Asl Pescara, «stop alla nomina del primario di Dialisi 1»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1630

PESCARA. Stop alla nomina del nuovo primario di Dialisi 1 e istituzione di un tavolo di lavoro per valutare l'opportunità di accorpare i due reparti di Dialisi dell'ospedale civile di Pescara al fine di razionalizzare le risorse umane e contenere i costi della sanità. INAUGURATA L'UTAP DI PENNE ALL'EX INAM
Questa è stata la richiesta del consigliere comunale di Alleanza Nazionale Luigi Albore Mascia, Vicepresidente del Consiglio, nel corso della seduta di ieri della Commissione consiliare Sanità, alla quale hanno preso parte il primario di Dialisi 2, il dottor Virgilio Di Luzio, e i dottori Stanziale e Campanella di Dialisi 1-Nefrologia.
«La situazione prospettata dai medici è ancor più grave di quella paventata dai pazienti dei due reparti», ha proseguito il consigliere Albore Mascia.
In Dialisi 2 ci sono solo due medici di ruolo (compreso il primario) e un medico precario il cui contratto è ormai in scadenza.
Le due strutture rappresentano un fiore all'occhiello per la sanità pescarese, basti pensare che il 'Santo Spirito' è l'unico ospedale in Italia in cui si fanno trapianti di midollo ai dializzati.
La Dialisi 2 tratta oltre ai malati in terapia dialitica, anche quelli in rianimazione, ematologia, in chemioterapia, e i pazienti dell'Unità di terapia intensiva cardiologica, tutti malati che possono soffrire per un'insufficienza renale improvvisa.
«Ma non basta l'elevata professionalità del personale il cui organico è assolutamente insufficiente», ha sottolineato Mascia.
«Quando il reparto venne istituito aveva una dotazione di 9 infermieri, poi ridotti a 8 e oggi per la turnazione ce ne sono appena
5 in corsia».
Infermieri che devono anche 'addestrare' i pazienti che devono eseguire la dialisi peritoneale, ossia domiciliare, fondamentale per favorire la deospedalizzazione degli utenti. «Personale – ha ancora aggiunto il consigliere Albore Mascia – che inevitabilmente non riesce a garantire l'adeguata assistenza ai pazienti che tre volte a settimana devono effettuare la dialisi, momento estremamente critico per un malato. I medici in corsia non ci sono spesso perché costretti a correre da un consulto all'altro, da un piano all'altro del monoblocco».
La commissione ha affrontato anche il 'caso' del Carnitene, il farmaco somministrato dopo la terapia dialitica, solitamente in via endovenosa, perché più efficace e tollerabile per i dializzati, un farmaco che oggi l'ospedale non può più dare ai pazienti i quali devono comprarlo da soli all'esterno, a proprie spese.
«A questo punto – ha proseguito il Vicepresidente Albore Mascia – la commissione sanità deve dare un input chiaro al manager della Asl, ossia pensare a un possibile accorpamento della Dialisi 1 e 2 per tagliare i costi e rendere più agevole il lavoro del personale; sarebbe assurdo per il manager e per la Regione Abruzzo da un lato tagliare reparti, mezzi e risorse al nostro ospedale per contenere i costi e dall'altro procedere addirittura con la nomina del nuovo primario di Dialisi 1, tra l'altro il nostro ospedale civile sarebbe l'unico 'caso' ad avere due reparti di Dialisi».
Il consigliere Albore Mascia ha poi chiesto al presidente della commissione Torlontano di reiterare al sindaco D'Alfonso la richiesta di convocare in via d'urgenza il Comitato ristretto dei sindaci con l'assessore regionale Mazzocca, riunione chiesta lo scorso dicembre e mai fissata per sollecitare la revisione del Piano sanitario regionale

L'INCONTRO SINDACATI - MAZZOCCA

Ma ieri si è tenuto anche l'incontro tra sindacati e vertici della Asl pescarese a cui ha preso parte anche l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca.
«Al varo», spiega il segretario territoriale Fsi Giovina D'Ortenzio, «le nomine di nuovi dirigenti già belli e pronti da sparare nell'organigramma della Asl, in spregio a tutti gli accordi che questa amministrazione aveva assunto con tutti quei lavoratori precari che da anni mandano avanti le strutture».
Secondo la ricostruzione dei sindacati Mazzocca «ha glissato su tutte le questioni aperte dalla scrivente federazione: non una parola è stata spesa per gli operatori a 350 euro al mese, non una parola è stata pronunciata sulla insufficienza dei requisiti minimi assistenziali per la cittadinanza, non una parola sulla chiusura di reparti strategici, come la cardiologia, per la mancanza di infermieri. Stesso silenzio», continua D'Ortenzio, «sul freno ai servizi esternalizzati a costi proibitivi, sulla critica situazione del reparto ematologia, sull'operatività 24 ore su 24 del reparto di chirurgia vascolare, o sulla situazione dell'Arta chiusa da oltre 20 giorni, il cui stabile è di proprietà della Asl».

«Certo», chiudono i sindacati, «i fondi scarseggiano: la storiella è
nota e la conosciamo tutti. Tuttavia proprio il reparto di
cardiologia - chiuso per la mancanza di personale - vanta ben 3 primari».
Ma l'assessore Mazzoca glissa e benedice dal suo scranno politico ridotto ormai a poltroncina aziendale.

10/01/2008 10.50

[pagebreak]

INAUGURATA L'UTAP DI PENNE ALL'EX INAM

PENNE. Una struttura polivalente e funzionale, in grado di erogare, nell'arco delle 24 ore, l'insieme delle cure primarie e garantire, al tempo stesso, ai pazienti continuità assistenziale con i presidi ospedalieri e le attività di prevenzione. Sono le principali caratteristiche di una Unità Territoriale di Assistenza Primaria (Utap). Questa mattina, l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha inaugurato quella di Penne, a circa quaranta giorni di distanza dall'apertura dell'Utap di Scafa.
Si tratta di un edificio che ospitava la sede dell'Inam e che è rimasto abbandonato per molti anni.
Al fianco dell'assessore c'erano il sindaco di Penne, Donato Di Marcoberardino, ed il direttore della Asl di Pescara, Antonio Balestrino, oltre ai medici ed al personale sanitario.
Le UTAP sono strutture nelle quali ogni paziente avrà la possibilità di incontrare il proprio medico curante coadiuvato da infermieri, specialisti e medici di guardia che saranno a disposizione durante l'intero arco della giornata. Un centro capace di offrire una rete di servizi che integrano le prestazioni sanitarie, erogate finora in ambiti di cura diversi, e che tengono conto della continuità delle cure per periodi di lunga durata. Oltre ai medici di medicina generale, nell'UTAP sono chiamati ad operare medici di continuità assistenziale.
Mazzocca ha, infine, ricordato che «sono state recuperate risorse, ora spese sul territorio, su Progetti Obiettivi nazionali, a garanzia di nuovi servizi che offrono continuità assistenziale e sarebbe, a tal proposito, estremamente importante coinvolgere nel servizio anche i pediatri di base».

10/01/2008 15.19