Infortuni mortali nel settore delle costruzioni: 235 vittime nel 2007

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Infortuni mortali nel settore delle costruzioni: 235  vittime nel  2007
ROMA. Si muore ancora nei cantieri italiani e sebbene il trend degli infortuni sul lavoro sia in calo, sono ancora troppe le vittime del lavoro.
Nel settore delle costruzioni nel 2007 sono state 235 le persone morte in Italia, un dato sicuramente in difetto a causa della difficoltà di reperire notizie sulla totalità degli infortuni che quotidianamente avvengono, che spesso vengono denunciati come incidenti domestici, automobilistici o non denunciati affatto.
La Fillea Cgil anche quest'anno giornalmente ha monitorato sul proprio sito internet www.filleacgil.it gli eventi mortali nel settore delle costruzioni, fornendo nomi, età, nazionalità e cause, cercando di registrare in tempo reale l'andamento e le tendenze del fenomeno delle morti bianche.
In concomitanza con le scadenze contrattuali e con l'obiettivo di insistere maggiormente in sede di negoziato sui temi della salute e sicurezza dei lavoratori, il sindacato delle costruzioni della Cgil ha diffuso i dati e le statistiche di questo monitoraggio.
Sebbene l'Inail abbia registrato nel periodo gennaio-settembre 2007 rispetto allo stesso periodo del 2006 una diminuzione degli infortuni dell' 1,5% e del 2,1% di quelli mortali, confermando comunque il dato dell'aumento del 3,7% degli infortuni dei lavoratori immigrati che si infortunano il 50% in più degli italiani, i risultati dell'analisi della Fillea Cgil continuano ad essere preoccupanti.
Anche il 2007 è stato un anno nero, appena migliore del precedente ma ancora altamente critico. Nel 2006 il sindacato delle costruzioni Cgil aveva registrato 258 casi mortali, nel 2005 le morti bianche erano state 191, per quanto riguarda gli anni precedenti nel 2004 avevamo contato 231 casi e 215 nel 2003.
Sempre analizzando i dati Fillea, continua ad essere alta e a crescere la percentuale delle vittime straniere. Quest'anno i lavoratori immigrati deceduti sono stati 39, a conferma dell'aumento della presenza di lavoratori stranieri nel settore che, in alcune regioni, arrivano all'80% della forza lavoro.
Gli immigrati risultano i lavoratori più deboli ed esposti ad infortuni, solitamente i meno pagati e inquadrati a livelli più bassi, sia per difficoltà legate alla scarsa conoscenza della lingua, sia per mancanza di formazione. Inoltre la vigente normativa sull'immigrazione rende gli immigrati facili vittime di ricatto.
«Quello della sicurezza continua ad essere per il nostro sindacato un assillo quotidiano- afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil, Franco Martini, commentando i dati del monitoraggio - e continuerà ad esserlo fino a quando, al di là delle cifre, avremo prova di una reale inversione di tendenza. Non possiamo accontentarci della lieve flessione del fenomeno infortunistico registrata dall'Inail. Le vittime del lavoro sono ancora troppe ed è per questo che continueremo a batterci con ogni strumento perché nei nostri cantieri non si debba più morire».
«La nostra preoccupazione è fondata, inoltre, sulla analisi delle cause, - continua Martini - ancora, anzi sempre più, si muore con modalità vecchie di decenni, come si moriva quando non venivano utilizzate le moderne tecnologie di cui oggi disponiamo. Siamo nella fase importante dei rinnovi contrattuali e nelle nostre piattaforme il miglioramento del capitolo sicurezza è uno dei principali obiettivi che ci siamo prefissati.
Accanto a questo impegno siamo però convinti che il fenomeno degli infortuni sul lavoro si sconfigge anche attraverso un miglioramento dello stato sociale e attraverso una crescita della cultura della sicurezza».

LOMBARDIA, VENETO, CAMPANIA E LAZIO AI PRIMI POSTI

Come negli anni passati si muore di più al nord. La regione che registra il maggior numero di morti bianche continua ad essere la Lombardia con 43 casi, seguita dal Veneto 22, Campania 19 e Lazio 18.

UNA PERSONA SU SEI ERA IMMIGRATO

Una persona su sei era immigrato, esattamente come lo scorso anno, a conferma che gli stranieri sono i più colpiti. Su 235 vittime, il 16,60% (39 persone) era un lavoratore straniero. La regione più colpita da infortuni mortali di cui sono stati vittime lavoratori stranieri è stata la Lombardia con 9 casi, seguita dall'Emilia con 6, Veneto con 5 e Lazio con 4.


TRA LE VITTIME ANCHE DUE MINORENNI

La maggior parte delle vittime aveva tra i 46 e i 55 anni, segue la fascia di età tra 36 e 45, i 2 ragazzi minorenni morti nei cantieri nel 2007 avevano rispettivamente 16 e 17 anni. Rispetto al 2006 si è alzata l‘età delle vittime, un dato che dimostra il fatto che neanche l'esperienza preserva dai rischi e che fotografa un settore “invecchiato” nella composizione della forza lavoro.


LA CADUTA DALL'ALTO ANCORA LA CAUSA PIU' FREQUENTE

La causa più frequente di infortuni è sempre più nel settore delle costruzioni la caduta dall'alto (42,55%). Tra le altre cause è da rilevare l'aumento dei casi di vittime travolte da gru, carrello elevatore o ruspa (20,85%), colpite da materiali di lavoro (14,89%).


LUGLIO E MAGGIO I MESI PIU' “NERI”

Sono stati i mesi di luglio e maggio, seguiti da marzo e aprile, quelli più “neri” per quanto riguarda la mortalità nei cantieri edili nel 2007.


14/01/2008 10.14