Il Mario Negri sud conferma:«il Centro oli dell’Eni è nocivo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Il Consorzio Mario Negri Sud, ha completato e ha fatto pervenire lo studio che era stato commissionato dalla Provincia di Chieti, in merito alla ricaduta ambientale dell’insediamento Eni di Ortona.
Il Presidente della Provincia, Sen. Tommaso Coletti, ha fatto recapitare una copia al Presidente del Consiglio Provinciale, Agostino Monteferrante ed ai capi gruppo consiliari, per dare loro l'opportunità di consultarla e approfondirla.
Il Presidente Monteferrante ha affermato che convocherà al più presto la conferenza dei capi gruppo per discutere e fissare la data per un apposito Consiglio Provinciale su questo argomento.
Lo stesso documento, dopo lo stralcio iniziale, il Sen. Coletti lo ha inviato al Presidente della Giunta Regionale, Ottaviano Del Turco, al quale ha chiesto, già da tempo, anche la convocazione di un tavolo, con tutti gli attori interessati al Centro Oli di Ortona, .
Lo studio completo redatto dal Mario Negri, conferma quanto evidenziato nella prima sintesi, ovvero che «le ricadute di anidride solforosa, di monossido di carbonio e di ossidi di azoto sono superiori rispettivamente fino a 5, 15 e 20 volte ai valori stimati nello studio d'impatto ambientale, ma che comunque rientrano nei limiti imposti dalle leggi relative alla protezione della salute. Tali valori però possono subire ulteriori aumenti, con ripercussioni negative sull'ecosistema e sull'agricoltura».
Il Consorzio nelle sue conclusioni consiglia di «avviare un confronto tecnico , critico ed informato tra i protagonisti della vicenda; l'acquisizione e la integrazione delle analisi ed una attività di informazione bilanciata ed adeguata presso le popolazioni interessate».

IERI IL PD HA VOTATO NO ALL'EMENDAMENTO

L'AQUILA. Poteva essere un giorno importanti per le sorti del centro Oli, quella di ieri. Ma così non è stato e la maggioranza in consiglio regionale sembra compatta nell'andare avanti, nonostante nelle scorse settimane sembrasse che qualcuno volesse tirare il freno a mano.
E sulla vicenda, ancora una volta, si ripercuotono le diatribe interne al Partito Democratico. Se il segretario regionale (D'Alfonso) si era detto disposto a trovare una soluzione per salvaguardare il territorio abruzzese, i suoi rappresentanti in consiglio regionale hanno, di fatto, agito in modo diverso.
«Sul Centro Oli di Ortona il Pd ha gettato la maschera», ha commentato il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano all'indomani del voto sull'ammissibilità del suo emendamento alla finanziaria regionale che, nelle more della istituzione del Parco della Costa Teatina, prevedeva la sospensione delle autorizzazioni per l'insediamento di impianti industriali ad alto impatto ambientale.
Ma al momento della verità, gli unici a schierarsi a favore dell'emendamento sono stati i consiglieri di opposizione e quelli dell'Idv, mentre il resto dell'aula si è espressa contro, «con la singolare posizioni di alcuni», commenta Di Stefano, «che, a parole, negli ultimi mesi, hanno espresso più volte forti perplessità ma, richiamati all'ordine, hanno optato per una pilatesca astensione».
E Di Stefano attacca anche Luciano D'Alfonso, segretario regionale del
Pd: «lui è il vero sconfitto di questa vicenda che si è battuto per rivedere il progetto dell'insediamento dell'Eni-Agip, e che per questo si è recato anche a Roma dal Ministro all'ambiente, ma è stato sconfessato dai suoi sodali di partito: neanche uno dei quindici consiglieri aderenti al soggetto unitario Ds-Margherita si è schierato a favore dell'emendamento».
«Sarei curioso – ha sostenuto ancora il consigliere – di vedere con che faccia si presenteranno di nuovo ad Ortona l'assessore Verticelli e gli esponenti del centrosinistra che a chiacchiere hanno preso una posizione e poi, nei fatti, hanno assunto altre determinazioni, tutt'al più astenendosi, vedere con che coraggio verranno a spiegare quanto a loro poco importa del futuro di un territorio a forte vocazione agricola e turistica, tanto più dopo che il Mario Negri Sud ha diramato dati allarmanti sulle ricadute negative che il progetto potrebbe avere sull'ambiente e sulla salute dei cittadini» ha sostenuto ancora il consigliere».
Ma intanto la protesta dei cittadini di Ortona e dintorni non si placa. «Sabato pomeriggio», annuncia Giorgio Rigon del Comitato Natura Verde, «anche i giovani gruppi pop e rock abruzzesi vogliono dire No al Centro Oli. E lo fanno nell'ambito di una manifestazione musicale, organizzata dal Comune di Francavilla per le festività natalizie, appunto presso il palazzo Sirena».

29/12/2007 14.38