Tavani (An):«Sasi, una gestione del sistema idrico ai limiti della legittimità»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FARA SAN MARTINO. Il sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, interviene sulla querelle relativa alla gestione del servizio idrico da parte della Sasi. In particolare Tavani commenta la crisi finanziaria che ha portato la società a inviare una lettera ai sindaci dei 92 Comuni serviti (tra cui, appunto, Fara San Martino) per chiedere il pagamento della fornitura di acqua dal 2003 a oggi.
«Non mi meraviglio affatto della questione che la Sasi pone sul tavolo dei sindaci – puntualizza il primo cittadino di Fara - con riferimento all'argomento “tariffe degli edifici pubblici”. Prima o poi i nodi vengono al pettine, e questo era un nodo che l'assemblea dei sindaci conosceva già da cinque anni. Infatti – ricorda Tavani - già dal dicembre 2002 posi personalmente all'attenzione dell'assemblea un ordine del giorno complesso, firmato da oltre 30 colleghi, che poneva quesiti su importanti aspetti che dovevano trovare soluzione».
Nell'odg, in particolare, Tavani proponeva di stabilire un tariffa agevolata per tutti i Comuni dell'entroterra, che “soffrivano” la difficile collocazione geografica, e di salvaguardare i piccoli Comuni al di sotto dei tremila abitanti.
«Un odg – commenta ancora Tavani – poco gradito ai grossi Comuni, tanto che non fu preso in considerazione e si decise piuttosto di istituire una commissione che doveva chiarire la situazione. È Certo – ribadisce il sindaco di Fara San Martino - che la Sasi non poteva scegliere soluzione peggiore, più penalizzante e meno condivisa per i sindaci e lo loro comunità: un prezzo forfetario per l'acqua che non è regolamentato in Italia per nessun servizio. Ai limiti, se non al di fuori della legittimità».
Ora la Sasi, infatti, chiede ai Comuni di pagare una tariffa forfetaria, rapportata al numero degli abitanti, che graverebbe soprattutto sui centri più popolosi.
«Per questo – conclude Tavani - oggi bisogna ripartire dalle questioni poste nell'odg a mia firma del novembre 2002, per dare risposta a ciascuna di esse, e questa volta Vasto, Lanciano, San Salvo, Atessa e Ortona dovranno farsi garanti per sé ma anche per i piccoli, in special modo i cosiddetti produttori».
07/01/2008 13.39