Sequestro Les Paillotes. De Cecco: «avevamo tutti i permessi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'INCHIESTA SUI BALNEATORI PESCARA. A quasi quarantotto ore dal sequestro dello stabilimento balneare Les Paillotes la famiglia De Cecco dirama un comunicato stampa. Lo fa per «una informazione corretta e completa», lo fa per spiegare le carte contestate dalla Procura e per spiegare come lo stabilimento si sia trasformato negli ultimi cinque anni. GRIPPO:«CON GLI ABUSI EDILIZI NON C’ENTRO»





L'INCHIESTA SUI BALNEATORI



PESCARA. A quasi quarantotto ore dal sequestro dello stabilimento balneare Les Paillotes la famiglia De Cecco dirama un comunicato stampa. Lo fa per «una informazione corretta e completa», lo fa per spiegare le carte contestate dalla Procura e per spiegare come lo stabilimento si sia trasformato negli ultimi cinque anni.



GRIPPO:«CON GLI ABUSI EDILIZI NON C'ENTRO»


Si chiariscono così in una lettera tutti i passaggi dalla prima autorizzazione edilizia del 2002, ai vari permessi di costruire rilasciati nel periodo 2003-2004.
«Lo stabilimento, nella sua conformazione plano-volumetrica attuale come rappresentata dalle fotografie dell'epoca, è stato acquistato dalla società nel 2001», spiega la Porta Nuova Entertainment S.r.l..
Lì un tempo sorgeva uno stabilimento balneare della famiglia Padovano (anche l'assessore infatti risulta indagato).
Una piccola struttura, messa a confronto con quella che oggi è diventata Les Paillotes.
E per dar vita al nuovo corso i De Cecco avrebbero messo in moto la macchina amministrativa e richiesto i permessi necessari per costruire.
«Dal 2002 fino al giugno 2004», spiega la società, «la proprietà si è prodigata nella esecuzione di ammodernamenti estetici e funzionali della struttura immobiliare mantenendone l'ingombro plano-volumetrico originario».
Nuovi lavori quindi, tutti autorizzati, secondo i De Cecco e soprattutto che non avrebbero modificato la volumetria.
E la Porta Nuova Entertainment S.r.l. che oggi racconta i vari passaggi è categorica: chi chiede un permesso e poi lo ottiene, esegue i lavori.
Ovvero, una volta che arriva l'ok dall'alto ci si sente in pieno diritto di fare quanto autorizzato e lo si fa «nella consapevolezza di agire in conformità delle prescrizioni della pubblica amministrazione (nel caso di specie 13 Enti )».
Quindi, se il Comune autorizza perché non si dovrebbe costruire?
«Non possiamo, evidentemente, ipotizzare che la pubblica amministrazione possa consumare una illegittimità nell'esercizio delle sue funzioni, peraltro dello stesso tipo per tutti gli stabilimenti oggetto di miglioramenti».
E il sequestro preventivo della struttura è stato fatto «sulla scorta di specifici provvedimenti autorizzativi», proprio della pubblica amministrazione, «quasi tutti puntualmente enunciati dal Gip del tribunale di Pescara nel provvedimento cautelare».
E tra questi ci sono «l'autorizzazione edilizia n. 202 Suap 2002 rilasciata il 7 giugno 2002; il permesso di costruire n. 131 Suap 2003 rilasciato il 23 ottobre 2003; e altri tre permessi di costruire rilasciati il 26 maggio 2004, il 16 giugno 2004 e il 9 dicembre 2004».
Insomma la tesi difensiva appare chiara: noi abbiamo ottenuto i permessi ed abbiamo costruito, se i dipendenti pubblici hanno commesso illegali noi non c'entriamo.
«Tutti i provvedimenti elencati sono stati rilasciati all'esito della prescritta, attenta, scrupolosa istruttoria eseguita da parte di 12 Enti che, all'esito della stessa, hanno rilasciato i prescritti pareri favorevoli ed i relativi nulla-osta». Tutto regolare quindi, secondo la versione fornita dalla società di De Cecco.
«Nello stesso arco temporale 2002-2007», continua la nota, «nella città di Pescara sono stati migliorati in termini estetici e funzionali molti altri stabilimenti balneari per i quali la pubblica amministrazione ha rilasciato i permessi seguendo lo stesso criterio interpretativo della normativa vigente ed in itinere».
E questo è certamente innegabile: negli ultimi anni, infatti si è assistito ad una vera rivoluzione estetica e strutturale degli stabilimenti balneari, alcuni dei quali da piccoli chioschetti sono diventati vere e proprie costruzioni (a volte addirittura raddoppiando volumetrie e mangiando metri di sabbia).
«Il sequestro dello stabilimento Lido delle Sirene-Café Les Paillotes», spiegano ancora i De Cecco, «da parte del Pubblico Ministero e del Gip del Tribunale di Pescara», è avvenuto in quanto «i provvedimenti amministrativi, per quanto sopra rilasciati a tutti gli stabilimenti balneari oggetto di miglioramenti, siano illegittimi, a loro dire, per il mancato rispetto dell'articolo 15 della Legge Regionale 141/1997 e dell'articolo 60 delle NTA del PRG di Pescara, facendo derivare, dalla illegittimità, qualificata illiceità da parte dei predetti Magistrati, la irregolarità e, con essa, la abusività di quanto eseguito in virtù dei provvedimenti rilasciati».
La palla ora passa la giudice che dovrà decidere sul dissequestro. In ogni caso le indagini continuano a prescindere dalla singola pronuncia cautelare.
In questo filone di indagine sono finite in totale 15 persone tra cui l'assessore Padovano, il comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo ed il capitano dei vigili Fabio Ballone.

21/12/2007 9.05

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13083]IL SEQUESTRO ED I COMMENTI SULLA VICENDA[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13092]LA MAXI INCHIESTA E LE ACCUSE AI DIPENDENTI DI COMUNE E REGIONE[/url]

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GRIPPO:«CON GLI ABUSI EDILIZI NON C'ENTRO»

Non è collegata ai presunti abusi edilizi relativi allo stabilimento balneare "Les Paillotes", sui quali sta indagando la procura pescarese, l'ipotesi di reato dell'informazione di garanzia emessa nei confronti del comandante della Polizia Municipale, Ernesto Grippo. Lo ha reso noto lo stesso comandante.
Cosa che tra l'altro i lettori di PrimaDaNoi.it già sapevano come spiegato lo stesso giorno dei sigilli allo stabilimento de Cecco.
«La condotta che mi viene contestata – fa sapere oggi il comandante Ernesto Grippo- è conseguente alle attività di polizia amministrativa, disposte, su iniziativa di questo Comando, e posta in essere dalla Polizia Municipale per vigilare sul rispetto delle norme del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e delle norme sulla quiete pubblica».
«La Polizia Municipale ha condotto, nei primi mesi del 2007 - aggiunge il comandante - sopralluoghi ed ispezioni anche a carico dello stabilimento 'Les Paillotes' per verificare il rispetto della normativa in materia acustica (in collaborazione dei tecnici Arta), della normativa sulla pubblicità e quella relativa alla capienza dei locali di intrattenimento».
«All'esito dei controlli a carico del suddetto stabilimento sono stati elevati verbali per violazioni delle norme sull'impatto acustico e sulle affissioni pubblicitarie. Nel contesto di tale attività di polizia amministrativa, svolta, lo ribadisco, su iniziativa di questo Comando, mi viene contestato di aver posto in essere un'attività omissiva abusando del mio ufficio a vantaggio del titolare dello stabilimento».
Grippo poi annuncia che risponderà «serenamente a tali contestazioni nelle sedi opportune per affermare l'insussistenza di ogni addebito a mio carico ma da subito chiederò tramite il mio legale lo stralcio del provvedimento che mi riguarda da quello relativo ai presunti abusi edilizi».
La procura di Pescara contesta a Grippo e al capitano Ballone la mancata chiusura del locale in seguito alle violazioni riscontrate. Al titolare del locale infatti venne notificata una diffida e non l'ordinanza di chiusura.

21/12/2007 15.11