Protesta la Ssis Chieti contro il ministro Fioroni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Da questo limbo dobbiamo uscire in un modo o nell'altro». A parlare è Pasquale De Rosa, iscritto al nono ciclo della Ssis Chieti rappresentante della stessa e, referente per il Comitato Nazionale nono ciclo, spontaneamente costituito su iniziativa di studenti del Lazio.
La Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento voluta dagli accordi di Lisbona è stata istituita circa 10 anni fa con ottimi risultati sul piano della professionalità.
Con l'avvento delle Ssis «da un lato finiva il clientelismo concorsuale», spiega De Rosa, «dall'altro si evitava che entrasse in classe un insegnante preparato solo dal punto di vista delle discipline di insegnamento e non già pure per l'aspetto metodologico e pedagogico».
Quest'anno – ed ecco i termini del problema – pur essendo istituito il nono ciclo, identico in tutto e per tutto a quelli precedenti, per didattica e costi, viene considerato «figlio di un dio minore».
«Il Ministro Fioroni», spiega ancora De Rosa, «ha pensato bene di chiudere le graduatorie e tanto in danno degli studenti del nono ciclo Ssis che, ad oggi, non avrebbero nessuna collocazione mentre sino ad ora l'inclusione nelle graduatorie era il naturale epilogo (almeno
quello) del corso Ssis abilitante.
«La situazione che si prospetterebbe se non facessimo sentire la nostra voce», sottolinea il portavoce, «in qualsiasi sede, anche sovranazionale, sarebbe l'improponibile equiparazione, una volta improntata la nuova forma di reclutamento, con chi dopo la laurea triennale consegue l'abilitazione mercè specialistiche biennali».
E adesso si aspettano chiarimenti. Lo scorso 17 gennaio era in programma un incontro con il ministro «saltata per ragioni di lavoro».
«Noi», chiude De Rosa, «eravamo pronti per illustrare non il nostro sconforto ma la nostra tenacia ed in fondo la nostra serenità per una battaglia che avrebbe dovuta essere inesistente».
19/01/2008 9.48