Uso improprio auto ministero, a giudizio procuratore Avezzano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. Avrebbero usato in modo improprio l'auto e il cellulare di servizio forniti dal ministero di via Arenula.
Con l'accusa di peculato il procuratore di Avezzano Vincenzo Barbieri, ex dirigente dell'Ufficio magistrati del ministero della Giustizia, e la moglie Anna Passannanti, capo della procura dei minorenni dell'Aquila, sono stati rinviati a giudizio dal gip della procura di Roma Valerio Savio.
Il processo comincerà il 18 marzo prossimo davanti alla settima sezione del Tribunale della capitale.
L'inchiesta, affidata al pm Angelantonio Racanelli che ha chiesto il giudizio per i due magistrati, si riferisce al 2006.
Il primo fascicolo sui due giudici fu aperto dal pm di Potenza Henry John Woodcock che ha poi trasmesso gli atti alla procura di Roma.
I fatti si riferiscono all'estate del 2006 quando Barbieri era in vacanza a Maratea.
Il giudice fece giungere in Basilicata l'auto di servizio - cui aveva diritto - per far ritorno nella capitale per i suoi impegni al ministero di via Arenula.
Per una sopravvenuta indisposizione, Barbieri dovette rinunciare al viaggio, ma l'auto, con autista, venne utilizzata dalla moglie.
Da qui l'accusa di peculato in quanto il giudice Passannanti, secondo l'accusa, non aveva diritto all'utilizzo dell'auto blu.
A Barbieri è contestato il peculato anche per l'uso del cellulare che, secondo le accuse, era usato anche dal figlio.

CHI E' VINCENZO BARBIERI

Barbieri ex capo dell'ufficio "magistrati" e direttore generale del ministero della Giustizia: quello che si occupa dei concorsi e delle azioni disciplinari sulle toghe. Un posto chiave dal quale Barbieri, nominato dall'ex ministro Roberto Castelli e confermato da Clemente Mastella.
Secondo la Procura di Potenza, il magistrato un anno fa avrebbe inoltre svelato notizie segrete sui procedimenti disciplinari (in particolare sul pm Woodcock) «e interveniva su pm e giudici per carpire informazioni a beneficio degli amici».
«In particolare», spiegò la Procura, «Augusta Iannini (moglie di Bruno
Vespa) chiese al suo collega Barbieri notizie sulle pratiche disciplinari che riguardano un tale del quale non fa il nome. Si tratta di un magistrato che ha cinque procedimenti disciplinari e dal tono si comprende che non deve starle particolarmente simpatico. La Iannini lo chiama 'il soggettino di giù', aggiunge che ha chiesto sul suo conto anche al Csm, ma che non risulta nulla».
Chi è il 'soggettino'?
Secondo gli investigatori di Potenza potrebbe essere proprio Woodcock. La Iannini, però, «non avrebbe avuto alcun titolo per occuparsi dei suoi guai con il Csm e il Ministero».
Solo Barbieri, infatti, era competente sulle questioni disciplinari.

11/01/2008 17.42