Inchieste. Trema il centrodestra, il Pd incalza ma il Ciclone non si arresta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchieste. Trema il centrodestra, il Pd incalza ma il Ciclone non si arresta
MONTESILVANO. Questa volta la par condicio sembra essere rispettata perfettamente anche dalla procura di Pescara. Infatti, quella che si sta vivendo in questi giorni è una situazione esattamente ribaltata rispetto a quella della vicina Pescara. Se, infatti, nel capoluogo a tremare è il centrosinistra (che si produce in attestati di stima verso chi è al centro delle indagini giudiziarie mentre l'opposizione incalza), a Montesilvano è l'esatto contrario.
Cordoma, sindaco della coalizione di centrodestra, è sotto scacco per concorsi che gli inquirenti presumono pilotati colpendo due assessori e forse lo stesso primo cittadino. Anche qui attestati di fiducia e stima del centrodestra verso gli indagati mentre è il centrosinistra ad attaccare la nuova amministrazione.
E mentre da ambienti investigativi si continua a parlare di «fatti gravi» inerenti i concorsi, la questione diventa politica e pesante.
Cordoma dal canto suo ha ribadito di essere pronto a mettere in gioco persino la sua intera amministrazione (facendo pensare a sue possibili dimissioni) mentre rimangono incollati alle poltrone gli assessori indagati.
Per gli amministratori del centrodestra subentrati alla coalizione di centrosinistra spazzata via dalla inchiesta Ciclone gravano le ipotesi di reato di abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio.
E così se a Pescara è Forza Italia a voler "inchiodare" il primo cittadino in consiglio comunale, a Montesilvano è lo stesso Pd a richiedere al sindaco di venire a spiegare alla cittadinanza quanto sta accadendo.
«Aspettiamo doverosamente e con fiducia lo sviluppo del lavoro della magistratura», ha detto il responsabile locale del Pd, Adriano Chiulli, «ma certamente se certe accuse venissero confermate il sindaco e questa maggioranza dovrà rispondere politicamente nei confronti dei cittadini di Montesilvano del proprio operato e trarne le dovute conseguenze. Certamente, le ultime notizie rafforzano le preoccupazioni espresse in precedenza dal Gruppo del Partito Democratico e la necessità di riferire e fare chiarezza in Consiglio Comunale sull'attività politica ed amministrativa che questa maggioranza sta svolgendo, colpita da pesanti accuse rivolte da ultimo anche al sindaco della città. Questa amministrazione», ricorda Chiulli, «che aveva promesso un radicale cambiamento e dichiarato alla città di governare soprattutto con trasparenza e legalità, sta dimostrando esattamente il contrario, operando scelte amministrative forse anche peggiori, di quelle che negli ultimi quindici anni la stessa ha fortemente criticato, se consideriamo i metodi e l'unica preoccupazione di assumere persone nuove quando i tanti lavoratori precari si aspettavano di essere stabilizzati e/o confermati, a fronte di un assoluto immobilismo in tutti i settori dell'Amministrazione».
«Riteniamo che», ha aggiunto Chiulli, «in occasione del Consiglio Comunale Straordinario, il sindaco e l'amministrazione Comunale debbano riferire e spiegare all'assise anche sull'attività che si sta svolgendo negli Enti Strumentali del Comune, quali ad esempio l'Azienda Speciale Deborah Ferrigno, il Considan ed il settore dei Vigili Urbani».
E sono molti i fatti da chiarire non ultimi quelli inerenti i quattro lavoratori a progetto non confermati alla Debora Ferrigno o le ultime vicende che riguarderebbero concorsi non regolari anche per l'avanzamento di agenti della polizia municipale.
Nei giorni scorsi infatti gli inquirenti sono andati a sequestrare documenti inerenti concorsi che risalirebbero al 1998 durante la giunta Gallerati.

STRASCICHI DI CICLONE

Mentre una prima fase dell'inchiesta Ciclone si avvia verso il rinvio a giudizio che, dunque, vedrà finalmente l'inizio della fase processuale vera e propria, una seconda parte delle indagini continuerà ancora per alcuni mesi poiché sarebbero moltissimi gli elementi emersi dai riscontri.
Moltissimi i fronti aperti dalla Squadra mobile che sta indagando da oltre un anno e mezzo e che avrebbero riservato anche notevoli sorprese.
Oltre infatti ai lavori che riguarderebbero la strada parco nel tratto montesilvanese, altri sviluppi riguarderebbero gli appalti (in realtà affidamenti diretti) della illuminazione pubblica con l'iscrizione tra gli indagati di Luca Bitondo (come da noi anticipato lo scorso mese di novembre).
Negli ultimi giorni secondo indiscrezioni sarebbero stati rinvenuti documenti che inchioderebbero i vecchi amministratori potendosi ripetersi una situazione di tangenti che la procura ipotizza sullo schema di quelle già accertate per gli appalti del verde pubblico e del Palaroma.
Ma il lavoro degli inquirenti avrebbe ricevuto moltissimi aiuti anche da una ritrovata fiducia di tutti quei cittadini che avrebbero trovato finalmente il coraggio di denunciare moltissime situazioni sospette. E se prima dell'inchiesta il potere di molti amministratori sembrava insuperabile e invincibile, con gli arresti qualcosa è cambiato nell'opinione pubblica.
Tra queste ci sarebbero anche nuove accuse per uno degli indagati che potrebbe difendersi da ipotesi di reato pesantissime e che nulla però avrebbero a che fare con la materia urbanistica.
Un risvolto torbido che sarebbe emerso dopo mesi di sottomissione e paura proprio in seguito all'azione della polizia che avrebbe dato fiducia ai denuncianti. Per quest'ultimo delicatissimo caso le indagini sarebbero alla stretta finale mentre sarebbero già stati raccolti elementi definiti utili.

07/01/2008 8.39