La Provincia di Chieti affida i censimenti della fauna selvatica ai cacciatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Il censimento della fauna? La Provincia di Chieti lo affida ai cacciatori perché solo loro avrebbero le qualità. Sul provvedimento però si registrano gli strali del Wwf che non ci sta e bolla come «assurdo» il provvedimento.
Con Delibera di Giunta n° 407 del 16/10/07 l'Amministrazione Provinciale di Chieti ha approvato il “Disciplinare per lo svolgimento dei censimenti su fauna selvatica sul territorio provinciale libero ed all'interno delle zone di ripopolamento e cattura e delle aree cinofile provinciali”.
Questo regolamento vuole introdurre la figura del “Censitore Volontario” della fauna selvatica, che avrebbe il ruolo di coadiuvare l'Ente Pubblico nella ricerca della consistenza e della qualità del patrimonio faunistico provinciale.
Nel provvedimento si legge che soltanto i cacciatori possono diventare Censitori Volontari della Provincia di Chieti.
«Questo fatto è gravissimo», afferma Maria Laura Pierini - Responsabile del WWF Sezione Provinciale di Chieti «perché va ad escludere da questa attività di volontariato tutti gli altri cittadini della provincia che non posseggono un porto d'arma ad uso caccia. La delibera, di cui si dubita della sua legittimità, offende in particolar modo tutte quelle figure che potrebbero essere coinvolte nella pianificazione faunistico-ambientale come gli agricoltori, i tecnici faunistici, gli ornitologi, gli ambientalisti, gli zoologi e altri che, tra l'altro, svolgendo volontaristicamente e gratuitamente l'attività di censitori, apporterebbero un contributo importante per il raggiungimento delle finalità previste dal disciplinare stesso e dalla normativa vigente».
Dichiara Claudio Allegrino del Settore Caccia del WWF: «la mancata pubblicazione di questa delibera sul sito web della Provincia di Chieti e l'aver “dimenticato” di discutere questo argomento in seno alla Consulta provinciale per la Caccia (organo tecnico-consultivo designato dalla normativa regionale a discutere su argomenti inerenti la pianificazione faunistico-venatoria), oltre che ad evidenziare una trasparenza amministrativa quantomeno carente, induce a far pensare che gli obiettivi di questo disciplinare siano ben altri rispetto alla corretta gestione del patrimonio faunistico».
L'estremo interesse dei cacciatori a gestire da soli le attività di censimento, sostengono dal Wwf, potrebbero essere infatti legate alla possibilità di “legalizzare” abbattimenti di animali impropriamente definiti “in eccesso” che così risulterebbero dai censimenti effettuati dagli stessi cacciatori-censitori.
Si deve aggiungere che l' INFS (istituto Nazionale della Fauna Selvatica, unico organismo pubblico in Italia che fornisce consulenze tecnico-scientifiche agli Enti Pubblici) ha chiesto all'amministrazione provinciale di escludere dal disciplinare l'utilizzo dei cani dai censimenti in battuta, consentendolo solo con altre tecniche meno invasive. In quest'ultimo caso, dice l' INFS, i cani devono essere abilitati ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana).
Ma la Provincia di Chieti ha disatteso queste indicazioni.
«Inoltre», spiegano ancora dal Wwf, «non viene chiarito nel documento il ruolo del “coordinatore” e non è specificato alcuna modalità per vigilare sulle operazioni di censimento, escludendo dalle operazioni la stessa Polizia Provinciale».
Per questi motivi il Presidente Regionale del WWF Abruzzo, Dante Caserta, è intervenuto nei giorni scorsi con una missiva indirizzata al Presidente della Provincia Coletti e all'assessore competente Tamburrino nella quale si chiede di provvedere in tempi immediati alla modifica del disciplinare per ristabilire correttezza politica ed amministrativa dell' Ente.

20/12/2007 8.33