L'Aquila. Messa in Tribunale, scoppia la polemica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Da un lato una messa celebrata in Tribunale in occasione del Natale e un avvocato laico che insorge. Dall'altro lato il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla che chiede tolleranza e fratellanza e organizza a Pescara un capodanno multietnico. Ma l'Abruzzo è pronto per far convivere culture e tradizioni diverse?
A guardarla da quello che è successo oggi in Tribunale all'Aquila sembrerebbe proprio di no. Perché sebbene l'Italia sia uno Stato laico (tanto assicura la Costituzione) si è riusciti ad organizzare in Tribunale una santa messa.
E l'avvocato laico (meglio di altra religione, cioè non cattolico) di turno è sbottato.
E' successo questa mattina nel corso di una messa nella sala del Consiglio dell'Ordine degli avvocati dell'Aquila.
L'avvocato Dario Visconti (che si definisce "praticante Zen") e il presidente dell'Unione dei Musulmani d'Italia Adel Smith, più volte difeso in alcune cause dallo stesso legale, hanno scritto una lettera al presidente dell'Ordine degli avvocati con la quale manifesta la sua critica sul fatto che «il luogo deputato alla difesa delle leggi sia diventato un luogo di culto della confessione cattolica».
Per Adel Smith si tratta di «una cosa stupida e vergognosa, poichè il tribunale non è un luogo di culto. Non c'è imparzialità - aggiunge -nè neutralità. Per questo tipo di funzioni ci sono chiese e basiliche».
«Non ho più parole, è una cosa terribile – aggiunge l'avvocato Visconti - io porto avanti una battaglia per la laicità e per il rispetto delle culture e di tutte le religioni, per una convivenza civile. C'e' - per il legale - una evidente disparità di trattamento. Io - osserva – non avrei mai potuto organizzare una celebrazione buddista alla sala degli avvocati. Loro, invece, si sentono in diritto di farlo. Io sto conducendo una battaglia per la laicità dello Stato».

Ma intanto Melilla pensa ad un capodanno multietnico «per una Pescara cosmopolita e tollerante».
Qui la tolleranza sarà l'ingrediente fondamentale, così come il pieno rispetto delle tradizioni altrui.
Il presidente del consiglio comunale, dati alla mano (4.381 gli stranieri residenti in città) pensa che si possano far convivere culture differenti.
E per questo insieme alla consigliera aggiunta Latifa Belkacem e con la Consulta comunale degli stranieri ha organizzato il Capodanno Multietnico.
L'ultima notte dell'anno, dalle 21 in poi presso l'ex Mattatoio, in via Gran Sasso, gastronomia, musica e tradizioni dei "pescaresi del mondo" si mescoleranno per una festa in cui il denominatore comune sarà la fratellanza tra i popoli e l'amicizia senza confini di razza, sesso e religione. In occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione italiana, il presidente Melilla consegnerà ai presenti una copia tradotta in dodici lingue.
E lì, forse, anche Visconti si troverebbe a suo agio.

21/12/2007 14.39