Dopo 16 anni l’Opm ha lasciato Sulmona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Da oggi Sulmona non sarà più la sede del Comando generale dell’Organizzazione penitenziaria militare. Con una cerimonia sobria di chiusura, svoltasi ieri mattina alla presenza delle autorità istituzionali e militari cittadine, si è consumato l’ultimo atto del trasferimento del comando dell’Opm da Sulmona a Santa Maria Capua Vetere.
Un addio annunciato, sancito dalla chiusura definitiva della caserma “Umberto Pace”, da 16 anni sede del comando e immobile storico per la tradizione militare della città.
«Il trasferimento da Sulmona» ci spiega il maresciallo D'Alessandro,«è stato disposto per accorpare il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dal 2005 l'unico rimasto in Italia, alla divisione di comando, che nel frattempo è venuta meno anche nella funzione di coordinamento generale dei tre penitenziari nazionali. Dal 2001 al 2005, infatti, con la riorganizzazione delle strutture militari, sono stati soppressi i carceri di Peschiera e Roma-Forte Boccea».
Un trasferimento logistico, dunque, che tuttavia segna un'importante perdita per una città, da sempre legata alla presenza delle forze militari, come ha ricordato il generale Celeste Rossi, a capo del comando da quattro anni, e che oggi passa il testimone al colonnello Raffaele D'Ambrosio, proveniente dal Raggruppamento Unità Addestrative di Capua.
«Fino ad oggi, l'unico precedente di abbandono dalla città è stato nel 1958, ma allora le motivazioni erano date soprattutto da emigrazione e disoccupazione», ha detto il generale nel suo discorso, precisando il contributo dell'insediamento alla vita economica e militare di Sulmona. Concetto che ribadisce anche a noi, in maniera più esplicita, dicendo che «questo è un primo pezzettino che se ne va della storia di questa città. Piccolo, ma che concorre a non dare respiro alla realtà economica e di sviluppo».
Consapevolezza di un declassamento non solo militare, ben nascosto dalle ragioni tecniche e che fa percepire lo stallo di una realtà importante del Centro Abruzzo come Sulmona.
Inevitabile, tuttavia, bloccare la decisione dello Stato Maggiore, che ha agito per pure esigenze militari e che ha ascoltato una politica che «ha fatto il suo lavoro», come ci dice timidamente il commissario straordinario Luciana Crisi.
Vale a dire prendere atto ed esprimere dispiacere, come sta avvenendo anche per il 57esimo Battaglione Fanteria Abruzzi, prossimo alla chiusura.
Con la dismissione della caserma e il trasferimento del comando, i trenta militari di truppa in forza a Sulmona rientreranno nella sede di Santa Maria Capua Vetere, da dove provenivano, mentre il personale civile sarà reimpiegato presso il 57esimo Battaglione. Solo temporaneamente, visto che dal 2008 anche quest'altro reparto delle forze armate dirà addio a Sulmona.

Angela Di Giorgio 22/12/2007 10.56