Giorni decisivi per le indagini pescaresi mentre spunta una talpa in procura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Giorni decisivi per le indagini pescaresi mentre spunta una talpa in procura
PESCARA. Riparte più frenetica di prima la vita amministrativa e politica della città di Pescara dopo le festività natalizie, non povere di sorprese e notizie tutte provenienti dall’ambito giudiziario. Rimane al centro dell’attenzione il sindaco del capoluogo adriatico e segretario del Pd abruzzese, Luciano D’Alfonso, che, come avevamo anticipato, è stato ascoltato dal pool di magistrati della procura che sta indagando su ipotesi di corruzione e abuso di un folto gruppo e sui legami con gli imprenditori del mattone.
Cosa è successo nel lungo interrogatorio del 4 gennaio durato oltre 4 ore?
Impossibile saperlo con precisione visto che gli atti sono stati secretati con un provvedimento che fa dedurre la delicatezza di quanto asserito dal primo cittadino e soprattutto per non scoprire troppo le carte anche nei confronti di quanti sono già stati toccati dalla mega inchiesta e di quanti invece ancora potrebbero finire nella lunga lista degli indagati. In questo caso sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati oltre una trentina di persone, forse di più, per le quali gli accertamenti continuano.
Al segreto sono tenuti ovviamente tutti i partecipanti alla riunione in procura e soprattutto il primo cittadino che non potrà parlare di quanto detto con alcuno.
Secondo alcune fonti di procura alle deposizioni spontanee del sindaco si sarebbero affiancate anche domande dei pm inerenti le questioni sollevate dal sindaco e non, dunque, un vero e proprio interrogatorio su nuovi fatti.
Una serie di chiarimenti forniti dal vertice dell'amministrazione pescarese ormai in scadenza per spiegare la sua assoluta estraneità alle vaghe contestazioni finora emerse circa rapporti di fiducia con stretti collaboratori, i rapporti con gli imprenditori e “favori” ritenuti eccezionali dalla procura che potrebbero ravvisare, invece, l'illecito finanziamento ai partiti. In più ci sarebbe per D'Alfonso l'ipotesi di corruzione e la rivelazione di segreto d'ufficio per frasi dette durante una delle conferenze stampa (ma sull'argomento le informazioni che trapelano sono contrastanti e imprecise).
D'Alfonso come anticipato ha parlato del fondaco concessogli dall'imprenditore Aldo Primavera intercettato mentre si lamentava di pagare «tutti» e di ricevere poco in cambio, dell'altro locale in suo possesso in piazza Unione nel quale «sono stati tenuti incontri pubblici di interesse», ha chiarito più volte il primo cittadino.
Questioni, queste, secondo altre fonti investigative, del tutto marginali rispetto alla vasta mole di indizi e prove raccolte durante oltre un anno di indagini della polizia.
Allora di certo c'è che sono tantissime ancora le contestazioni che dovranno emergere e che tireranno dentro presumibilmente molti personaggi eccellenti come dipendenti, collaboratori del sindaco, dirigenti, politici e imprenditori.
Solo da poco, infatti, si è iniziato a parlare della Fondazione Europa Prossima, la fondazione voluta da D'Alfonso e presieduta da Marco Presutti, ex portavoce, e della quale fanno parte professori universitari della D'Annunzio, una schiera di nomi noti dell'area pescarese e Guido Dezio, già braccio destro ed ora dirigente in seguito ad un concorso che, secondo la procura, sarebbe stato irregolare e che è valso al primo cittadino una prima iscrizione nel registro degli indagati.

Ed è probabile che dai nuovi accertamenti degli investigatori potranno emergere nuovi elementi in grado di chiarire meglio la posizione del sindaco ed eventualmente alleggerirla oppure no.
Il sindaco avrebbe anche fornito una prima sommaria ricostruzione della movimentazione di denaro sui conti bancari a lui riconducibili.
Tecnicamente sembrerebbe che nessun avviso di garanzia gli sia stato notificato (documento nel quale si specificano i capi di imputazioni, i fatti contestai ed i reati dai quali iniziare a difendersi).
All'uscita dall'interrogatorio D'Alfonso ha voluto dribblare fotografi e giornalisti, cosa del tutto anomala, anche al telefono è stato avaro di commenti. Chi lo ha visto lo ha descritto molto provato e alterato.

UNA TALPA IN PROCURA

Ma l'hobby principale di moltissimi a Pescara che gravitano intorno al comune è quello di conoscere più elementi possibili in mano agli inquirenti. Elementi che sono e devono rimanere segreti per evitare di compromettere le indagini stesse. Da mesi in Comune c'è l'incubo delle cimici e al telefono si parla il meno possibile.
Altra voce di queste ultime ore vorrebbe che dalla procura siano arrivate informazioni precise sui movimenti degli stessi inquirenti pare direttamente al sindaco D'Alfonso. Un dubbio che si sarebbe rivelato certezza in seguito ad alcuni accertamenti che avrebbero provato in qualche modo la pericolosa e deprecabile fuga di notizie.
Certezze al momento non ve ne sono anche se voci del genere circolavano già da tempo incentivate forse dal piccolo ambiente nel quale i diversi protagonisti si muovono e dalle frequentazioni personali.
La verifica sarebbe stata fatta alcune settimane fa grazie ad un tranello nel quale la talpa sarebbe caduta. E' appena il caso di ricordare come anche nell'altra inchiesta di Montesilvano furono accertate fughe di notizie che potevano danneggiare l'inchiesta con informazioni che venivano sistematicamente passate al sindaco Cantagallo.
Ma in questo caso intercettazioni e pedinamenti avrebbero confermato alcuni comportamenti “strani” che per gli inquirenti potrebbero essere stati indotti da informazioni sfuggite al segreto istruttorio.
E chissà che anche da questo ennesimo mistero non derivino sorprese eclatanti.
In entrambe le conferenze stampa convocate in tutta fretta (dopo le anticipazioni del Messaggero) il sindaco, però, ha sempre ribadito di non conoscere altre informazioni se non quelle riportate dal quotidiano.

DAL PD: FIDUCIA PIENA

Ancora una volta l'istituto della dimissioni nel caso specifico si dimostra assolutamente assente dal background culturale della classe politica locale che, infatti, non solo non si pone il problema ma non ne parla nemmeno.
Se è giusto attendere i riscontri oggettivi dalle indagini per valutare l'eventuale gravità delle accuse, in altri Paesi si ritiene altrettanto giusto anche farsi da parte per potersi meglio difendere e chiarire tutto. Dal Pd, invece, arrivano solo attestati di stima, pacche sulle spalle e dichiarazioni di certezza di assoluta estraneità del segretario regionale D'Alfonso. Nessun dubbio. Per cui sul fronte politico D'Alfonso rimane in sella anche se il clima all'interno del neo partito sarebbe tutt'altro che sereno con il fronte degli oppositori, ora in silente attesa, pronti a prevaricare.

«D'ALFONSO PARLI IN CONSIGLIO COMUNALE»

A parlare di clima surreale è invece Forza Italia che fa notare come lo stesso D'Alfonso miri ad “edulcorare” la realtà dei fatti parlando dapprima di un «contatto», poi di un «confronto», alla fine di «una sorta di lezione “ex catedra” se non di un vero e proprio incontro “seminariale”», dice Forza Italia, «che ha prodotto “un'esperienza formativa e costruttiva” e mai invece di un preciso ed inequivocabile atto di un procedimento penale».
«Va poi ancora considerato», si legge in una nota del partito, «l'incredibile atteggiamento tenuto venerdì pomeriggio da D'Alfonso, entrato ed uscito dalla procura, lui così presenzialista ed amante dei riflettori, come si trattasse di un indagato per un reato infamante che si nasconde di fronte alla luce delle telecamere e dei flash dei fotografi e non come il primo cittadino di una città alla quale avrebbe dovuto dire subito qualcosa rivolgendole una parola tranquillizzante».
Per queste ragioni il gruppo consiliare di Forza Italia si fa promotore di una convocazione straordinaria del Consiglio comunale per ascoltare le dichiarazioni del sindaco «sul “modello Pescara” e per discutere ed approfondire il tema del buon governo che il centrodestra ha sempre posto al centro della sua attività di opposizione responsabile da quando si sono cominciate a delineare situazioni poco trasparenti già censurate dalla giustizia amministrativa e non da oggi sotto le lenti di quella penale».

LE ALTRE INCHIESTE PRONTE AD ESPLODERE

Ma se l'attenzione degli ultimi giorni si sono concentrate sull'indagato eccellente non bisogna dimenticare le altre che pure potrebbero contribuire a mettere in luce tasselli importanti della politica pescarese e dei suoi intrecci.
Alle battute finali, infatti, è quella inchiesta che riguarda i presunti falsi che avrebbe ad oggetto migliaia di multe annullate da parte di una quarantina di vigili urbani che sarebbero indagati in seguito ad un esposto dell'attuale comandante Ernesto Grippo.
C'è poi l'altra inchiesta sugli stabilimenti balneari ed i presunti abusi edilizi che coinvolgerebbe un numero enorme di persone che potrebbero essere iscritte tra gli indagati. L'ultimo passo di questa inchiesta è stato il sequestro dello stabilimento della famiglia De Cecco e l'avviso di garanzia per lo stesso De Cecco, l'assessore Padovano, lo stesso comandante dei vigili Grippo ed il capitano della polizia municipale Fabio Ballone.
Ancora qualche giorno fa la finanza è entrata negli uffici della polizia municipale per sequestrare altri documenti che potrebbero incastrare il vertice dei vigili.
A Grippo la procura contesta un comportamento “blando” nei confrotni delle violazioni accertate allo stabilimento “Les Paillottes”. Invece di irrogare il provvedimento di chiusura Grippo e Ballone avrebbero emesso una semplice diffida a carico del titolare del locale per il controllo dei limiti di affluenza di clienti nel locale.
Allora, tutti si augurano una giustizia celere, peccato che proprio gli indagati eccellenti dimentichino troppo spesso con quali mezzi e con quanto personale le procure siano costrette a svolgere indagini a causa del continuo taglio dei fondi e di leggi che hanno avuto l'effetto di “impoverire” e affossare l'azione degli investigatori.
07/01/2008 8.11