Distretto sanitario di base, insorgono i progettisti e minacciano querele

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Dopo la pubblicazione dell'articolo sul concorso pubblico bandito per la progettazione del distretto sanitario di base pubblicato sabato da PrimaDaNoi.it, intervengono i cinque professionisti che si sono aggiudicati la gara e assicurano: «noi non abbiamo ancora incassato un euro».
L'articolo, che ruotava intorno ad un bando firmato dall'ex direttore della Deborah Ferrigno, non è piaciuto ai professionisti incaricati di realizzare il progetto tanto che domenica pomeriggio hanno inviato una smentita, preceduta da minacce di querela.
Secondo loro, l'articolo sarebbe «volutamente e gravemente diffamatorio e falso», e violerebbe «le norme della privacy» perché sarebbero stati rivelati i loro nomi, quali vincitori di un bando pubblico.
Il capo progettista assicura poi che la gara bandita fu a rilevanza europea.

Le rettifiche arrivate in redazione sono due, inviate, in ordine di tempo, dall'architetto Franco Feliciani e dall'ingegner Donato Di Federico.
«Oltre al tono diffamatorio che si coglie in tutto il servizio ai danni del pool di tecnici incaricati dall'Azienda speciale "Deborah Ferrigno" di redigere il progetto», scrive Di Federico, «vi sono alcune grossolane inesattezze che segnaliamo».

«NON RICEVEREMO IL 25%»

L'ingegnere ricorda che «i tecnici hanno risposto ad un avviso pubblico per la ricerca di professionisti a cui affidare l'incarico di progettare il nuovo distretto sanitario di base con annesso poliambulatorio».
E veniamo al primo «errore clamoroso»: «nell'articolo si dice che i tecnici avrebbero percepito compensi pari al 25% dell'intera somma destinata alla costruzione del Distretto sanitario; questo è falso perché, a norma di legge, la quota spettante ai professionisti non può superare il 14% della cifra necessaria a realizzare l'intera opera. Va specificato, altresì, che la quota del 14% comprende anche oneri per rilievi e indagini geologiche, collaudo statico e tecnico-amministrativo, pertanto la quota spettante al pool di tecnici progettisti sarà di circa l' 11 – 12%».
Come spiega anche l'architetto Feliciani «i compensi, se mai arriveranno, sono definiti da leggi e tariffe ufficiali e subiscono una tassazione superiore al 50%, per cui alla fine, grazie a questo gran polverone e continui rovesciamenti di programmi, per 5-6 anni di lavoro ad alta specializzazione, resterà ad ognuno dei 5 progettisti, meno di uno stipendio da bidello, che non voglio sminuire professionalmente, ma certamente conduce un'esistenza più serena e non subisce faziose illazioni».

«PER IL MOMENTO NON ABBIAMO RICEVUTO NIENTE»

«A tutt'oggi», prosegue l'ingegner Di Federico, «l'Azienda speciale del Comune di Montesilvano "Deborah Ferrigno" non ha versato nessuna somma al gruppo di progettazione del nuovo Distretto sanitario, come è facilmente dimostrabile chiedendo all'Ufficio protocollo del Comune se siano mai state presentate fatture per competenze tecniche di progettazione da parte dei tecnici incaricati».
Anzi, i professionisti sostengono che da tre anni a questa parte avrebbero anticipato di tasca loro dei soldi, così che oggi ognuno di lor avrebbe speso, e mai visti rimborsare, circa 500-600 euro per le copie e fotocopie dei progetti.

«CI FU LA GARA EUROPEA»

«I riferimenti economici dell'opera», sostiene Feliciani, «e di conseguenza dell'incarico, sono tutti riportati nell'accordo di programma pubblicato sul B.U.R.A., quindi di evidenza pubblica europera e di dominio pubblico».

«ANCORA MODIFICHE AL PROGETTO»

Di Federico, spiega ancora che «la nuova amministrazione comunale di Montesilvano e la ASL di Pescara hanno richiesto informalmente al pool di tecnici di modificare il progetto esecutivo già presentato senza nessun onere aggiuntivo di progettazione».

«PALESE VIOLAZIONE DELLA PRIVACY»

Secondo i professionisti, inoltre, l'articolo di sabato «è la palese violazione della legge sulla privacy, dal momento che sono stati pubblicati i nomi dei cinque (non sei come erroneamente scritto all'inizio del servizio) tecnici incaricati della progettazione, i quali, oltre al notevole danno di immagine e di sostanza, non avendo finora percepito alcun compenso per la progettazione già eseguita, devono subire anche la beffa di essere considerati professionisti poco seri e onesti, qualora avessero strappato una percentuale fuorilegge (il famigerato 25%), ed essere considerati quasi alla stessa stregua di personaggi finiti sotto inchiesta per reati di straordinaria gravità».
Feliciani, aggiunge, inoltre che l'articolo avrebbe fatto di loro «"coscaioli da strapazzo"», e sottolinea che sono semplicemente «datori di lavoro e padri di famiglia che si guadagnano onestamente il pane quotidiano, e che hanno dovuto in questa circostanza spiegare ai propri familiari che tutto quello che hanno letto è costruito ad arte per mostrare le cose diverse da quelle che sono, per poter continuare ad essere credibili con i propri figli».

FELICIANI: «SAPEVO CHE QUESTO ERA UN PAESE DEMOCRATICO»

L'Architetto Feliciani aggiunge ancora: «vengo accusato di essere stato progettista di opere pubbliche a Montesilvano....da quando questo è diventato un crimine? Io credevo che si trattasse di normale esercizio della professione, fino a prova contraria.. Sapevo di vivere in un paese democratico, dove vige uno stato di diritto, ma qui ogni indagato è diventato ormai un certo criminale, e addirittura il professionista che svolge una professione viene automaticamente considerato "un compagno di merenda" solo perchè ha rapporti con un Ente.
Credo, signori miei, che si sia travalicato il limite della normalità: questo è giornalismo? ne dubito fortemente».

A.L. 14/01/2008 8.58

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