Les Paillotes:dipendenti protestano, accusano Acerbo e il ristorante non riapre

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una cinquantina di persone hanno manifestato questa mattina davanti allo stabilimento Les Pailottes di proprietà di Filippo Antonio De Cecco posto sotto sequestro preventivo martedì scorso. SABATO CONTROMANIFESTAZIONE DI MARELIBERO
Dalla scorsa settimana lo stabilimento-ristorante è chiuso. Sigilli sulla struttura per le presunte irregolarità nel rilascio delle concessioni demaniali da parte del Comune e riposo forzato per i dipendenti che oggi sono scesi in strada a protestare.
Si sono uniti al corteo della protesta anche diversi dipendenti del gruppo De Cecco.
A scatenare la manifestazione di protesta è stato il rigetto, deciso dal gip del Tribunale di Pescara, di poter riaprire, in esercizio provvisorio, almeno il ristorante della struttura che aveva già ricevuto numerose prenotazioni per il periodo natalizio.
Ma niente da fare.
Non c'è cenone natalizio o di capodanno che tenga.
Tra slogan, striscioni e volantini (tra cui spiccavano "Pescara il turismo da Acerbo direttamente sott'acqua" e "lavoro e turismo sotto sequestro") i manifestanti hanno puntato il dito soprattutto contro il deputato di Rifondazione, Maurizio Acerbo, che ha "sposato" la causa del dottor Cipollone, un privato che aveva presentato numerosi esposti contro Les Paillotes anche per rumori molesti.
I manifestanti hanno continuato a sostenere che la struttura, così come aveva precisato lo stesso Filippo Antonio De Cecco a poche ore dal sequestro preventivo, «ha tutte le autorizzazioni e i permessi necessari ad esercitare l'attività».
Gli abusi edilizi che contesta la Procura sarebbero da ricondursi al mancato rispetto del cosiddetto piano spiaggia.
Il sindaco D'Alfonso dovrebbe ricevere in giornata una delegazione dei dipendenti della struttura e intanto Acerbo non sembra toccato più di tanto dalla notizia che lo vede al centro delle contestazioni e anzi esprime solidarietà ai dipendenti De Cecco.
«Considerato il numero dei partecipanti», ha commentato il consigliere comunale, «ovviamente non si tratta solo di coloro che lavoravano allo stabilimento balneare, ristorante, pizzeria, discoteca. Ma si sa che il gruppo De Cecco ha tanti dipendenti. Forse ci sono anche altri balneatori, coinvolti nelle inchieste per abusi, che danno man forte».
Lamentare la perdita di circa 100 posti di lavoro a causa della chiusura di Les Paillottes secondo Acerbo è esagerato: «numeri gonfiati ed è evidente che a manifestare non sono solo i "pallottiani". La cosa non ci sorprende e ne eravamo già informati».
Ma il deputato non da segnali di "cedimento": «è l'inizio di una campagna per difendere gli abusi edilizi sulla spiaggia. In Abruzzo siamo abituati a questo genere di iniziative (vedi cliniche private). Esprimiamo, come sempre, la nostra vicinanza alle maestranze in lotta per il posto di lavoro anche quando sbagliano obiettivo. Non possono essere i lavoratori a pagare le conseguenze di iniziative imprenditoriali avventate. Non è colpa dei lavoratori se sono stati commessi abusi sul demanio marittimo.
Il cavalier De Cecco ha il dovere di individuare soluzioni occupazionali che restituiscano serenità a questi lavoratori. Non dovrebbe essere difficile per il cavaliere aprire un ristorante, una pizzeria e una discoteca dove ricollocare le maestranze. Siamo sicuri», ha concluso Acerbo, «che il Cavaliere con grinta imprenditoriale saprà far fronte alle preoccupazioni dei suoi dipendenti.
E' evidente che la controparte dei lavoratori non può essere la Guardia di Finanza, né la magistratura, tanto meno l'amministrazione comunale».
«Riteniamo che la vera controparte della situazione che si è venuta a creare con il sequestro preventivo dello stabilimento», ha aggiunto l'associazione Marelibero, «sia la società Portanuova Enterteinment nella persona del Cavalier De Cecco. Non può essere l'illegalità a garantire posti di lavoro. Se così fosse saremmo in un paese senza futuro, irrimediabilmente condizionato solo da interessi economici».
Si sono registrati comunque molti momenti di tensione oltre slogan decisamente non politically correct.
Alcuni esponenti del comitato Marelibero sarebbero stati strattonati mentre il signor Cipollone oltre ad essere tirato in ballo più volte anche con striscioni non decisamente piacevoli sarebbe stato costretto a rientrare in casa da alcuni manifestanti.
Cipollone è il vicino di casa dei De Cecco e confinante con lo stabilimento ed anche il primo a presentare esposti e lamentarsi dei presunti abusi che avrebbero avuto ripercussioni serie sulla sua proprietà.
Una manifestazione è stata annunciata per sabato alle 11 in piazza Primo Maggio nei pressi della Nave di Cascella organizzata dal comitato Mare Libero alla quale parteciperanno anche esponenti politici.

27/12/2007 16.11