Posata la prima pietra dell’Outlet. Confesercenti: «colosso inutile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CITTA' SANT'ANGELO. Primo passo in avanti per la mega costruzione ma non mancano polemiche nel giorno della posa della prima pietra.
Posa della prima pietra e calco della mano. Così il sindaco di Città Sant'Angelo Graziano Gabriele stamani ha dato ufficialmente lo start ai lavori dell'Outlet Village in località Moscarola di Città Sant'Angelo.
Un villaggio dedicato allo shopping d'eccellenza edificato su 140.000 metri quadri, di cui 30.000 riservati alla superficie commerciale: 120 negozi e 3.000 posti auto, di cui 80 negozi e 1.800 posti auto nella prima fase. Locali di ristoro e servizi.
Fino a 800 persone impiegate. Investimenti per 100 milioni di euro. Sono questi i dati che caratterizzano il colossale progetto, primo del litorale adriatico, ideato da Ubaldo De Vincentiis, presidente del gruppo Europ Invest.
Promotore italo-belga di origine angolana, De Vincentiis è stato il primo in Italia a sviluppare un Outlet Village con l'esperienza felicissima di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, allora unica realtà del genere nel nostro paese.
A seguire, la fortunata realtà del villaggio commerciale in Valdichiana. La neo cittadella della moda griffata è stata illustrata nei dettagli alla stampa dai rappresentanti della Europ Invest e dall'amministrazione comunale di Città Sant'Angelo, alla presenza delle istituzioni regionali: «Città Sant'Angelo diventa ora un punto di riferimento per la nostra regione – ha detto Enrico Paolini, vice-presidente della Regione - un polo catalizzatore rappresentato finora degnamente dall'aeroporto d'Abruzzo. Certo è che abbiamo sempre bisogno di poli di qualità come questo, in grado di far ruotare al meglio l'economia locale».
L'Outlet Village è una formula di commercializzazione che avvicina il produttore al consumatore. I negozi, infatti, sono gestiti direttamente dalle case produttrici che in questo modo riescono a contenere i prezzi di vendita. E' una formula che ha avuto un notevole successo in Italia.
«La prospettiva è di fungere da attrattiva del turismo nazionale ed internazionale sulle tracce della moda firmata a prezzi accessibili – ha spiegato Marino Roselli, presidente del consiglio regionale – Si tratta inoltre di un progetto che, parlando da architetto prima che da politico, mira a valorizzare l'architettura del comune angolano e del suo comprensorio».
Il villaggio di Città Sant'Angelo, localizzato in vicinanza dell'uscita dell'Autostrada A14 Pescara Nord, è facilmente raggiungibile da un bacino di utenza di 5 milioni di persone.
«L'accordo prevede la realizzazione di una viabilità adeguata – ha sottolineato Graziano Gabriele, sindaco di Città Sant'Angelo - c'è un importante impegno finanziario a tal proposito quantificato in 3 milioni di euro. Il termine dei lavori è stabilito per la primavera del 2009».
La costruzione è coordinata da un consorzio di imprese, La Castelnuovese e Unieco. Nel pomeriggio, l'intera iniziativa è stata illustrata alla comunità angolana.

CONFESERCENTI CONTRARIA ALL'OPERAZIONE


E' insorta la Confesercenti che definisce la nuova struttura «la prova della debolezza della politica locale».
«L'insediamento di nuova grande distribuzione», sostiene l'associazione di categoria «sarebbe giustificabile, anche se non condivisibile, di fronte ad un aumento della popolazione, o ad uno studio serio che individuasse questi bisogni. Invece l'area urbana di Pescara è già oggi quella che ha la maggiore concentrazione di centri commerciali d'Italia, e in questo scenario Città Sant'Angelo è un territorio già ampiamente martoriato. La politica locale» sottolinea l'organizzazione imprenditoriale «preferisce dunque ferire il territorio con queste grandi cattedrali nel deserto, gettare poche decine di giovani nel vortice del lavoro precario e abbassare le saracinesche di centinaia di piccole e medie imprese commerciali. Un'amministrazione seria avrebbe invece investito sul turismo, sul rilancio del centro storico, sulle azioni di marketing, sull'alta formazione dei propri giovani, sull'innovazione. È un peccato che Città Sant'Angelo, da cittadina con un'alta qualità della vita, si avvii quasi sicuramente verso il declino con la conseguente trasformazione in città dormitorio».
14/01/2008 12.35