Violentano e filmano 14enne poi la minacciano di pubblicare filmato sul web

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2170

CHIETI. Sono stati arrestati questa mattina i quattro giovani che hanno violentato una ragazzina di 14 anni. Lo stupro risale alla notte tra il 25 ed il 26 febbraio del 2006. Le indagini chiarirono immediatamente la dinamica del fatto e le incredibili minacce seguite. La giustizia tuttavia ha rallentato fortemente l’iter con una serie di ricorsi che sono andati avanti per quasi due anni. Oggi gli arresti mentre un quinto ragazzo è latitante.
Il “branco”, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato formato da ragazzi 19enni tutti della provincia di Chieti. La posizione di un altro ragazzo, che nel 2006 era maggiorenne, è ancora al vaglio. A denunciare il fatto è stata proprio la vittima della violenza ma solo un anno dopo, a febbraio 2007, perchè intimorita dalle minacce del gruppetto
Il tutto si sarebbe svolto in un luogo tranquillo (la casa della nonna di uno dei ragazzi) e dopo una festa, dove vino e alcool sgorgavano a fiumi.
La vittima è stata invitata con un'amica alla festa ma quest'ultima è andata via, verso mezzanotte, lasciando sola la 14enne che si sarebbe lasciata andare bevendo vino in quantità ma ci sarebbe il sospetto che sia stato usato anche del sonnifero.
Una volta ubriaca, i ragazzi avrebbero approfittato di lei: l'avrebbero spogliata e costretta ad avere rapporti ed immancabili sono scattati i cellulari degli altri ragazzi che erano presenti ed hanno filmato le scene brutali.
Dopo il fatto i giovani hanno cominciato a minacciare la giovane vittima di pubblicare tutte le immagini su internet e addirittura di farlo vedere ai suoi genitori.
La ragazzina impaurita si sarebbe vista costretta ad accettare nuovi incontri e nuove violenze con uno dei minori.
Nella vicenda si e' trovato coinvolto anche il fidanzatino della 14enne, un giovane di Guidonia: il gruppetto del chietino, hanno scoperto gli investigatori, gli ha inviato, tramite sms, uno stralcio del video dello stupro, con la richiesta esplicita di farsi da parte e di lasciare la ragazza a loro.
Il giovane è stato anche minacciato di morte.
A questo punto si sarebbe deciso a contattare la polizia ferroviaria per riferire della violenza, e la Polfer ha girato il caso alla mobile di Pescara.
Da oggi quattro dei cinque responsabili della violenza sono agli arresti domiciliari ma le misure cautelari sono state precedute da un iter piuttosto lungo.
Il gip ha infatti rigettato parzialmente la richiesta di ordinanza di custodia cautelare ma la Procura ha proposto ricorso arrivando fino in Cassazione.
Il video e' stato sequestrato dalla mobile. Del caso si e' occupato il pm Antonietta Picardi, della Procura della Repubblica dei minorenni dell'Aquila.

21/01/2008 12.26