D'altro lato, vediamo a che punto sono esacerbati i problemi dell'ARTA, con il personale precario in sciopero e le strutture fatiscenti e a pezzi».

23/01/2008 14.01

LA LETTERA CON LE RICHIESTE DEL WWF

LE RISPOSTE DELLA ASL (ARTA SENZA MEZZI)



NOI I DUBBI LI AVEVAMO AVUTI

Era il mese di luglio e la polemica sull'acqua era appena all'inizio. In un nostro articolo avevamo avanzato il dubbio che le metodologie utilizzate dall'Arta non fossero proprio “al passo con i tempi”, aggiornate, insomma adeguate alla situazione che si andava creando.
Il giorno dopo una piccata replica della direzione dell'Arta sosteneva:«per il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee le metodologie analitiche e le procedure di campionamento, conservazione e trattamento dei campioni, da utilizzare per la determinazione dei dati relativi ai parametri fisici, chimici, microbiologici e biologici, sono quelle previste nell'aggiornamento dei metodi analitici a suo tempo riportati nel Quaderno 100 IRSA come da manuale APAT-CNR-IRSA. Ad integrazione dei riferimenti metodologici precedenti, è consentito, quando si renda necessario, il ricorso a metodologie ufficiali pubblicate da UNI, ISO e CEN, che comunque garantiscano adeguata precisione, accuratezza, limiti di rilevabilità e limite di quantificazione».
E poi:«pertanto l'Arta, che da quattro anni svolge il monitoraggio dei corpi idrici abruzzesi su incarico della Regione, utilizza le metodiche APAT-IRSA-CNR 29/2003 per il campionamento e le determinazioni analitiche sulle acque sotterranee e partecipa ai circuiti di interconfronto organizzati dall'APAT per il controllo della qualità del dato analitico». Nessuno però prima di oggi aveva osato parlare di mancanza di mezzi e strutture necessarie per monitorare sostanze tossiche scoperte nell'acqua. Perché –è la domanda da un milione di dollari- nessuno si è preoccupato di analizzare e controllare i livelli di quelle sostanze per oltre 3 anni? 23/01/2008 14.46