Secondo arresto per la casa d'appuntamenti gestita da cinesi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Nuovo arresto nel corso dell'operazione della polizia dell'Aquila che ha smantellato nelle scorse settimane una casa di appuntamenti gestita da cittadini cinesi.
Gli agenti della sezione criminalità extracomunitaria e prostituzione della squadra mobile dell'Aquila, proseguendo le indagini coordinate dalla procura distrettuale antimafia del capoluogo, sotto la guida del dottor Pinelli - hanno sottoposto a fermo Pan Melin.
La donna, accusata di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù è nata a Zhejiang (Cina popolare ) ha 54 anni. Clandestina sul territorio nazionale è stata rintracciata dagli agenti all'interno di un laboratorio clandestino di suoi connazionali che si trovava in via Francesco Baracca di Roma

IL PRIMO ARRESTO A NOVEMBRE

Nello scorso mese di novembre gli agenti erano venuti a conoscenza di in un appartamento di un palazzo sito in zona San Sisto – Valle Pretara dove ci sarebbe stato uno strano alternarsi di ragazze cinesi con un continuo via vai di uomini di tutte le età.
Le indagini, scattate immediatamente e supportate da ore di appostamento e pedinamenti, hanno permesso di constatare che periodicamente un ragazzo italiano ed una donna cinese si recavano presso una agenzia pubblicitaria cittadina dove richiedevano inserzioni per contattare «ragazza cinese bellissima disponibile tutti i giorni anche la domenica» ad una utenza telefonica fornendo come indirizzo quello tenuto sotto controllo da parte degli agenti.
I due, inoltre, si occupavano di fare la spesa che, puntualmente, consegnavano alla ragazza che al momento occupava l'appartamento, uscendone con le buste dell'immondizia.
Era sempre lo stesso ragazzo italiano che, di volta in volta insieme alla fermata, accompagnava le varie ragazze cinesi presso l'appartamento.
La prostituta che veniva "alloggiata" presso l'appartamento in questione veniva prelevata direttamente dalla stazione Termini proveniente da Milano, non parlava la lingua italiana e non conosceva nessuno, inoltre non le venivano date le chiavi di casa tanto che al momento dell'arrivo del cliente la stessa veniva contattata telefonicamente e le venivano impartite istruzioni per aprire la porta di ingresso.
Inoltre la prostituta non sapeva nemmeno il luogo dove si trovasse.
La ragazza è stata accompagnata dagli agenti presso una comunità che si occupa specificatamente di donne oggetto di sfruttamento.
Dalle indagini si è constatato che era la terza meretrice che veniva fatta prostituire all'interno dell'alloggio dalla sua aguzzina e tale comportamento derivava dalla necessità di mantenere alto l'interesse dei clienti nel "rinnovare" periodicamente le ragazze.
La tan jie arrestata nelle scorse settimane, al momento del fermo, ha esibito un passaporto falso ed è accusata di «riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a carico di sue connazionali» e possesso di documenti falsi.
E' emerso inoltre che la donna aveva circuito il complice italiano che si era innamorato di lei, tanto che il giovane con la sua auto l'accompagnava a L'Aquila da Roma in tutti i suoi spostamenti e nei "cambi" di ragazze da destinare alla prostituzione.
L'italiano, che alla presenza del legale ha fornito ulteriori elementi di riscontro alla vicenda, è stato indagato per favoreggiamento della prostituzione.
Inoltre nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati i soldi provento dell'attività illecita, il passaporto falso, varie agende riportanti i conteggi relativi ai guadagni derivanti dal meretricio, e svariati telefoni cellulari.

E OGGI L'ARRESTO DELLA COMPLICE

Proseguendo nelle indagini, in collaborazione con il commissariato di Tor Pignattara di Roma e sempre sotto il coordinamento della Dda del capoluogo abruzzese si è riusciti ad identificare la complice della Tan Jie ovvero Pan Melin.
Dopo averla rintracciata la ragazza è stata associata alla casa circondariale di Roma (Rebibbia) a disposizione dell'autorità giudiziaria


09/01/2008 14.38