Imprese balneari, da Abruzzo, Marche e Molise parte la mobilitazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il 18 gennaio a Montesilvano manifestazione unitaria contro il nuovo balzello retroattivo
Sono feste di fine anno all'insegna della mobilitazione quelle che stanno trascorrendo le imprese balneari di Abruzzo, Marche e Molise. Sulle loro teste infatti pende una spada di Damocle pericolosa, capace di cancellare all'improvviso centinaia di piccole e medie aziende.
A tutte le imprese infatti viene chiesto di pagare un canone con gli aumenti Istat a partire – con valore retroattivo – dal 1994.
In più ad una parte delle imprese (quelle titolari delle cosiddette pertinenze) viene chiesto di pagare un canone calcolato non più sul valore tabellare ma su quello commerciale, con aumenti che vanno dall'800 al 1000 per cento rispetto a quanto pagato l'anno precedente, mettendo fuori mercato in questo modo centinaia di imprese.
Oltre al danno, tuttavia, anche la beffa: capita infatti che ad imprese operanti sullo stesso litorale siano riservati trattamenti diversi.
Ogni impresa rischia dunque di trovarsi costretta a versare da un minimo di 25 mila euro fino a somme di 120-130 mila euro, a seconda dell'estensione e della tipologia della concessione. Un salasso che metterebbe in crisi l'intero settore.
«Nonostante le ripetute sollecitazioni di tutte le associazioni di categoria», dice il presidente di Fiba-Confesercenti Abruzzo Antonio La Torre, «un parlamento sordo ed un governo inadempiente stanno condannando a morte in tutta Italia migliaia di imprese a conduzione familiare, volano dell'economia turistica di interi territori e produttori di ricchezze di cui beneficiano le comunità».
Il rischio questa volta è alto: «se passa la linea del governo, le imprese saranno costrette a chiudere, e dopo il commercio anche il turismo sarà consegnato nelle mani dei grandi capitali finanziari».
È per questo che la Fiba, la più rappresentativa associazione di categoria delle imprese balneari, ha deciso di mobilitarsi anche durante le feste di fine anno e di unire le energie di Marche, Abruzzo e Molise, tre regioni accomunate da una forte presenza di piccole e medie imprese e che vedono nello sviluppo turistico l'unica occasione di rilancio delle proprie economie.
Il 18 gennaio, a Montesilvano, si terrà infatti una grande manifestazione delle tre regioni nell'hotel Sea Lion, dove parteciperanno gli imprenditori di Abruzzo, Marche e Molise alla presenza di parlamentari, esponenti del governo e degli enti locali per salvare il turismo, l'economia ed il lavoro delle tre regioni.
«La costa abruzzese vive una situazione di emergenza» dicono per Fiba Abruzzo Ciro Gorilla, Flaminio Lombi , Dino Montefusco e Simone Lembo, «ci sono Comuni senza piani spiaggia, le risorse per la costa sono in diminuzione e siamo in perenne emergenza erosione. Eppure sulla costa si produce gran parte del turismo e dell'economia di questa regione».
Durante le festività si continuano a tenere incontri e assemblee lungo la costa, e nello stesso tempo gli uffici legali di Fiba Confesercenti continuano a studiare le forme per contrastare la decisione del governo.
Alla mobilitazione straordinaria stanno lavorando l'intera Confesercenti, consapevole dell'elevatissimo rischio che stanno correndo le imprese turistiche in questa sfida.
«Ora il vaso è colmo» dice infatti il segretario regionale di Confesercenti Enzo Giammarino, «il sistema delle piccole e medie imprese ha pagato un tributo fin troppo elevato alla finta modernizzazione, che altro non è che una consegna dell'economia italiana nelle mani di pochi grandi capitali. Non permetteremo che anche nel turismo siano spazzate via le imprese che hanno costruito l'Italia del benessere per far posto a pochi giganti. Non permetteremo che anche questa volta l'Italia si accorga troppo tardi dei suoi errori».
28/12/2007 11.03