Montezemolo a Teramo: «l'industria cresce ma il Paese no»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. «L'industria italiana è cresciuta molto. Il problema e che non cresce il paese». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, parlando questa mattina a Teramo a margine dell'inaugurazione della nuova sede di Confindustria a Sant'Atto.



TERAMO. «L'industria italiana è cresciuta molto. Il problema e che non cresce il paese». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, parlando questa mattina a Teramo a margine dell'inaugurazione della nuova sede di Confindustria a Sant'Atto.«Credo che il tema di fondo – ha aggiunto - che abbiano richiamato tante volte, è che la crescita è un bene comune. Solo se il Paese cresce ci saranno risorse soprattutto per chi ne ha più bisogno».
Negli ultimi dieci anni l'Italia, secondo l'analisi che ha proposto qualche ora fa il presidente Montezemolo è cresciuto meno di qualunque altro Paese europeo.
«Se fosse cresciuto secondo al media europea avrebbe generato 210 miliardi. Pensate - ha osservato Montezemolo – con 210 miliardi quante infrastrutture si sarebbero avute nel nostro Paese: asili nido, interventi di ricerca e innovazione, diminuzione delle tasse.
Diminuire le tasse, soprattutto a chi lavora in fabbrica -ha rilevato il presidente di Confindustria - a chi ha uno stipendio fisso e a chi non evade, si può fare solo se il Paese cresce. Noi ha detto infine Montezemolo - non possiamo continuare a tagliare le tasse da una parte e ad aumentare le spese dall'altra».
«Le imprese - ha osservato ancora Montezemolo - sono cresciute, il Pil è cresciuto grazie alle imprese, quel famoso 'tesoretto'. Il 50% di questo extragettito è rappresentato dalle imprese».
Secondo il presidente di Confindustria «tutti devono darsi da fare, tutti devono fare la loro parte a cominciare dalle imprese».

METALMECCANICI. «SI POTEVA FARE MOLTO MEGLIO»

E sulla vicenda dei metalmeccanici Montezemolo ha detto:«abbiamo firmato l'accordo che dovevamo firmare. Un accordo che se lo guardiamo in un'ottica
tradizionale e' un accordo positivo; se invece guardiamo le occasioni perdute vediamo che si poteva fare molto meglio, soprattutto per chi lavora nelle imprese».
«Abbiamo proposto contratti della durata di tre anni – ha ricordato Montezemolo - con un notevole aumento economico: questo serviva ad evitare l'instabilita'. Avevamo proposto piu' sabato lavorativi per quelle aziende che ne avessero avuto bisogno per rispondere alle esigenze di mercato con grossi incrementi retributivi. Per i dipendenti - ha aggiunto il numero uno di Confindustria - credo che non si puo' piu' continuare a ragionare con un rigido contratto nazionale che non tiene conto di diversita' geografiche, diversita' delle imprese e quindi questo e' un tema molto importante. Non si puo' continuare - secondo Montezemolo - ad essere prigionieri di rituali che non fanno prima di tutto gli interessi di chi lavora nelle imprese. Questo lo dobbiamo dire, ognuno deve mettere la sua parte ma per parlare di crescita - ha concluso Montezemolo - non lo possiamo fare solo a parole».

21/01/2008 13.43

DEL TURCO:«D'ACCORDO CON MONTEZEMOLO,MUTARE MODELLO RELAZIONI SINDACALI»

«E' un fatto positivo non solo per il Paese ma anche per l'Abruzzo che sul fronte metalmeccanico ha molte aziende di livello internazionale», ha commentato il presidente della Regione.
Ma Del Turco ha anche affrontato il meccanismo del rinnovo dei contratti definendo «vecchio e non più rispondente ai nuovi bisogni il modello di contrattazione nazionale».
«E' necessario trovare la giusta forza politica - ha aggiunto - e alzare il tiro per cambiare una serie di modelli sindacali e di rapporti tra rappresentanti dei lavoratori e delle imprese in grado di far crescere il Paese. Questo modello vecchio, retaggio di trent'anni di relazioni sindacali, rischia di essere pagato a caro prezzo dai lavoratori e dalle imprese. Dico questo tenendo a mente - ha detto Del Turco - quanto mi disse anni fa Luciano Lama che sosteneva, a ragione, che il sistema di relazioni negoziali ha una forma a strati, frutto dell'accavallamento negli anni della contrattazione sindacale e che questa situazione finirà per mettere nei guai il sistema dei lavoratori e delle imprese».
Il presidente Del Turco ha poi definito «positiva» l'azione di stimolo che quotidianamente arriva dal presidente della Confindustria Abruzzo, «ma è anche vero che Confindustria Abruzzo deve essere vicina a decisioni importanti del governo regionale: non parlo di alleanza ma di un forte sentimento collaborativo nelle lotte comuni, a cominciare dalla lotta agli sprechi».
Facendo riferimento poi alle questioni della sanità regionale, Del Turco ha detto che «nessuna clinica privata chiuderà, anche a fronte di un previsto taglio del 30% delle prestazioni sanitarie acquistate dal sistema sanitario regionale. Non possiamo permetterci per il futuro - ha concluso il presidente della Regione - che il sistema sanitario regionale continui ad assorbire l'80% del bilancio corrente».

21/01/2008 14.50