Un museo delle miniere asfaltifere della Majella nel Parco del Lavino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Un museo delle miniere asfaltifere della Majella nel Parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino, a Scafa.
E' l'idea lanciata da Enrico Di Paolo, ex assessore provinciale all'Ambiente e presidente dell'associazione ambientalista “La ghiandaia” di Lettomanoppello, che da oltre un anno si sta battendo per la chiusura della nuova cava di roccia bituminosa in località Collerotondo-Fonte di Papa.
«La scelta di Scafa – spiega Di Paolo – è legata all'identità del paese, che si è sviluppato nei primi anni del ‘900 proprio grazie alla lavorazione del bitume effettuata dalla vecchia fabbrica Puricelli, di proprietà dell'Italcementi, ora in disuso. Un museo di questo tipo esiste già in altre realtà nazionali e internazionali, ad esempio in Sardegna, nel Trentino, in Norvegia e in Scozia, e per il nostro territorio sarebbe una preziosa opportunità di valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni locali. Tra l'altro, attraverso la memoria, renderebbe in qualche modo “sostenibile” un'attività, quella mineraria, oggi considerata impattante e distruttiva secondo i paradigmi ambientalisti».
Tramite un accordo con l'Italcementi, attuale proprietaria del sito, il museo potrebbe avere sede proprio all'interno dei capannoni dell'ex stabilimento industriale: primo passo per recuperare i luoghi e le infrastrutture (teleferiche, ferrovia, gallerie, depositi) del comprensorio della Majella un tempo utilizzati per l'attività estrattiva.
Oltre a fungere da centro di documentazione multimediale, la struttura dovrebbe ricostruire la quotidianità della comunità locale, nel tentativo di ridare ai figli dei figli di quella gente il senso di appartenenza sociale e d'identità compromessi dagli aspetti omogeneizzanti del processo di globalizzazione.
«Quest'idea – sottolinea Di Paolo – è uno dei tasselli del progetto “Porta del Parco” al quale il sottoscritto e l'architetto Tommaso Di Biase, attuale assessore comunale di Pescara, abbiamo lavorato dai primi anni '90 su proposta dell'ex consigliere regionale Antonio Serafini. Sono convinto che con poche risorse, in gran parte già esistenti sul territorio, e con il coinvolgimento della popolazione innanzitutto, del mondo imprenditoriale, delle associazioni e delle istituzioni, si potrà realizzare in tempi brevi un polo museale d'eccellenza al quale aggregare in seguito una rete di servizi turistici mirati, sempre nel rispetto del contesto ambientale».

09/01/2008 14.12