Ciclone concorsi. Montesilvano: ancora sospetti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Ciclone concorsi. Montesilvano: ancora sospetti
MONTESILVANO. Un esposto anonimo, uscito probabilmente dalla stessa maggioranza politica che governa Montesilvano. Una lotta intestina tra le forze del centrodestra che avrebbero cercato di ottenere, per vie poco politiche, quello che la spartizione di poltrone non era riuscita ad assicurare.
Che su quei concorsi ci fosse un sentore di raccomandazioni lo sapevano tutti. Che quei 16 posti fossero ambiti, anche questo, era cosa nota. Che le selezioni pubbliche non fossero lo specchio di quella trasparenza che il sindaco Cordoma sbandiera da sei mesi, qualcuno lo aveva messo in dubbio. PrimaDaNoi.it lo aveva scritto 12 ore prima del blitz della polizia in casa degli amministratori pubblici e dei partecipanti al concorso che forse dalla graduatoria resa pubblica si poteva scorgere qualche anomalia

E così la pensa anche la magistratura che ha aperto una inchiesta per verificare che le selezioni dei candidati siano avvenute regolarmente.
E sotto lo sguardo attento del pm Di Florio questa volta è finito il centrodestra, ovvero quella maggioranza che appena sei mesi fa aveva fatto promesse e utilizzato la spinta del Ciclone (che aveva spazzato Cantagallo & Co) per pulirsi la faccia e crearsi una onorabilità.
Una onorabilità ancora intatta, probabilmente, fino all'accertamento del contrario ma che ormai è macchiata e si trascina dietro una coda lunga di 16 indagati.
Montesilvano sembra destinata a rivivere un altro scandalo.
A condurre le indagini ancora la Squadra mobile diretta da Nicola Zupo.
Qui la "buona politica" sembra destinata a finire sotto controllo e questa volta sarebbero bastati pochi mesi per cadere in fallo.
Tutto ruoterebbe intorno ad alcuni concorsi e ad alcuni "aiutini" che sarebbero serviti, secondo la ricostruzione del Pm Di Florio, ad aiutare questo o quel candidato, amici di amici ma anche parenti di chi oggi amministra la macchina cittadina.
Quattro selezioni scritte - che non sarebbero state proprio un modello di trasparenza - che si sono svolte nel mese di settembre, ad appena due mesi dall'insediamento della nuova giunta.
La prova orale, invece si è svolta nei primi 15 giorni di dicembre e bisognerà adesso accertare che a sostenere la seconda parte dell'esame siano state veramente le persone più preparate.
In palio c'erano appena 16 posti: 2 per istruttori amministrativi, 3 per istruttori direttivi amministrativi, 8 per istruttori tecnici, 3 per istruttori direttivi tecnici.
La partecipazione era stata massiccia: quasi 1400 candidati arrivati da tutta Italia.
E più persone avrebbero partecipato nelle stesse ore a diverse selezioni, aggiudicandosi in meno di 12 ore un sospetto en plain: 80 risposte esatte su 80 e posto assicurato.

ABUSO D'UFFICIO E RIVELAZIONE DI SEGRETI D'UFFICIO

Si ipotizzano i reati di abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio per gli amministratori pubblici che secondo l'accusa avrebbero fornito le risposte esatte ai quiz.
Fogli con le risposte esatte che sarebbero arrivati anche a chi quelle risposte non avrebbe dovuto conoscerle in anticipo.
Il classico aiutino per far passare i propri protetti, un modus operandi che segna da decenni le selezioni concorsuali di mezza Italia ma che a Montesilvano, ancora moribonda e con ferite che stentano a cicatrizzarsi, non passano inosservate.
Così sarebbe scattato l'esposto da parte di chi, pare, dall'interno della stessa coalizione si sarebbe ribellato, forse perché deluso da un nuovo corso che stenta ad arrivare, forse perché non gli era stata assicurato l'ingresso di qualche altro protetto.
Si sa, tutti hanno famiglia….
E così è scattata la perquisizione notturna alla ricerca della prova
regina: quel foglietto con le risposte esatte. Non sarebbe stata trovata a casa dell'assessore all'Urbanistica Corrado Carbani, e del capogruppo e consigliere comunale di Forza Italia, Luigi Marchegiani che si sono detti completamente meravigliati di questo nuovo filone di indagini.
Marchegiani nei giorni scorsi ha giurato e spergiurato la sua assoluta estraneità, annunciato una querela contro ignoti per «salvaguardare il mio buon nome e la mia onorabilità» e presentato anche le sue dimissioni dal partito, rispedite al mittente.
Sì, perché questa volta il partito si è stretto intorno al suo uomo.
Nel registro degli indagati sarebbe finito anche il segretario provinciale di An (partito del sindaco Cordoma), Lorenzo Sospiri.
E oggi il Pd, vecchio ricordo di una Margherita falciata dall'inchiesta Ciclone torna all'attacco.
Il capogruppo consiliare Adriano Chiulli, ha presentato una interragozione che probabilmente troverà risposta il prossimo 28 dicembre per chiedere al sindaco di rispondere e spiegare all'assise della città sulle irregolarità dei concorsi appena conclusisi.
«Il sindaco», scrive oggi Chiulli, «dopo aver ripetuto per mesi sia durante la campagna elettorale che dopo le elezioni, che la sua amministrazione avrebbe dato a Montesilvano trasparenza e legalità, ha il dovere più di chiunque altro di dare spiegazioni precise e dettagliate sulle procedure concorsuali, che si svolgono con una indagine della Magistratura che ipotizza gravi irregolarità ed abusi.
E la cosa è ancora più grave se si considera che questi concorsi sono stati indetti da questa Amministrazione, quale primo atto di gestione dopo i primi sei mesi nel corso dei quali non ha prodotto alcun atto veramente significativo per la Città di Montesilvano».
E Chiulli qualche settimana fa aveva presentato un'altra interrogazione per chiedere le ragioni «reali che avevano spinto l'Ente a procedere a nuovi concorsi per coprire i medesimi profili professionali per cui esisteva già una graduatoria e una sfilza di precari, ha risposto che i concorsi erano stati fatti perché l'Amministrazione aveva valutato l'esigenza di dover coprire quei posti con "elevate specializzazioni" e quindi i lavoratori precari già con comprovata esperienza e professionalità non potevano essere stabilizzati ma andavano a casa alla scadenza del contratto».
Cordoma oggi ostenta tranquillità. Nei giorni scorsi ha capito da solo che quello che stava accadendo potrebbe compromettere la sua ma si è detto tranquillo.
E questo periodo dell'anno per Montesilvano sembra ormai maledetto.
Tra blitz notturni e sequestri in Comune a fine anno, a palazzo di città, è sempre tempo di buoni propositi per il futuro.

Alessandra Lotti 27/12/2007 8.44