Distretto sanitario di base: «quella svista del direttore Di Blasio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL DOCUMENTO. MONTESILVANO. Un avviso pubblico datato 28 settembre 2005. La firma in calce è quella dell'ex direttore dell'azienda Deborah Ferrigno, Gianluca Di Blasio, oggi agli arresti domiciliari per abuso e concussione, aggravata e continuata.



IL DOCUMENTO.

MONTESILVANO. Un avviso pubblico datato 28 settembre 2005. La firma in calce è quella dell'ex direttore dell'azienda Deborah Ferrigno, Gianluca Di Blasio, oggi agli arresti domiciliari per abuso e concussione, aggravata e continuata.



Il documento che PrimaDaNoi.it è riuscito ad avere a poche ore dall'arresto dell'ex direttore, è un documento che aveva arricchito il faldone di un esposto alla Corte dei Conti di oltre un anno fa.
Quel foglio oggi viene ritirato fuori e contestato fortemente.
Ma all'epoca nessuno si accorse di strane anomalie.
L'avviso pubblico consentì di individuare sei tecnici che si occupassero della progettazione del nuovo Distretto sanitario di base di via di Vittorio, a qualche metro di distanza dalla palazzina sequestrata ieri.
La costruzione dell'opera non è mai avvenuta ma la progettazione potrebbe aver fruttato parecchi soldi.
Tutto infatti ruota intorno alla realizzazione del distretto sanitario di base con annesso ambulatorio.
Una operazione molto importante per Montesilvano ma così pesante in termini economici che il Comune non poteva occuparsene direttamente perché avrebbe sforato di sicuro il patto di stabilità.
La questione passò quindi alla Deborah Ferrigno, l'azienda speciale che, anche secondo le ricostruzioni del gip de Ninis, era un vero escamotage per aggirare gli "ostacoli" della burocrazia.
Nel novembre del 2004 il sindaco Cantagallo, decise di trasformare l'azienda in azienda speciale, (nominando appunto come direttore l'avvocato Di Blasio) e trasformando così di fatto in ente economico un organismo del tutto privo di autonomia economica.

L'AVVISO PUBBLICO E LA SVISTA EUROPEA

Nell'avviso pubblico del 28 settembre 2005 si chiede di acquisire i curricula di tecnici progettisti (geometri, architetti, ingegneri) iscritti all'albo «per la redazione del progetto preliminare ed esecutivo dell'opera».
E così accadrà veramente: il Comune individuerà i profili di sei professionisti che si occuperanno del progetto: il progettista capogruppo scelto e' stato Franco Feliciani, il gruppo di progettazione composto invece da Lanfranco D'Arcangelo, Donato Di Federico, Fabrizio Mulone, Antonino Prosperi.
Ma c'è qualcosa che non sarebbe andato come doveva in quell'avviso pubblico. Qualcosa che è saltato all'occhio solo a cose fatte.
Qualcosa che alcuni definiscono una svista, altri una intenzione chiara ma che, notata prima, avrebbe –assicurano in Comune – consentito di bloccare quel bando.
Nell'avviso pubblico, infatti, non compare l'entità economica del progetto in via di realizzazione nè l'entità del compenso da corrispondere ai professionisti, al contrario di quanto stabilisce il regolamento per il conferimento degli incarichi di progettazione della Comunità Europea.
«E' possibile», ci si chiede oggi, «che l'avvocato Di Blasio non conoscesse la norma?».
Nel bando, infatti, si parla di compensi in linea con «i valori minimi dei tariffari vigenti».
Ma la portata economica dell'opera era chiara a tutti: «si è sempre parlato di un importo pari a 3 milioni e 200 mila euro», il 25% dei quali, secondo alcuni, sarebbe andato ai progettisti.
«Per appalti di questo genere sarebbe dovuta scattare una gara europea», assicurano i bene informati, «ma così non fu».
E se ci fosse stata una gara europea, probabilmente, i professionisti individuati sarebbero arrivati da mezza Europa.
Invece ad occuparsi del progetto del Dsb alla fine è stato Feliciani che a Montesilvano si era già occupato dei progetti del residence Costa del Colle (sempre 2007), della casa di accoglienza "Sorriso di Emma" (2006), della riqualificazione di piazza Lanciano (2005), del teatro del mare (2003), nonché dei progetti pescaresi di riqualificazione urbana del Villaggio Alcyone e piazza Grue.

INTANTO IL DSB NON VEDE LA LUCE

Il nuovo Distretto Sanitario sarebbe dovuto sorgere in via Di
Vittorio, a pochissimi metri di distanza dalla palazzina sequestrata ieri mattina dalla squadra mobile di Pescara.
I lavori d'inizio del novembre del 2006 si sarebbero dovuti concludere a maggio 2008…
Per questo progetto, in "fase di realizzazione" da quasi 12 anni, si era pensato in grande e venne destinata un'area di 12 mila metri quadrati, di proprietà del Comune per un cubatura prevista di 40mila metri quadri.
«La struttura», annunciò Cantagallo nel 2006 dopo aver firmato l'accordo con l'Asl di Pescara, «non erogherà solo servizi tipici di un Distretto sanitario, ma anche funzioni sociali, dunque non verranno garantite solo prestazioni di base, ma anche specialistiche».
In questo modo, assicurava il Comune, si sarebbero «agevolati» tanti montesilvanesi. Ma di fatto non è mai successo nulla.

UN INVESTIMENTO DA 3 MLN DI EURO

Complessivamente la struttura doveva comportare un investimento pari a 3 milioni di euro: «la Asl finanzierà personalmente il primo lotto», spiegò l'allora manager Angelo Cordone (oggi sostituito da Balestrino) per una somma pari a 1 milione 252 mila 407,98 euro.
La seconda ala, invece, spiegò Cantagallo «verrà realizzata tramite un mutuo che verrà acceso dall'Azienda Speciale e che verrà poi concessa in locazione alla stessa Asl».
Il Nuovo Distretto sarebbe stato realizzato a servizio del bacino di utenza di 50.000 abitanti e prevedeva il nuovo Cup, il pronto intervento, il Laboratorio analisi cliniche, radiologia e diagnostica, servizi amministrativi ed assistenziali, attività ambulatoriale, attività di promozione e prevenzione.

Alessandra Lotti 12/01/2008 9.22