L'imprenditore Ciarrapico indagato per truffa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Guai in vista per l'imprenditore ciociaro Giuseppe Ciarrapico che nel 2003 è sbarcato in Abruzzo con il quotidiano Abruzzo Oggi.
L'imprenditore è finito nel registro degli indagati con l'accusa di aver incassato indebitamente una parte cospicua dei contributi pubblici ricevuti come editore di otto giornali locali.
Per questo sono stati sequestrati alla presidenza del Consiglio 2,5 milioni di euro che stavano per essere erogati per l' attività delle testate del 2006.
Ma Ciarrapico, secondo gli investigatori, sarebbe già riuscito a far sparire una ventina di milioni di fondi per l'editoria negli anni 2002, 2003, 2004, 2005, soldi che sarebbero finiti in una banca del Lussemburgo.
Ad indagare è il nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Roma e l'inchiesta sarebbe partita dopo una puntata del programma Report che aveva affrontato il tema dei finanziamenti pubblici ai quotidiani.
Giuseppe Ciarrapico è sbarcato in Abruzzo nel 2003 con il quotidiano Abruzzo Oggi che è andata così ad arricchire la serie di giornali in suo possesso: Nuova Viterbo Oggi, Ciociaria Oggi, Nuovo Molise, Nuova Rieti Oggi, Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi.

«HA INCASSATO IL DOPPIO DEI SOLDI»

Secondo l'accusa l'imprenditore avrebbe incassato il doppio dei soldi che avrebbe dovuto avere come contributo pubblico per i suoi otto giornali.
Nei giorni scorsi sono così scattate una ventina di perquisizioni nelle sedi di alcuni dei quotidiani, delle società che stampano i giornali. Sono stati acquisiti anche i libri contabili e i documenti fiscali che saranno adesso passati al setaccio dalla Guardia di Finanza.
Ma come ha fatto Ciarrapico ad ottenere più soldi pubblici rispetto a quanti gliene spettavano? Secondo la ricostruzione della Procura l'imprenditore avrebbe fatto figurare sulla documentazione per accedere ai fondi che le due sue società Editoriale Ciociaria Oggi e Nuova Editoriale Oggi (amministratrici degli otto giornali da lui
controllati) avessero in realtà gestioni separate.
Ciarrapico non è il solo indagato: a finire sotto inchiesta sono anche due probabili prestanome ottantenni, Umberto Silva e Antonio Sinapi e il commercialista Leopoldo Pagliari.
Dovranno rispondere di favoreggiamento Paolo Brunori, Stefania Mastrantonio, Cristina Tirabassi, Anna Maria Casella e Daniela Cioni, alcune dipendenti che dovevano vigilare che non arrivassero controlli.

LE OPERAZIONI FAMOSE POI LA CONDANNE E I SERVIZI SOCIALI

Tra le sue "operazioni" famose ci fu anche il suo intervento, sollecitato da Andreotti, nella soluzione del Lodo Mondadori, nel quale fece da intermediario tra Berlusconi e Carlo De Benedetti.
Nell'aprile del 1991 acquisto l'Associazione Sportiva Roma, ma dovette lasciare la presidenza nel 1993, a causa della denuncia e il conseguente arresto per bancarotta fraudolenta. Nel 2000 venne definitivamente condannato e affidato ai Servizi Sociali a causa della sua età. Attualmente il suo impero finanziario si è disgregato, difatti oggi non restano che un paio di cliniche private nel Lazio e alcuni quotidiani locali, quasi tutti nella zona ciociara, tra i quali i più venduti sono Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Oggi Nuovo Molise.
Quest'anno è tornato a far parlare di sé, perché accusato dal presidente della Regione Michele Iorio di condurre attraverso Nuovo Molise una campagna denigratoria contro il governatore.

FNSI: «SERVE LA RIFORMA»

Alla notizia anche la Federazione Nazionale della Stampa italiana ha
commentato: «spetta alla magistratura fare indagini e processi, ed il sindacato dei giornalisti non intende anticipare sentenze. Ma l'inchiesta a carico dell'imprenditore Giuseppe Ciarrapico», spiega la Federazione, «ricorda quanto sia necessario rimettere mano ai criteri di erogazione dei fondi per l'editoria» «Ci fa piacere sottolineare che il lavoro dei magistrati sia, in questo caso, la diretta conseguenza di un eccellente lavoro giornalistico come quello realizzato da Milena Gabanelli e dai colleghi di "Report"». Adesso ci aspettiamo, però, che la discussione sulla riforma dell'editoria riparta e che trovi al proprio interno più chiare norme per l'erogazione dei contributi pubblici"

20/12/2007 10.43