Terzo tunnel Gran Sasso. Il direttore dei laboratori: «noi non lo vogliamo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il prossimo 12 Febbraio il Consiglio di Stato discuterà il ricorso presentato contro la sentenza del Tar che annullò il procedimento autorizzatorio del Terzo Traforo nel Gran Sasso. Si è riaperta così una discussione che in regione dura da anni. WWF: «ALLORA SEGUANO I FATTI:RITIRARE IL RICORSO»
«Il terzo tunnel del Gran Sasso è un'opera superata». Lo ha detto il direttore dei laboratori dell'istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, Eugenio Coccia, a margine della conferenza stampa convocata per la presentazione dei progetti Por sull'alta formazione.
«Il terzo tunnel - ha aggiunto Coccia - e' ormai superato in favore di un progetto alternativo, tra l'altro molto meno costoso e a impatto ambientale zero, che prevede la creazione di un sovrappasso, lungo un centinaio di metri, che collega l'uscita del laboratorio sotterraneo all'altra canna autostradale.
«Ciò rappresenterebbe - ha spiegato il direttore - una via di fuga in caso di incidente. A noi il terzo tunnel non interessa, a noi interessa la sicurezza».
Il direttore ha anche spiegato che il progetto del sovrappasso e'
contenuto nella relazione del
commissario straordinario Angelo Balducci nominato dal Governo Berlusconi per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso.
Walter Caporale dei Verdi ha accolto invece l'appello del Wwf Abruzzo che chiede un impegno della Regione e del Ministero dell'Ambiente affinché si ritiri il ricorso adito al Consiglio di Stato dalla Giunta regionale di centrodestra e dal Ministro dell'Ambiente Matteoli, all'epoca del Governo Berlusconi.
«Al prossimo Consiglio regionale del 29 gennaio», ha spiegato Caporale, «presenterò la risoluzione contro ogni ipotesi di realizzazione del Terzo Traforo del Gran Sasso con l'augurio che la maggioranza di centro-sinistra confermerà l'orientamento seguito negli anni scorsi".
«Speriamo che il pronunciamento del 12 febbraio, davanti al Consiglio di Stato, metta la parola fine sulla vicenda del terzo traforo. Ci siamo costituiti in giudizio contro la realizzazione dell'opera, e siamo fiduciosi, dopo che il Tar ci ha dato ragione, che anche il Consiglio di Stato metta la parola fine a questa opera dissennata».
Questo è il commento anche del presidente della Provincia Ernino D'Agostino, alla vigilia del giudizio davanti al Consiglio di Stato, dopo che sulla vicenda è intervenuto ieri in una conferenza stampa il WWF Abruzzo.
«La Provincia - prosegue D'Agostino - non abbasserà la guardia fino a quando non sarà sancita la definitiva rinuncia di Governo ed Anas alla costruzione del terzo traforo. Siamo stati il primo ente a costituirsi in giudizio contro la realizzazione dell'opera, e adesso attendiamo che le legittime aspettative dei tantissimi cittadini teramani ed abruzzesi contrari all'opera, si traducano in atti concreti, a cominciare dalla sentenza del 12 febbraio».
La Provincia si era costituita in giudizio contro il Ministero delle Infrastrutture e l'Anas nel 2002. Al ricorso principale dell'ente hanno fatto seguito il ricorso dell'Ente Parco Gran Sasso-Laga, ed altri ricorsi ad adiuvandum di enti ed associazioni ambientaliste.

22/01/2008 14.46

WWF: «ALLORA SEGUANO I FATTI: RITIRARE IL RICORSO»

«Al di là delle dichiarazioni sui giornali, se l'INFN non è interessato al terzo traforo del Gran Sasso deve ritirare il ricorso davanti al Consiglio di Stato, esattamente come il WWF chiede di fare a tutti gli altri ricorrenti. In questo modo si confermerà la sentenza del TAR del 2002 e l'autorizzazione del terzo traforo sarà definitivamente bocciata», così il presidente del Wwf Dante Caserta.
«In quest'ottica», ha aggiunto, «appare molto opportuna l'azione del consigliere regionale Walter Caporale che ha proposto una mozione per il prossimo Consiglio regionale affinché la Regione ritiri il ricorso. Quanto al nuovo progetto del sovrappasso, immaginiamo che esso sarà presentato in maniera ufficiale e trasparente così che tutti gli enti competenti e le associazioni interessate potranno valutarlo e fare le proprie considerazioni e osservazioni nei tempi e nei modi che la legge riconosce».

23/01/2008 15.22